ExpatClic Forums: Come vi ponete di fronte ad un espatrio "difficile"? - ExpatClic Forums

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Come vi ponete di fronte ad un espatrio "difficile"?

#1 User is offline   Phaedra 

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Posted 24 October 2012 - 07:52 AM

Trasferirsi all'estero non è mai facile, questo è poco ma sicuro.
Ci sono però alcuni paesi che hanno delle condizioni di vita oggettivamente più complesse, a causa di vari fattori come le malattie endemiche, l'instabilità politica e così via.
Mio marito ed io abbiamo due diverse idee di paese "difficile": per lui è un paese in guerra o con una forte instabilità politica.
Nella mia definizione invece rientrano anche le condizioni sanitarie e sociali.
Per me sarebbe sarebbe difficilissimo accettare di andare a vivere in un posto dove la malaria è una cosa normale e la città è bordata da baraccopoli, mentre per lui non ci sarebbero particolari problemi.
Leggendo gli articoli presenti sul sito ho visto che molte di voi hanno avuto espatri in paesi difficili: come li avete affrontati? come avete superato i dubbi riguardanti la situazione sanitaria?
Nel mio orizzonte c'è ( è solo una probabilità, per ora) un trasferimento a Bangalore, la città che secondo il rapporto 2012 del Karnataka Slum Clearance Board ha la bellezza ( si fa per dire) di 862 baraccopoli, e l'idea di trasferirmi lì mi preoccupa parecchio.
Capisco che la mia ansia mi può precludere tante belle esperienze, quindi sono interessata al vostro punto di vista.
Illuminatemi!
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#2 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 24 October 2012 - 04:24 PM

non conosco praticamente Bangalore, conosco bene l'aeroporto che e' grande e moderno, la citta' e' comunque molto modernizzata.... certo e' pur sempre India, ma ti assicuro che impari a convivere anche con le baraccopoli e poil'India e' unpaese in rapidissima evoluzione, sta diventando un paese moderno nonostante sia ancora, e i l sud soprattutto legato a forti tradizioni.
Anch'io prima di andare a vivere a Chennai, soprattutto vivendo all'eposa a tokyo, che e' l'antitesi di Chennai, mi facevo mille domande relative proprio al come si fa a vivere con la miseria attaccata a casa.... beh ho trovato le risposte vivendo la', un po' ti proteggi e quindi ci sono momenti in cui cerchi di non vedere e tiri dritto, ma soprattutto la filosofia di vita degli indiani ti fa vedere le cose in modo diverso, per loro e' cosi oggi anche per quelli che non hanno nulla, non vivono come noi nella corsa sfrenata al benessere, cercano di vivere bene e di sorridere alla vita, dicendosi che forse nella successiva avranno le toilette e l'acqua corrente....
Con la nostra mentalita' occidentale non e' semplice, ma ti assicuro che vivere l'India e' un'esperienza straordinaria, gli indiani sono persone fantastiche con il cuore in mano.... per noi tutti e' stato un periodo molto bello, una parentesi dal mondo occidentale e dalla sua corsa sfrenata verso tutto ... in india vanno in fretta ma in modo intelligente, diventera' un grande paese....
Giuliettaexpat
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#3 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 25 October 2012 - 03:05 PM

Carissima Flavia,

io sono in linea con tuo marito: a me fanno molta più paura le guerre e i tumulti che non le malattie.

Nella mia storia di espatrio ne ho passate un po' di tutte per quanto riguarda i due aspetti, e posso dirti questo: le malattie tipo malaria, dengue e chi più ne ha più ne metta, fanno un sacco di paura quando le guardi da lontano. Una volta che ti trovi nel paese incriminato :), ti rendi anche conto che esistono metodi molto solidi per combatterle, prevenzioni intelligenti, e in ultimo, se proprio te le becchi, cure e rimedi che funzionano. Onestamente sono davvero pochissimi gli espatriati che muoiono di malaria - il problema sussiste per le persone del posto, che non hanno soldi per curarsi, o altre situazioni...

In ogni caso io mi sono sempre posta di fronte ai paesi "caldi" con una grande dose di fatalismo. Credo fermamente che una volta applicata una buona dose di buon senso, se ti tocca qualcosa, ti tocca anche stando in posti più tranquilli. Ovvio, se vai in un paese dove ogni due per tre sparano per le strade, aumenta la probabilità di beccarsi una pallottola in testa, ma è anche vero che se ti va male, la pallottola te la becchi anche in Norvegia o negli Stati Uniti, se ti trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Privarsi di meravigliose avventure e di occasioni di crescita perchè si ha paura a priori è un po' uno spreco, secondo me. Senza contare che Expatclic è qui per aiutarti :sorcerer: a organizzarti al meglio, per ridurre tutti i possibili rischi e anche per ridimensionare certe immagini che magari uno si fa da lontano. Ad esempio a Bangalore abbiamo uno spettacolare contatto :rolleyes: :rolleyes:

Claudiaexpat
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#4 User is offline   alessandra.s 

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Posted 25 October 2012 - 05:27 PM

Sono d'accordo con Claudia, quando ti trovi nel paese "a rischio" adotti uno stile di vita, che ti aiuta a prevenire,etc

Quando abbiamo vissuto a Mauritius, c'è stata un epidemia di chikungunya. La compagnia di mio marito ci ha dato
tutte le dritte, a scuola ci hanno detto come fare, e non abbiamo avuto nessun problema ..... sono morte tante persone
nell'isola, ma erano persone anziane, povere, senza assistenza ...... , purtroppo così vanno le cose ...
Il mio consiglio è di trovare un buon medico, anche per un senso di sicurezza, sai che in caso di bisogno puoi contare
su qualcuno. A noi è successo di trovare medici fantastici, ad Antigua una dottoressa inglese fantastica, molto pratica,
diretta. l'abbiamo chiamata solo una volta per una febbrata della bimba che non scendeva ed è volata ...
Poi con il tempo impari anche a risolvere situazioni da sola ...

per quanto riguarda la sicurezza.... , chi può dirlo ....
quando eravamo al Cairo, prima della rivoluzione, mi sentivo molto più sicura che in qualche città italiana.

metti da parte l'ansia, parti e tutto il resto verrà da sé.:)
prendi contatto con qualcuno che vive lì, vedrai che ti rassicurerà.
Antigua,Mauritius,Budapest,Cairo,Budapest ...
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#5 User is offline   Phaedra 

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Posted 28 October 2012 - 05:02 AM

Vi ringrazio tanto, mi avete rincuorata.
Per quanto riguarda gli slums più che per la sicurezza ero preoccupata per l'impatto emotivo... ma immagino ci sia il modo di affrontare anche quello.
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#6 Guest_paolabangladesh_Invité

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Posted 29 October 2012 - 02:00 PM

Ciao, vivo a Dhaka in Bangladesh, e prima di tutto chiedo scusa per il mio italiano scritto che non e' perfetto. Qui a Dhaka affronto il problema degli slums e dei poveri che chiedono l'elemosina bussando ai finestrini delle macchine tutti i giorni. Volevo compartire con te come faccio io: ho dovuto sviluppare 'a tough skin', come dicono in inglese. Sembra crudele, ma e' cosi'. Quasi tutti quelli che chiedono l'elemosina lavorano per un 'beggar master', e preferisco non contribuire a questo tipo di esplotazione. Ho fatto mettere vetri scuri in macchina. E in macchina (qui a Dhaka ci passo le ore, con l'autista, per via del traffico), abbasso la testa e faccio la maglia...il mio futuro nipotino ha gia' un corredo fantastico...

Ma per la mia coscienza, e per la mia soddisfazione personale, ho scelto due progetti, uno che lavora con i bambini di uno slum, e un'altro che lavora con donne trafficate, e aiuto come posso. Mi sento coinvolta e utile, conosco bene le persone che ci lavorano, e so che sono oneste.

Io ti consiglierei di leggere un paio di libri che descrivono molto bene la vita negli slums, proprio vista dal dentro. Vedrai che gli slums hanno la loro struttura, la loro organizzazione, e le persone hanno pure il loro ruolo. Non so se leggi in inglese, ma un libro favoloso e' Behind the Beautiful Forevers di Katherina Boo - il racconto della vita di certi personaggi in uno slum di Mumbai. Un altro e' A Life Apart di Neal Mukerjee, che parla dell'underworld di Kolkata...leggendo questi libri mi ha aiutato a vedere la cosa in una luce piú 'normale' nel contesto del paese...

In bocca al lupo, e penso a te...troverai mille cose a Bangalore che renderanno la tua vita piú ricca, ne sono sicura...
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#7 User is offline   Phaedra 

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Posted 31 October 2012 - 07:29 AM

Ti ringrazio davvero tanto Paola!
L'idea del volontariato mi sembra bellissima e in effetti potrebbe aiutarmi molto. Se il progetto di Bangalore dovesse concretizzarsi cercherò assolutamente un'associazione dove poter fare qualcosa di utile.
I libri che mi suggerisci non li conosco ma sembrano davvero interessanti, appena vado in città li cerco.
Ancora grazie.
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#8 User is offline   whatisthewhat 

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Posted 04 November 2012 - 12:44 PM

ciao Flavia,

sono a lagos da 2 anni... lo si definisce un luogo difficile.. ma alla fine ... forse io sono troppo cinica...ma le cose dell'expat difficile che piu' mi pesano quotidianamente sono le piccole milioni di cose che non funzionano mai.

e la luce che c'e' non c'e' e se c'e' spacca 4 elettrodomestici in 10 minuti, e il mobile coverage che si congestiona e tu dovevi fare 10 telefonate lavoro in 1 hr e ne fai zero. internet che piu' lento non si puo' e dall'HQ ti dicono che devi downloadare la piattaforma e-learning x lo staff...e tu bestemmi... x' non vedi neanke la skermata iniziale.

oppure x' le mozzarelle o costano 10euro cad o sono rancide...

oppure x' l'aeroporto puzza, fa caldo ed e' affollato.... aspetti 1hr la valigia e affronti all'uscita un muro nero umano urlante dopo 12 hr di volo e non ne puoi piu'...

la malaria qui e' standard...x loro esiste solo la malaria...sono xfino buffi...se sono malati...e' malaria :blink: ... ma poi boh, si magari la prendi, ma hai tutti gli strumenti x gestirla e le altre malattie serie...onestamente gli expat non se le buscano mai... viviamo super-protetti

poi non e' divertente dover tenere occhi aperti 24hr su 24...anke se e' un buon esercizio ... stanca... e le armi...in mano a personaggi improponibili...ancora 1 po' mi turbano... le usano senza criterio e quindi condivido il punto di vista di tuo marito... quando scattano riots - scioperi etc.... xdono il controllo e lagos 15mio abitanti... non mi diverte l'idea ke polizia perda il controllo...

devo dire ke la poverta'... piu' che intristirmi qui mi rallegra...insomma... forse i nigeriani nella loro follia sanno sempre come cavarsela... (in generale fottendo l'altrui prossimo meglio ancora se bianco e fesso) ... ma dimostrano una resistenza, caparbieta' e alla fine quotidiana energia e anche gioia mista a rabbia di vivere...ke mi rallegra... vivevo prima a doha (dove la poverta' dei labourers e' nascosta nei campi ...)...beh quella ricchezza mi ha dato una profonda tristezza ...

io non ci penserei piu' di 2 minuti se avessi 1 offerta dall'india...anche se il mood ora e' piu' centro-america... meno spirituale :P

in bocca al lupo
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#9 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 04 November 2012 - 04:12 PM

Grazie Paola per aver portato alla luce la difficoltà del vivere in paesi in cui si è costantemente a contatto con la povertà, e in cui si vive da privilegiate - è un altro aspetto, probabilmente uno dei più duri, degli espatri "duri".

Io oggi sono abbattutissima: ho accompagnato mio figlio grande all'aeroporto, tornava in Francia dopo una settimana di vacanza qui a Gerusalemme, e i controlli sono stati una vera tortura :( L'hanno girato e rigirato come un guanto, controllato ogni singolo oggetto del suo bagaglio, l'hanno portato nello stanzino segreto :ph34r: e sono ricomparsi con la sua giacca e le sue scarpe per controllarli ulteriormente, e alla fine di tutto (dopo un'ora) gli hanno detto che non poteva prendere un caffè con me perchè lo scortavano direttamente al gate. Quella faccia di palta della guardia mi ha fulminata quando mi sono avvicinata, io gli ho detto di star sereno, che non avrei toccato mio figlio (probabilmente aveva paura che gli passassi una bomba :lol:) fino al momento dell'addio, che è avvenuto sotto agli occhi di questo povero alienato - giuro che non è bello salutare il proprio figlio sotto agli occhi di una guardia che lo considera un terrorista :crying: :crying:

Ecco, devo dire la verità, oggi se penso all'espatrio duro penso proprio a questo: vivere in un paese nel quale ti fanno costantemente sentire indesiderato e vulnerabile, nel quale si permettono di farti delle cose che se tu facessi a loro griderebbero al razzismo, nel quale devi avere paura di quello che metti nel bagaglio (e non mi riferisco a una bomba, naturalmente: basta una semplice kefia per farti passare allo stanzino), no, veramente...forse, se dovessi scegliere, preferirei davvero un attacco di malaria :crying: (senza conseguenze eh :P ???)

Claudiaexpat
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#10 User is offline   whatisthewhat 

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Posted 04 November 2012 - 06:59 PM

Ciao Claudia,
capisco il momento di abbattimento, ci sono giorni peggio di altri ...giorni in cui quel qsa proprio non lo sopporti...

sai ke io invece vorrei una folta, dura e cinica trouppa israeliana ... qui? rimetterebbe in riga questi scatenati... che non vogliono intendere neanke il piu' minimo ordine?! ti costringono a diventare nazista x ottenere il minimo sindacale... noiosi :unsure:

sono stata in israele e territori qualche anno fa in vacanza/campo di lavoro e ricordo i controlli sia in ingresso che in uscita degni degni solo di uno stato di polizia... ma la legge, anche la piu' dura e' piu' rassicurante del far west. l'aeroporto qui e' all'opposto..ravanano nelle valigie x' X-ray non funziona e io sono pronta all'attacco x' non si freghino qsa dalla borsa...ma il + delle volte "madam, nothing for me?..." oppure si inventano sul momento che non puoi esportare "le tue mutande" o che hai yellow fever card falsa.... :ph34r: ... e tu ke non vedi l'ora di salire su quel non luogo ke e' l'areo e uscire dallo spazio aereo nigeriano :blink: ... hai anche meno pazienza del solito..

qui la polizia e' secondo me piu' una minaccia che una rassicurazione. i posti di blocco=posti di taglieggio se non sono fake ones e quindi anche peggio... almeno io avevo guidato serena in lungo e in largo in Israele... e quando i militari a Jerusalem mi hanno fermato e minacciato di portarmi dentro x' non ricordavo il nome del B&B...avevo sorriso x l'assurdita' e li avevo fatti aspettare mezz'ora mentre ravanavo nelle borse alla caccia del biglietto con l'indirizzo...loro non ridevano x niente :huh:

e poi ti invidio il quartiere delle vinerie...si kiama German quarter??!?!? qui porcherie sudafricane a gogo'.... :P
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