e' da un po' che non passo da queste parti, perdonatemi...
Oggi pero' ho pensato a voi, perche' dopo le ultime elezioni ho messo a fuoco una questione che prima mi infastidiva solo indistintamente.
Quelli che dicono: faccio le valigie e parto! ...e che poi restano dove sono, a lamentarsi.
Non vorrei qui parlare di politica, perche' sono fatti legati al sentire personale e che quindi generano discussioni lunghe, inutili e spesso polemiche. Ma per quanto mi riguarda, a noi era arrivata l'offerta di lavoro a mio marito proprio durante le elezioni, 4 anni fa. Eravamo indecisi, curiosi del salto nel vuoto ma anche impauriti. Alla vittoria di Berlusconi, ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto: ok, andiamo.
Chi resta non sa quanto sia anche (o forse soprattutto) un grande sacrificio lasciare famiglia, amici, un lavoro (nel mio caso), la cultura, il cibo, ecc ecc. Sono tutte rinunce che a me, per esempio, pesano immensamente. Sono tutte mancanze che sento dal primo secondo al risveglio fino a quando vado a dormire, e pure nei sogni. Mi mancano famiglia, amici, lavoro, e mi mancano in modo bruciante!
A chi e' restato in Italia, sembra che io viva una condizione fortunata e privilegiata. Perche' non sto in quel paese che loro tanto detestano per gli andamenti politici degli ultimi anni. E mi dicono (vi assicuro, tutti, il 100 per cento delle mie amicizie): beata te che sei la', vengo anch'io.
Ah: BELLA BATTUTA!
Tutti dicono beata te, come se fosse stata una fortuna piovuta dal cielo, e non il frutto di una ricerca prima, e poi di una scelta sofferta, che pago OGNI GIORNO.
Tutti dicono beata te, vengo anch'io, ma poi restano a casetta propria, lamentandosi per tutto quello che non va.
Ecco, volevo parlarne con qualcuno che potesse capirmi...
Un abbraccio a tutte, ciao!
This post has been edited by tara: 05 March 2013 - 10:09 AM

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