ExpatClic Forums: l'altalena - ExpatClic Forums

Jump to content

Page 1 of 1
  • You cannot start a new topic
  • You cannot reply to this topic

l'altalena pensieri sparsi (tanti e confusi) ad alta voce

#1 User is offline   gaia74 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 158
  • Joined: 13-January 10
  • Gender:Female
  • Location:Paris

Posted 05 July 2011 - 02:02 PM

Ho iniziato il discorso tempo fa, parecchio tempo fa, perchè questo non è il primo espatrio... ma in questo periodo leggo in diversi blog lo stesso tema che coinvolge le nostra famiglia/coppia da un po' di tempo. A tratti con un sottofondo di malessere o comunque insofferenza, o ancora malinconia , a tratti con positività e entusiasmo, è un argomento che si ripresenta di tanto in tanto, in situazioni e momenti diversi, che affronto con umore diverso.

Le sfaccettature della questione infatti sono moltissime, sono concatenate ed il difficile trovo sia dare loro il giusto peso... non ho purtroppo trovato una bilancia comune da usare per ognuna separatamente e nel loro insieme...come si fa a dire quale argomento "pesa" più degli altri per prendere una decisione? E poi ancora, come fare per sapere se la decisione è quella giusta per il momento in cui la si prende, per più tardi, che ne so?

Veniamo alle riflessioni, nel mio caso ovviamente sui componenti che mi riguardano, fermo restando che ogni persona coinvolta ha il suo bagaglio di conoscenze, esperienze e desideri e che ogni persona a sua volta deve confrontarsi con le restanti coinvolte nella medesima situazione:

1. LUI
2. LEI
3. i FIGLI
4. le due famiglie

LUI

Per lui non si tratta di espatrio, questa volta: è a casa sua, ci ha vissuto infanzia e gioventù, ha fatto i suoi studi qui. Conosce tutto, stile di vita, usi e costumi, i meccanismi e ovviamente la lingua, ha i suoi amici.
E' da sempre abituato a viaggiare per ritrovare i parenti prossimi, la famiglia dei suoi genitori, le loro radici provengono dal 800 km di distanza ma sempre nello stesso Paese.... quindi per le vacanze e le ferie è abituato a valigia, treno, aereo o automobile che sia, viaggetto di 8-10 ore e zac, una bella rimpatriata fatta appositamente per mantenere i legami e le tradizioni famigliari.
Durante gli studi e il lavoro non ha avuto quindi nessun problema per soggiorni linguistici, trasferte, traslochi.
Prende tutto con filosofia, pondera, valuta, è diplomatico, coglie le occasioni con entusiasmo perchè è fondalmentamente un ottimista e per fortuna concreto. Poi organizza e via, detto fatto. Una volta presa la decisione, non si fa distrarre da "se " e "ma"...

Siamo qui attualmente per "colpa" sua: una promozione, un cambiamento che era comunque cercato data la situazione poco rosea dell'azienda in Italia durante la crisi... ancora non abbiamo deciso la durata di questo espatrio, c'è l'opzione del rientro col datore di lavoro, ma non è detto che in questo caso il posto che gli offrirebbero corrisponderebbe alle sue aspettative (per volontà o meno del datore di lavoro di riaverlo nella sede italiana). Ultimamente però da segni di insofferenza da questo punto di vista: il datore di lavoro non gli lascia di fatto agire liberamente quanto gli era stato invece promesso, ma pretende i risultati.... Se le cose non cambiano radicalmente in breve, insomma, si dovrà aspettare qualche annetto prima che ci siano le condizioni inizialmente prospettate....

LEI
Ovvero io.
Difficile spiegarmi, ma ci provo: adesso che ho figli mi rendo conto che prima l'espatrio era un po' come un eterno fidanzamento, se va bene si va d'amore e d'accordo, se va male c'è la via d'uscita, ti saluto e vado altrove (o rientro a casa). Adesso non lo possiamo fare: a gennaio i giochi si chiudono, cioè dobbiamo decidere dove fare 'iscrizione della grande alla scuola dell'obbligo e qui si apre un mondo perchè ultimamente ne sento di tutti i colori sulla scuola francese (ma vi spiego dopo). Poi, ho 37 anni questo mese, ho appena trovato un lavoro part time che diventerà a breve full time e vuoi per il settore, vuoi perchè sono nuova in azienda vuoi perchè ero "ferma" da due anni... faccio fatica a ingranare, nel senso del ritmo intendo. I primi periodi sono i più pesanti, per questo non vedo l'ora di avere alle spalle qualche mese di pratica per poter affrontare serenamente tutto. Poi, Parigi offre tantissimo, me ne rendo conto ogni giorno di più, in particolare il mercato del lavoro è enorme (per i miei standard italiani intendo), ma i costi vanno a braccetto. Ora come ora, se avessimo già la casa di proprietà e scuola delle bimbe a parte, non avrei dubbi per fermarmi: i servizi ci sono e una volta sbrigate le formalità amministrative iniziali l'ingranaggio si muove praticamente da sè (anche se si è spinti al consumismo in misura maggiore....). Di fatto però abbiamo il nostro appartamento con giardino Italia che non si riesce a vendere (svenderlo non è una soluzione), qui siamo in affitto senza giardino, per acquistare per ora abbiamo le mani legate ma vorrei prima chiarire la situazione lavorativa di mio marito e sapere dove iscrivere la grande a scuola... e i prezzi del mercato immobiliare comporterebbero un certo numero di compromessi (io la casa tipica francese non la voglio, nun me piaceeeeee)

I FIGLI
sono due pargolette, la grande ha ancora un anno di scuola materna. Si sono integrate senza scossoni, ogni tanto la grande mi dice che vorrebbe il giardino per avere un cane, un gatto, un cavallo ;-) e che vorrebbe riavere il giardino italiano e gli zii vicini.... Vabbè, è piccola e quando puù rema contro.... Ultimamente mi cruccio per il sistema scolastico francese, ci sono articoli nei giornali in proposito: insegnanti insufficienti, strutture sovraffollate, orari pesanti, vacanze scolastiche che non solo io reputo assurde... mia suocera è stata insegnante di liceo tutta la vita ed è la prima a ritenere che il sistema deve essere urgentemente riformato... la cosa mi spaventa assai. Mio marito dice di essere "sopravvissuto", ok, ma l'ironia mi aiuta poco. Non si parla di istituti internazionali perchè sono logisticamente impossibili da frequentare, anche la scuola statale pubblica di Parigi centro. Abbiamo invece una struttura franzosa qui nella periferia dove siamo, molto buona, ma se rientriamo in Italia durante la frequenza della grande temo di farle perdere anni scolastici...

LE FAMIGLIE
Da parte di mio marito ho mia suocera che ogni tanto passa a Parigi (gira parecchio sulle 3 case di famiglia) e un cognato con moglie e figlia piccola a circa 1,50 ore di macchina da qui. Ci vediamo sporadicamente nei finesettimana e per le vacanze estive 15 giorni con l'altro cognato e moglie (attualmente stabili in Cina). Per il resto dell'anno solo telefono o qualche improvvisata di chi è nella capitale. Qualche uscita con gli amici, naturalmente e per fortuna!
Da parte mia sono tutti in Italia, parenti e amici.

Io temo - stando qui - di togliere alle bambine un'infanzia "protetta" e tranquilla (che non potrebbero avere in quel modo più), così come l'ho conosciuta io: tuffi nel fieno e arrampicate sugli alberi dal nonno, lucciole nei prati, visite ai parenti (e sono tanti) frequentissime, ritmo scolastico noto, tanto verde e (spero) meno inquinamento (la grande è leggermente asmatica, quest'inverno si è ammalato più spesso di prima). Se c'è bisogno di una mano, una zia o il nonno sono vicini e disponibili. Qui ho la tata per la piccola (niente nido), le centre de loisir per i mercoledì della grande, la nonna paterna per qualche ora se è a Parigi, una babysitter 16enne e nessun altro. Va bene fare tutto da soli e non avere interferenze, ma davvero il ritmo settimanale è sostenuto. Se non avessi figli, ripeto, ne approfitterei senza remore.;-) Poi, vogliamo mettere il fatto di poter girare tranquillamente la sera anche da soli? Voglio dire, Parigi offre tanto, ma anche tanto dei lati peggiori di una grande metropoli. I giovani nella mia regione italiana vanno fuori provincia nei finesettimana perchè "non c'è nulla da fare", qui ce n'è anche troppo ...

Io e mio marito, d'altronde, sappiamo che anche stando in Italia avremmo in ogni caso molte occasioni per far conoscere "altro" alle nostre figlie, in primis la famiglia francese (e una terza e quarta lingua a scuola), non sarebbero quindi tagliate fuori da questo mondo, ma non ne vivrebbero così piccole la frenesia . Anzi, forse vivendo a Parigi vorranno fare gli studi universitari altrove che qui, comunque. Stando in Italia sicuramente le spingeremo a farli all'estero, ma non necessariamente a Parigi....


Avrete capito che non so da che parte cominciare a sbrogliare la matassa, il problema forse è che non riesco a fare le cose per tappe e voglio pianificare troppo in anticipo e troppo in là nel tempo... boh...

E allora veniamo ai panorami che per ora ho visulizzato:

1. decidiamo di chiedere il rientro: tempistiche e modalità a parte, può darsi che il posto offerto vada bene a mio marito, ma anche no... Con il suo cv e la sua voglia di fare, nella regione italiana di destinazione difficilmente ci potrebbero essere altri sbocchi/aziende, quindi sarebbe un impiego probabilmente fino alla pensione.... Se la posizione non gli conviene, che si fa, rinunciamo al rientro e cambia datore di lavoro qui a Parigi? Ci giochiamo a priori ogni possibilità di rientro, almeno finchè le bimbe non saranno maggiorenni.... e qui si incastra il fattore scuola, ma è un discorso trattato a parte. Per il mio lavoro, dovrei ancora un volta ricominciare a cercare e sapete anche voi come è il mercato là...

2. decidiamo di restare: ci sistemiamo a dovere, casa lavoro e scuola, ce n'è per tutti e ci vorrà ancora almeno un paio d'anni, se va tutto liscio. Ci organizziamo un ritmo famigliare qui, noi da soli, cercando di crearci una cerchia di amici e di collaboratori. La vita prende un cammino diverso, dove noi 4 contiamo su noi stessi e basta, per il resto della famiglia telefono, skype e le vacanze. Qualche sacrificio in più per avere - forse - qualche soddisfazione in più più avanti ...

sicuramente c'è un'opzione 3 e 4 addirittura, ma non le vedo...
Ah sì, vincere al lotto...: la famiglia si trasferisce vicino alla scuola italiana in centro, le pupe studiano là entrambe con ottimi risultati, acquistiamo casa proprio lì vicino e io e mio marito ci prendiamo il tempo di trovare un buon lavoro non troppo lontano ...;-) con un abbonamento airfrance per i momenti di nostalgia acuta....;-)

Ma quanto la faccio tragica, eh! ;-)

This post has been edited by gaia74: 05 July 2011 - 02:16 PM


Germania (1997-1999)
Italia (1999-2002 + 2006-2010)
Austria (2002-2006)
Francia (2010- )

My link
0

#2 User is offline   rosi 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 136
  • Joined: 22-September 10
  • Gender:Female
  • Location:Geneva
  • F/M:Female

Posted 05 July 2011 - 04:07 PM

Diciamo pure che, a parte la situazione di "LUI" (mio marito non e' di Miami ed anche la sua famiglia e' lontanissima da qui), potrei aver scritto io questo post :blink: . Stessi dubbi, perplessita', possibilita'. :wacko:

Penso spesso al fatto di far crescere mio figlio lontano da entrambe le famiglie, e mi chiedo se questo e' piu' uno svantaggio dal punto di vista affettivo per la mancanza di quotidianita' con le famiglie d'origine dei genitori, oppure e' un'opportunita' che gli stiamo dando quella di crescere a contatto con diverse culture e stimoli. :unsure:

Io e mio marito ne discutiamo quasi tutti i giorni e le alternative per noi sono ancora piu' complicate (tornare in Italia, in Brasile, altrove?). Facciamo la lista dei pro e contro, e alla fine ci diciamo che per il momento e' meglio stare qui.

Io ho i tuoi stessi dubbi, il piccolo va al nido ma non ho altri aiuti, quando si ammala, io e mio marito facciamo i salti mortali per organizzarci e stare con lui. Miami e' una citta' piacevole ma non la mia citta' ideale, quindi me ne andrei senza troppi rimpianti.

Ma se partiamo, lasciamo quella quotidianita' e quelle certezze che abbiamo costruito qui per andare in altro paese (mio, suo, altro,...), siamo davvero sicure che sara' meglio per tutti? Che avere un familiare vicino che ci salvi in caso di contrattempi, sia davvero cio' di cui abbiamo bisogno?? :w00t: Spesso mi chiedo se sono io ad essere diventata esigente ed incontentabile. Se sono io a crearmi problemi e ansie quando non ci sono.
Mio figlio e' sereno, cresce splendidamente, io e mio marito ci amiamo e siamo felici, allora perche' mollare tutto per l'incerto? :wacko: Si perche' il tornare in patria non e' sempre sinonimo di tranquillita' garantita e certezza a vita!

Insomma, oltre a non averti aiutato, ti avro' confuso :whistling: e fatto venire ancora piu' dubbi :ph34r: , scusa, ma leggere da altri quello che io stessa provo mi aiuta a riflettere ed analizzare le cose con piu' distacco, in modo razionale.

Se trovi le soluzioni 3 o 4 fammi sapere, resto anch'io in attesa che qualcuna ci illumini... :flowers:
Rosi

Paris 2002-2006, Milan 2007, Miami 2008-2014, Geneva 2014-...
0

#3 User is offline   Giuliettaexpat 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Equipe ExpatClic italiana
  • Posts: 1,912
  • Joined: 19-September 06
  • Gender:Female
  • Location:Los altos CA
  • F/M:Female

Posted 05 July 2011 - 08:05 PM

ma difficile dare dai consigli, anche se spontaneamente mi vengono alcune riflessioni da una parte e mi viene da sorridere dall'altra per certe tue affermazioni
vado per gradi:forse hai bisogno di un po' più di tempo per abituarti a questa realtà parigina o forse non hai neanche voglia di adattarti mi sembra che per il momento tutto sia per te più negativo che positivo...
forse semplicement un nuovo lavoro per tuo marito,uno nuovo per te, una nuova cittànella quale, almeno tu, devi ambientarti, sono tante cose tutte insieme e devi semplicemente digerirle per poi stare meglio

forse devi anche abituarti alla distanza e vedere che nonostante i km la famiglia c'è lo stesso e le tue figlie non ne sono private la vivono solo in modo diverso

sai perchè sorrido?mi sembri prevenuta nei confronti di un po' tutto quello che Parigi ti puo' offrire, la paura della scuola, il caotico ritmo,i pericoli della grande metropoli...;
sai penso che Parigi offra, e la Francia in generale, una vita molto più facile alle famiglie con bambini e i pericoli sono gli stessi che in tutte le grandi città, ma non per questo si deve aver paura di andare in giro!!
il sistema scolastico non è certo dei più teneri, rigido e severo, con dei ritmi diversi dai nostri, certo molto più sostenuti, ma si sopravvive cosi anche alle due settimane di vacanza piazzate li ogni 6o 8, per esperienza di anni ed anni di scuola francese, sia in Francia che fuori, a è lo stesso, posso dirti che le mie ragazze non mi sembrano nè traumatizzate nè eroiche!!!
cerca di guardare in modo positivo quello che la vita qui puo' offrirti, è comunque sempre un paese a misura di famiglia, organizzato perfettamente per questo, vedrai che se incominci a guardare con altri occhi sarai meno negativa!!

in boca al lupo
Giuliettaexpat
Redazione di Expatclic.com
giuliettaexpat@expatclic.com

Francia, Giappone, India, Francia, San Francisco Bay Area California USA
Sostieni Expatclic
Visita il nostro Sportello Espatrio!



Seguite le nostre avventure su http://icerrutiinindia.blogspot.com/
Il mio sito personale: http://www.racontemoiunehistoire.com
0

#4 User is offline   selena 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 539
  • Joined: 01-January 08
  • Gender:Female
  • Location:Nerja, Spain
  • Interests:fotografia, cucina, viaggi, libri, letteratura sudamericana e giapponese, lingue
  • F/M:Female

Posted 05 July 2011 - 09:38 PM

la mia situazione, come ben sai, é ben diversa dalla tua. ma leggendo tutto penso a questo: siete una coppia unita, comunque sia le vostre figlie crescono felici, anche se lontane dalle famiglie d'origine, anche see fan esperienze diverse da quelle che vorresti.

peró, ti dico solo quel che sento io, che non ho soluzioni né consigli: se avessi un patner che mi sta vicino, ci ama davvero, a me e pupo, creando cosí una vera famiglia, penso che sí, soffrirei come te per ció che i figli non vivono, ma andrei avanti, con fatica, ma anche soddisfatta, programmando la vita poco a poco, vista l'"instabilitá" del lavoro di tuo marito.

vedi, ora che la storia con il padre di mio figlio é finita, non posso pensar di rimaner qui perché son completamente sola, e non voglio far crescere mio figlio tra asilo e baby sitter, spendendo poi ció che potrei guadagnare per farlo crescere con sconosciuti! oltre al fatto che dopo 3 mesi che sto con lui 24 ore al giorno, ora il bimbo piange se mi allontano, é attaccatissimo a me, e non va bene, perché era un bimbo che non aveva paura di nessuno...
voglio far crescere mio figlio vicino alla mia famiglia, con gente che lo ama, e s'interessa a lui. qui non ho nessuna possibilitá di farlo.

la situazione, quando ci son dei figli, non é semplice. anch'io prima non mi facevo troppi problemi, se la relazione funzionava bene, sennó faccio la valigia e mi arrangio. ma ora é tutto piú complicato, e non per colpa mia, ma questo é il mio punto di vista, naturalmente.
España: 2004-hoy

Visita mi Fotoblog
0

#5 User is offline   Elenaex 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 305
  • Joined: 14-March 10
  • Gender:Female
  • Location:Melbourne
  • F/M:Female

Posted 11 July 2011 - 07:17 AM

Ciao Gaia, sono riuscita a leggere con attenzione il tuo post solo oggi.

Non saprei entrare nel dettaglio di ogni tua osservazione: mi vien da dire che i problemi che tu metti sul piatto sono quelli che vivono tutti gli espatriati con figli (e non). In sostanza ci vien spesso da pensare che cosa "perdiamo" e che cosa "guadagniamo" dal nostro essere lontani da casa. Non mi addentro in ogni aspetto, mi fermo a considerare il fattore scuola (che mi sta molto a cuore).

SOno in Italia per le vacanze (ancora per pochi giorni, ahime') e mi vien da chiederti se davvero pensi che la scuola italiana possa offrire molto piu' di quella francese. L'idea che mi sono fatta io e' questa: il semplice fatto di studiare in una scuola in cui la lingua non e' l'italiano e' un arricchimento. Ho gia' detto altrove che non conosco bene la scuola francese ma intanto si parla francese e questo e' gia' di per se' un arricchimento (non assomiglia neanche lontanamente a studiare le lingue nella scuola elementare in Italia o in altrove). Anch'io mi rendo conto che la scuola australiana manca di alcune cose a cui io terrei molto, ma so anche che gli elementi positivi sono molti e mi concentro su quelli. Ad esempio mi dispiace immensamente che i miei figli non abbiamo frequentato la scuola materna in Italia, sono dell'idea che sia la parte migliore della scuola italiana che non si trova nei sistemi anglo sassoni. Peccato! Pero' vedo che sono bilingui, che hanno avuto occasione di incontrare e superare difficolta' e cose positive e credo che sia questo che conta.
Penso anche che il problema sia prevalentemente nostro, come genitori, e che i bambini siano in grado di adattarsi a situazioni a volte anche difficili (se penso alla mia che a tre anni e' staa gettata in pasto a Ms. Marylou, una maestra modello signorina Rottermeier, senza che parlasse una sola parola di inglese e che abbia passato due anni a scrivere letterine e colorare come nelle scuole delle suore di 40 anni fa, mi sento male..ma devo dire che lei ne e' uscita benone, eh :lol: ).

Comunque, pondera bene tutti i vari aspetti e non preoccuparti troppo (magari un po' si', eh <_< ) per la scuola: sono sicura che le tua bimbe sapranno coglierne e svilupparne gli elementi migliori, anche grazie alla tua presenza attenta.
In bocca al lupo!
elena
Elenaexpat
Redazione di Expatclic.com
elenaexpat@expatclic.com
Italia - 12,815 giorni; Boston, MA - 1,226 giorni; Melbourne, VIC - 781 giorni

Sostieni Expatclic
Visita il nostro sportello Espatrio!
0

#6 User is offline   gaia74 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 158
  • Joined: 13-January 10
  • Gender:Female
  • Location:Paris

Posted 12 July 2011 - 01:24 PM

Grazie mille per i vostri contributi. :) Adesso provo a rispondere a ciascuna, non vogliatemene se ci metto unpo' di tempo, lo faccio nelle "pause", ovvero nei momenti di calma (ora per esempio ho la piccola che sonnecchia accanto a me sul divano, ma non durerà, ne sono certa...). Dunque:

Rosi: mal comune (e per fortuna non siamo solonoi due), mezzo gaudio! :blink:
La famiglia di mio marito in realta non è nemmeno qui: un cognato abita con moglie stabilmente in Cina, l'altro con moglie e figlioletta a 150 km di distanza da noi, mia suocera è una meteora impazzita sempre con la valigia in mano, ma con i suoi acciacchi dovuti all'età e non solo. La mia famiglia è invece tutta unita e compatta, non solo geograficamente parlando, per questo mi chiedo se facciamo bene/male a togliere alle bimbe quel contatto che comunque inevitabilmente nel crescere si fa più rado. Passare ore a casa della zia o con i cuginetti a giocare tra 15 anni poi non interesserà più alle mie figlie, ora sì. Gli affetti che si creano nell'infanzia non ci saranno se rimaniamo qui perchè sarebbero limitati a visite sporadiche, intense forse ma brevi e distanziate nel tempo.
Qui abbiamo ormai una quotidianità, le bimbe sono serene, ma oltre al cambio scuola dovuto alla fine e all'inizio di nuovi cicli scolastici, dobbiamo mettere in conto anche minimo un cambio casa (e con i prezzi qui, può anche darsi che si cambi proprio zona, quindi eventuali punti fermi acquisiti ad oggi cambierebbero nuovamente).
A presto e grazie!

This post has been edited by gaia74: 12 July 2011 - 01:25 PM


Germania (1997-1999)
Italia (1999-2002 + 2006-2010)
Austria (2002-2006)
Francia (2010- )

My link
0

#7 User is offline   gaia74 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 158
  • Joined: 13-January 10
  • Gender:Female
  • Location:Paris

Posted 12 July 2011 - 01:38 PM

Giulietta: non parto prevenuta, questo no, e nemmeno spaventata devo dire. Certo per come sono cresciuta io Parigi offre tantissimo, l'Italia in confronto può quasi essere considerata "provincia" :lol: Solo che certi aspetti sono da digerire e mi chiedo se sia "giusto" imporre un ritmo di vita più frenetico alle bambine ora quando potrebbero avere un'infanzia più tranquilla. Certo sta a noi genitori procurare questa tranquillità, ma a meno di non disporre di aiuti famigliari o poterseli permettere pagando estranei (pur professionali, scelti accuratamente etc) mi sento un po' di dover fare i salti mortali. Mi chiedo se ne vale la pena, adesso. Perchè comunque vada, so che le mie figlie gireranno un poco anche loro il mondo, come abbiamo fatto noi genitori, non rimarranno di sicuro "mentalmente rinchiuse sulla piccola realtà di casa italiana".
Ed ovvio che vedo anche, adesso che abbiamo stabilito una quotidianità più che valida qui, la difficolta di un eventuale rientro in Italia alla luce, non da ultimo, della crisi che sembra coinvolgere ultimamente in forza l'economia dello Stivale.... cercare un nuovo lavoro per me, dirsi soddisfatto mio marito con il suo (che può anche andare benone, barcamenarsi i 3 mesi estivi di vacanze scolari delle bambine....togliere la quotidianità del bilinguismo (che poi, il francese sta soppiantando l'italiano nella grande ora... devo lavorarci un poco su nelle vacanze :D )
Sarà che divento zia a novembre? :wub:

Germania (1997-1999)
Italia (1999-2002 + 2006-2010)
Austria (2002-2006)
Francia (2010- )

My link
0

#8 User is offline   gaia74 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 158
  • Joined: 13-January 10
  • Gender:Female
  • Location:Paris

Posted 12 July 2011 - 01:54 PM

Selena: grazie, so che capisci quello che intendo e credimi se ti dico che capisco quello che stai passando, pur non vivendolo in prima persona. Quando ci sono figli non ci sono santi, passano loro in primo piano ed il resto delle priorità deve accodarsi. Grazie a Dio, come dici, la coppia c'è e tiene duro :) senza eccessivi sforzi...

Mi rendo conto che non siamo in un paese del cosiddetto TerzoMondo, mi rendo conto che non siamo ai livelli di "migrazione" che hanno conosciuto i nostri antenati. Onestamente, se vincessi al lotto, il mio progettino nel cassetto sarebbe realizzabile qui, non in Italia :lol:

Ma tornando alle cose serie, per ora ci meditiamo ancora su, senza troppa fretta e intanto continuo a dare la caccia al lavoro che più si avvicina all'ideale vista la mia situazione famigliare, dato che per ora il posto che ho trovato mi serve come "esperienza in terra francese" :P e che - come faceva notare qualcuno - mi faccio andare bene finchè mi serve.

Ci sentiamo anche di là....

Germania (1997-1999)
Italia (1999-2002 + 2006-2010)
Austria (2002-2006)
Francia (2010- )

My link
0

#9 User is offline   gaia74 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 158
  • Joined: 13-January 10
  • Gender:Female
  • Location:Paris

Posted 12 July 2011 - 02:08 PM

Elena: :) grazie per le tue parole.

Devo riconoscere onestamente che non conosco bene il sistema scolastico italiano attuale. Forse mi sento solo capace di poterlo "affrontare" meglio di uno francese che mi è totalmente sconosciuto e che - da informazioni colte qua e la e da fonti attendibili in famiglia - ha bisogno di una profonda messa a punto. Questa cosa mi spavanta assai: non mi piacepensare di buttare le mie figlie in un sistema che ha per ammissione francese stessa delle grosse crepe. E se lo dicono loro che portano sempre in palmo di mano qualsiasi cosa abbia lo stampo "made in France"!! Mio marito ci è cresciuto in questo sistema, ma penso - come per me il sistema italiano - che il suo vissuto sia diverso dal sistema attuale. Allora per entrambi vale lo stesso discorso.

Ora, perdonami non conosco la tua situazione, dici che andare a scuola "in una lingua diversa è un arricchimento" e sono d'accordo. Ma nel nostro caso le due lingue si parlano già in casa. Quindi la scuola da questo punto di vista è "terreno neutro", no? Eventuali migliorie del vocabolario sono date dalle lezioni, ma quello che non impara in francese lo avrà in italiano e viceversa se frequentarà la scuola francese. Il plus viene dato dal sistema, dagli stimoli, dalle possiilità offerte (o meno), da insegnanti capaci (o meno...) e su questo non ho la sfera di cristallo...
Posso solo dire con sicurezza che finiscono la scuola un anno prima che in Italia e da questo punto di vista il giovane è avvantaggiato (anche per la patente, si inizia a 16 anni...) su futuri studi, sul lavoro etc. Che Parigi offre tanto a livello di studi e lavoro... e ancora una volta qui si tratta di un aspetto che diventerà attuale tra una decina d'anni ....

Io invece vorrei capire cosa fare l'anno prossimo :lol: Uff, ma come è difficileeeeeeeeeeee! :P

Un caro saluto a tutte, vi leggo sempre volentierissimo!

This post has been edited by gaia74: 12 July 2011 - 02:10 PM


Germania (1997-1999)
Italia (1999-2002 + 2006-2010)
Austria (2002-2006)
Francia (2010- )

My link
0

#10 User is offline   Giuliettaexpat 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Equipe ExpatClic italiana
  • Posts: 1,912
  • Joined: 19-September 06
  • Gender:Female
  • Location:Los altos CA
  • F/M:Female

Posted 12 July 2011 - 04:43 PM

francamente non vedo dove poi sono tutti questi problemi con il sistemq frqncese, certo avra' le sue rigidita', ma indubbiamente prepara molto bene!
La mia esperienza di scuola francese sia in Franica che fuoiri dalla Francia e' estremamente positiva, unica critica e la volonta di creare una scuola un po' d'elite dove i mediocri vengono rapidamente messi da parte....questo puo' creare stress, soprattutto nei genitori che poi lo trasmettono ai figli con la paura della non riuscita. Il sistema francese e' un po' un circolo vizioso, se sei bravo prosegui bene e sei estremamente spinto, vai in ottime classi e via discorrendo.... e cosi fino alla fine, se sei in difficolta' , a parte rari casi, ti lasciano indietro....
comunque se riesci a non farti prendere nel sistema alla francese vivi benissimo, noi siamo stupiti e piavevolmente dsoddisfatti della preparazione delle scuole medie delle nostre figlie, al confronto la scuola media italiana e' veramente una passeggiatina!!

Le mie figlie non sono assolutamente stressate dal sistema ma approfittano in pieno degli stimoli e delle spinte che esso da, il risultato e' assolutamente positivo...
concludo dicendoti che non sono una fan del sistema francese, anzi ne critico certi aspetti ma tutto sommato il risultato finale lo trovo positivo...
Giuliettaexpat
Redazione di Expatclic.com
giuliettaexpat@expatclic.com

Francia, Giappone, India, Francia, San Francisco Bay Area California USA
Sostieni Expatclic
Visita il nostro Sportello Espatrio!



Seguite le nostre avventure su http://icerrutiinindia.blogspot.com/
Il mio sito personale: http://www.racontemoiunehistoire.com
0

#11 User is offline   BarbaraA. 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 101
  • Joined: 26-February 08
  • Gender:Female
  • F/M:Female

Posted 14 July 2011 - 02:57 AM

Cara Gaia, la tua situazione e molto simile alla mia per cui mi riconosco molto in quello che dici. L'unica diversita' e' che io vivo questa situazione ormai da 20 anni e ho avuto modo di riflettere, analizzare e affrontare il tutto in maniera molto molto profonda ;)

La cosa che mi ha colpito inizialmente nel tuo post e che per me e' stata fondamentale nell'aiutarmi ad affrontare e superare i vari ostacoli e' il parlare di "colpa" del partner. Per carita', capisco bene che lo hai messo tra virgolette e che sicuramente non accusi il tuo povero marito di nulla, ma, nel mio caso e in molti altri che ho sentito negli anni, il fatto di parlare di "colpe" ci mette gia' in una posizione di svantaggio, crea un ostacolo alla nostra felicita' nel nuovo paese. Nel mio caso ho cominciato dando la "colpa" a Nigel per averlo seguito quaggiu' e, quasi senza accorgemene, mi sono ritrovata a giustificare ogni mio malessere con il fatto che era "colpa" sua. Come puoi immaginare non ha certo aiutato con la nostra relazione di coppia :(

Solo dopo anni sono riuscita ad accettare che non ci sono "colpe" ma solo "scelte", la mia scelta di seguirlo, di restare e di affrontare questa nuova vita. Capisco anche che nel mio caso non c'erano ancora i bambini per cui magari sarebbe stato piu' semplice rimanere in Europa. Per te la scelta e' sicuramente piu' difficile.

Leggendo le tue parole mi sembra quasi di sentire me stessa! Soprattutto quando parli di famiglia. Anche la mia famiglia e' molto unita, viviamo tutti in una cittadina dove da bambina correvo tra la casa di mia zia a quella di mia nonna. La famiglia di mio marito e' molto grande, ma ogniuno si fa' i fatti suoi e le mie figlie non hanno quasi nessun rapporto con nonna, zii e cugini. Ovviamente mi dispiace. Ma, pur vivendo dall'altra parte del mondo, hanno un rapporto meraviglioso con nonni, zii e cugini in Italia. Ed e' tutto merito mio :wub:
Fino all'anno scorso sono andata in Italia quasi ogni anno (cosa decisa con mio marito prima di trasferirmi!), le ragazze parlano benissimo italiano (benche' mio marito non parli quasi niente) per cui hanno sempre potuto comunicare con la mia famiglia. Per loro la casa dei miei e' la loro seconda casa, sono completamente a loro agio quando siamo la'. Non e' sicuramente l'infanzia che ho avuto io, ma sono sicura che sia altrettanto ricca di affetti e stimoli.

Al momento ho la famiglia di mio cugino a casa nostra, il tempo da passare al computer e rispondere in maniera accurata al tuo post e' molto limitato e mi rendo conto di non esprimere troppo bene il mio pensiero. Volevo ugualmente buttare giu' due righe per dirti che, secondo me, e' possibile avere il meglio dei due mondi, ma dipende da noi come proponiamo il "pacchetto" ai nostri figli :)

Tornero' con calma tra un paio di settimane, quando tutto sara' tornato alla normalita'!
0

#12 User is offline   Gogo 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 267
  • Joined: 05-April 11
  • Gender:Female
  • F/M:Female

Posted 27 August 2011 - 03:28 AM

scusa se mi intrometto nella discussione, ma da quello che ho capito il problema principale sta nella carenza di affetto dei tuoi figli...

io ho vissuto lontano da tutto il resto della famiglia, sia da parte di mio padre che di mia madre. Ci separano quasi 1000km, non ho mai avuto nonni, zii, cugini vicini, ma solo mamma papà e fratello.
a parte che sono cresciuta bene e senza problemi affettivi...


i miei per mitigare un po' questa mia mancanza di parenti, quando ero piccola mi spedivano per i tre mesi di vacanza dai miei zii, nel profondo sud!
e mi divertivo un moooondooooo


i più bei momenti della mia vita, garantito! e magari non li avrei mai vissuti se li avessi avuti qui vicino a me!
ero la cuginetta "del nord" ,che rimaneva solo tre mesi, e tutti mi adoravano, mi facevano regali, mi coccolavano, mi adulavano, mi viziavano in una maniera esagerata, e poi facevo il giretto di tuuuuutti i parenti, e guadagnavo un sacco di soldi in mancette.

se è questo il problema che ti affligge di più, penso si possa risolvere in questo modo.

vedrai, i tuoi figli penseranno a quei mesi passati in Italia come i più belli della loro infanzia, e saranno fortunati perchè assoceranno l'Italia all'affetto, all'amore, insomma solo a sentimenti positivi.
Insomma, si prenderanno solo il meglio dell'esperienza italiana.

pensaci ;)

gogo
1988- Crema, Italy
2009 - Tokyo, Japan
2010 - Bergamo, Italy
2011 - London, UK
2011 - Leeds, UK.
2012 - Milan, Italy
2013 - London, UK
2014 - Lisbon, Portugal

0

#13 User is offline   gaia74 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 158
  • Joined: 13-January 10
  • Gender:Female
  • Location:Paris

Posted 09 November 2011 - 08:08 AM

Ciao Gogo, grazie per le tue parole.

Non è solo dovuto agli affetti per i figli, mi sento ( e quindi proietto anche su loro, magari sbagliando) divisa in due: una parte mi attrae verso la famiglia italiana ed i luoghi legati alla mia infanzia... normalissimo... in parte mi piace la vita all'estero, le scoperte (anche banali) delle diversità di pensiero/cultura/vita quotidiana, da quando ho fatto il primo gemellaggio all'età di 11 anni ho scoperto la "carica" che può dare questo tipo di vita e quindi mi sono subito orientata verso l'apprendimento delle lingue. Vicere all'estero è uno stimolo continuo, è molto dinamico, ma - io parlo per me ovvio - mi faccio a volte opprimere da condizioni di stress che fatico a superare velocemente. Questo espatrio con figli è diverso dagli altri, sono meno lobera, più frenata, i ritmi sono più lenti delprevisto ed ho impiegato molto più tempo a sistemare la mia vita in modo soddisfacente.

Credo di essere un diesel, niente turbo ;-)

Poi però non fatemi disfare quello che per me sono soddisfazioni e conquiste, facendo marcia indietro (adesso che tutto è sui giusti binari, un intoppo potrebbe farci tornare al punto di partenza).... la mia vita non è un monopoli!! ;-)

Col senno di poi, sarei stata più soddisfatta se ci fossimo trasferiti in un paese anglofono, almeno avrei perfezionato a dovere ed una volta per tutte l'inglese, mentre invece qui pur se migliorato il francese non ho appreso molto di nuovo....

Germania (1997-1999)
Italia (1999-2002 + 2006-2010)
Austria (2002-2006)
Francia (2010- )

My link
0

#14 User is offline   gaia74 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 158
  • Joined: 13-January 10
  • Gender:Female
  • Location:Paris

Posted 12 June 2012 - 09:02 PM

Aggiornamento, aggiornamento ma l'altalena continua...
Mio marito ha chiesto il rientro in azienda DATO CHE LA SITUAZIONE LAVORATIVA PER LUI NON EVOLVEVA COME PROMESSO, ovvero dopo avergli proposto la filiale qui di fatto non gliela hanno data da gestire, ovvero hanno lasciato la direzione e le decisioni da prendere al responsabile storico, che ha fatto chiudere in rosso una filiale francese dopo l'altra.
L'azienda ha proposto una serie di posizioni una più stravagante dell'altra omettendo in toto di menzionare la parte economica. Nel frattempo stanno pianificando la chiusura della filiale attuale.
Ora, mio marito ha rilanciato in una direzione (ditemi lo stipendio che avrò, poi potrò decidere se mi interessa il pacchetto e finalmente dare l'avvio alla procedura trasloco , scuole etc) ma pure nell'altra (datemi infine la possibilità di gestire la filiale, altrimenti inutile addossarmi una responsabilità che non ho mai avuto). E ancora attendiamo.

Inutile dire come mi senta: contenta se rientriamo perchè riavremo la famiglia accanto e la ns casa (invenduta causa crisi economica attuale), ma titubante perchè sarò nuovamente alla ricerca di un lavoro.... anche se in regione la disoccupazione è a livelli "tecnici" non credo di trovare qualcosa di soddisfacente a breve termine. Scontenta perchè qui in Francia la crisi si sente meno (protezione sociale , assicurazione sanitaria e servizi), siamo tutti e due occupati con buon reddito e le figlie sono serene (anche se vogliono un gatto ciascuna e il giardino).

Ma che due!!!!!!!! Si sta verificando una situazione paradossale..... non voluta ma praticamente da subire... che fareste?

Germania (1997-1999)
Italia (1999-2002 + 2006-2010)
Austria (2002-2006)
Francia (2010- )

My link
0

Share this topic:


Page 1 of 1
  • You cannot start a new topic
  • You cannot reply to this topic

1 User(s) are reading this topic
0 members, 1 guests, 0 anonymous users