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Per espatriare si abbandonano i genitori?

#1 User is offline   Pina 

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Posted 18 November 2007 - 12:31 PM

E' un tema che ritorna in diverse forme nei forum e accompagna migranti ed espatriati, quindi propongo di provare ad approfondirlo.

Come si fanno i conti con i sensi di colpa che spesso ci accompagnano nel lasciare i nostri genitori?

Siamo davvero egoiste a scegliere una strada che ci porta lontano da loro?

Non si ritorna mai, si va sempre via. (L. & R. Grinberg)
Pinaexpat
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#2 User is offline   Silviaex 

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Posted 18 November 2007 - 02:01 PM

Ossignur... wacko.gif ragazze, e' giunto il momento di rimboccarci le maniche, mettere le mani in pasta, il dito nella piaga, lavorare di gomito e chi piu' ne ha ne metta perche' e' vero Pina, questa e' la Spina nel Fianco (ma di dice cosi..???!!! blink.gif )... dell'espatrio / migrazione.

Io pero' ci pensero' domani che oggi ...ehm... blush.gif ... ho da fare... (a buon intendituur.. whistling.gif )
Silviaexpat
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#3 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 19 November 2007 - 07:00 AM

scusate ma non penso che si possa parlare ne' di egoismo ne' di abbandono.
Non credo sia un atteggiamento egoista voler vivere la propria vita e cogliere al volo le esperienze interessanti che ci si presentano davanti. Credo che sia normale, i figli crescono e volano ad un certo punto con le loro ali, come genitore so bene che un giorno le mie figlie avranno la loro vita e faranno delle scelte, se sono felici saro' felice anch'io anche se magari saro' costretta a vederle meno.
non credo ci sia abbandono da parte di noi figli, l'abbandonare e' ben altro, per me. andando via facciamo una scelta di vita che ci porta semplicemente ad avere meno contatti quotidiani con i nostri fgenitori, ma le relazioni , se sono solide e buone , restano tali, senza che nessuno abbandoni nessuno.
Credo che come in tutti i rapporti umani le relazioni genitori e figli siano un fatto di equilibrio, un darsi amore reciproco, il tendersi una mano, il dialogare, tutte cose che superano la distanza e che possono coesistere con una vita lontano.
Penso invece che sia un atteggiamento egoistico da parte dei genitore il far pesare ai figli un'eventuale scelta di lontananza. Bisogna essere capaci di accettare le scelte e andare oltre, sicuri che la forza dell'amore che ci lega alla nostra famiglia non ci impedira' mai di essere felici, se ben inteso , felici vuol dire fare determinate scelte di vita.
Giuliettaexpat
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#4 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 20 November 2007 - 01:37 AM

Sono d'accordo con te al 100% Giulietta, però ciò non toglie che per molte donne che lasciano la famiglia per andare a vivere all'estero, il dramma sia forte e vivo. E' vero che gli egoisti sono i genitori, a voler far pesare "l'abbandono", ma questo non basta a rendere più facili le cose. Non è il mio caso, ma ho visto persone arrovellarsi prima di decidere se partire o no, proprio perchè i genitori, o la mamma o il papà (ancora più duro se uno dei due è vedovo/a) facevano ampiamente pesare la scelta dei figli di andare a vivere una vita lontani.

Io credo anche che molto dipenda dalla mentalità, ci sono persone aperte e curiose, che comprendono a fondo la molla che spinge a vivere situazioni anche al di fuori dai propri confini geografico/famigliari, mentre altre persone non concepiscono proprio l'idea in sè. Anche se le cose sono cambiate, in fondo non è ancora raro trovare persone che ti guardano stranamente perchè vai a vivere in paesi un po' esotici, o che ti fanno delle domande dalle quali puoi capire esattamente il tipo di persone che sono (tipo, giusto per farvi capire: "ma in Africa vanno in giro vestiti?" oppure "ma mangiano tre volte al giorno come noi?"). Spesso i genitori si fanno anche influenzare dalle opinioni o dallo stupore dei vicini, parenti, conoscenti e via dicendo, e questo complica ulteriormente le cose.

Penso che per approfondire questo discorso sia interessante leggere le interviste che abbiamo cominiciato a fare ai nostri genitori. Come vedrete il leit motif nelle risposte è che tutti rispettano le scelte delle figlie e sono felici di saperle felici. Però non è il caso per tutti, purtroppo.

Personalmente sto cercando di ricordare quando mai ho sentito sensi di colpa per la vita che ho scelto, lontana dalla famiglia, e se devo dire la verità questo sentimento in questa determinata situazione è per me sconosciuto. Certo che mi spiace ogni volta lasciare la famiglia, e in particolari momenti mi è pesato ancora di più, ma so che anche se fossi vicina a loro, la mia vita sarebbe comunque indipendente. Chiaro, li vedrei di più, potrei partecipare molto più attivamente alle varie questioni, ma è un fatto che a una certa età ognuno fa la sua vita....

L'unica cosa che mi pesa molto ogni tanto è l'essere lontana quando ci sono dei problemi famigliari importanti e io so che la mia presenza potrebbe influire in un senso o in un altro: potrei rassicurare mia madre, dare una mano a un fratello che ne ha bisogno, etc. Stando qui oltreoceano i miei mezzi di intervento sono molto limitati, e anche se sull'amore che ci lega non ci piove e idem sul fatto che siamo sempre spiritualmente vicini, è difficile non poter intervenire "sul terreno" rolleyes.gif

Claudiaexpat
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#5 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 20 November 2007 - 06:16 AM

e anch'io claudia sono d'accordo con te al 100 per 100, anch'io non ricordo di essermi mai sentita in colpa, ma come te trovo a volte pesante l'essere lontano e non poter con la mia presenza aiutare nessuno.
Devo pero' dire che oggi come oggi, il computere e i suoi annessi e connessi riducono le distanze in modo tale che almeno a voce ci si puo' confortare a vicenda!!!
Per consolarmi mi dico che non e' detto che la vicinanza fisica spesso porti ad essere piu' disposti a darsi una mano, io so di essere comunque completamente disponibile e di poter saltare su un aereo qualora ce ne fosse bisogno. L'ho gia' fatto e i miei genitori l'hanno fatto per me rolleyes.gif rolleyes.gif rolleyes.gif
Giuliettaexpat
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#6 Guest_stefy_Invité

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Posted 20 November 2007 - 07:34 PM

Care amiche,

Sono d'accordissimo con voi al 1000 per mille. Purtoppo pero' come dice Claudia i genitori a volte molto influenzati da parenti soprattutto quelli stretti, o amici e alla fine la loro visione cambia su tutto. Nel mio caso devo dire che ho dei genitori con ampie vedute, perche' quando ero piccola abbiamo viaggiato tanto, per il lavoro di mio padre. L'ultima volta e' stata quando avevo 1 anno e siamo partiti per il Sud America e siamo rimasti li' fino all'eta' di 4 anni. I miei genitori non hanno mai vissuto quest'esperienza come un trauma, anzi quando siamo ritornati in Italia mia madre era molto triste di dover lasciare la Colombia, la gente era proprio splendida, ma per motivi di lavoro mio padre hanno deciso di ritornare qui in Italia.

Adesso che sono io a vivere questa storia, come molte voi gia' sapete, sto vivendo una situazione molto critica, e mi rendo conto che se non fossero altre persone ad interferire cosi' tanto i miei genitori potrebbero essere molto piu' tranquilli.
Credetemi non e' facile.....sono felice di ritornare in Corea, perche' penso sia un posto splendido e mi trovo molto piu' a mio agio vivere li' che qui in Sicilia.....ma grazie a " Persone Limitate" sto vivendo giorni di stress e tensione. Infatti non vedo l'ora di essere li' wub.gif

Comunque sia come dice Giulietta non e' appunto la vicinanza fisica che ci rende in grado di poter aiutare, anzi dopo questa esperienza mi rendo conto che la lontananza a volte rafforza l'amore e ci rende piu' vicini che mai, e forse il fatto di sentirsi vicini di incontrarsi tutti i giorni, dico " tutti i giorni", a volte provoca problemi..... blush.gif credetemi.....

Vi mando un forte abbraccio.

PS: Non sapevo che ci fosse qualcuno in Giappone.....che bello sapere che di non essere soli !!!!!! ......
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#7 User is offline   Aleexpat 

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Posted 21 November 2007 - 05:46 AM

Anche io non ho mai provato sensi di colpa, partendo e lasciando mia madre.
Quando sono partita avevo appena recuperato con lei un rapporto, in passato, assente e difficile. Inoltre io sono figlia unica.
Ma capivo che quella era la mia strada ed anche lei l'ha sempre saputo. Anzi mi ha incoraggiato dicendomi che "non mi aveva mia visto davvero bene dietro una scrivania di un ufficio milanese!".

Molte pero' sono state le persone attorno a lei a dirle di trattenermi, che era matta, chi si sarebbe preso cura di lei?
Siamo entrambe felici delle scelte fatte. Io mi prendo cura di lei e viceversa per quello che posso a livello pratico, ma l'affetto che ci lega non ha barriere di oceani o continenti e quando possiamo ci ritroviamo. So che lei soffre la lontananza ed anche io, ma si cerca di sfruttare il meglio dei momenti che abbiamo.

Le difficoltà ci sono con la malattia, affrontata e superata due volte insieme. Ci sono sempre stata, ahime', in quei momenti non per quanto avrei voluto forse.
E per il futuro si vedrà, un passo dopo l'altro.

Una ultima cosa: non ho mai sentito mia madre cosi' vicina come in questi anni di espatrio, standole lontana.
Non sempre è la distanza che crea separazioni ed abbandoni alla fine.
Aleexpat
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#8 User is offline   Silviaex 

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Posted 21 November 2007 - 09:14 AM

Come e' vero Ale!!!!!!!!!

Silviaexpat
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#9 User is offline   annaparigi 

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Posted 22 November 2007 - 01:17 PM

Io non faccio testo, i miei genitori a loro volta erano espatriati quando noi eravamo piccoli e ci hanno sempre detto che l'importante è che noi siamo felici.
Mia sorella è in Francia, io in Spagna, mio fratello ha sposato Seiko e lei vorrebbe che si trasferissero in Giappone. Una volta ho detto a mio padre: perché non compri un appartamentino vicino a Giulia, nel sud della Francia? Così non è troppo lontano da Barcellona. Lui ha risposto: ragazzi vi state spostando così in fretta che l'unica soluzione è che io e mamma ci compriamo uan bella casa con vista sull'areoporto di Malpensa. !! blink.gif biggrin.gif biggrin.gif

Io comunque penso di non avere molta dimestichezza con le mie emozioni. Penso sempre che i miei non mi manchino per nulla, tanto ci vediamo ogni 3 mesi, e ci sentiamo quasi tutti i giorni. Ebbene, un mesetto fa sono venuti per la prima volta a Barcellona. Ero all'areoporto dagli arrivi ad aspettarli e il volo era in ritardo, per cui mi divertivo a guardare la gente che usciva dalla porta scorrevole...ero tranquillisiima e stavo mangiando un panino. A un tratto ho visto loro tra gli altri e sono scoppiata a piangere. Proprio un singhiozzo e due lacrimoni giganti! I loro visi erano lì, proprio i loro, così conosciuti, così teneri ora che stanno invecchiando, così colorati, mentre tutto intorno, mi sono accorta di colpo, era in bianco e nero.
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#10 User is offline   Pina 

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Posted 23 November 2007 - 08:24 AM

Anna, mi hai fatto ridere... e poi commuovere wub.gif
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Pinaexpat
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#11 Guest_stefy_Invité

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Posted 23 November 2007 - 08:45 AM

Cara Anna hai fatto commuovere anche me.

Ti capisco perfettamente, anche io ogni volta che ritornavo dalla Corea scoppiavo a piangere all'aereoporto. Erano scene da films.....non so perche', ma.....anche se so di ritornare l'anno successivo per me e' molto difficile.

Adesso per esempio, non so come fare quando dovro' ripartire, per il momento tutti cerchiamo di pensare ad altro, ridiamo, a volte si fanno battute ma tutti sappiamo che sara' dura. Soprattutto quando si hanno dei genitori di una certa eta', sepete !!!! questa e' la vita ed e' inutile nascondersi, io penso tante cose, e forse e' questa la cosa brutta, dovrei pensare di meno.

Comunque cerchero' di essere piu' forte, perche' so che in questo modo potro' trasmettere piu' sicurezza ai miei.

Ah.....mia madre mi ha gia' detto che non verra' all'aereoporto, perche' non ci riesce. Poverina ! la capisco perfettamente e non voglio obbligarla, ma mi manchera' tanto il suo viso......mentre so gia' io padre cosa fara'.....sara' tranquillo fino alla fine, e poi prima di salutarci scoppiera' in lacrime..... come faro' io del resto..... sad.gif

Non voglio rattristarvi.....scusatemi tanto. blush.gif

Ciao alla prossima.....vado a riprendermi con un bel caffe' blink.gif

.....Stefy wub.gif
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#12 User is offline   erin 

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Posted 05 February 2008 - 03:48 AM

Carissime,


ma vi rendete conto?? I miei genitori 67 e 70 anni, hanno quattro figli, TRE dico TRE dei quali vivono nello stesso loro PAESETTO del Veneto, solo io la pecora nera, vive da 6 anni a MOSCA e.....

mia madre sembra le abbiano tolto un rene.... per i primi anni mi ha fatto pesare all'estremo l'essermene andata a seguire mio marito nel suo lavoro, certo dopo che per 6 anni abbiamo lavorato assieme con i miei fratelli e genitori, il distacco e' stato bestiale....

ma loro dico i GENITORI diventano bambini e capricciosi a volte, non si rendono conto che NOI, lasciamo tutto???

Le abitudini, la lingua, le amicizie, le certezze della nostra vita da sempre, i luoghi, nel mio caso IL SOLE, e che qui all'estero spesso ci sentiamo oltre che SOLE anche LASCIATE SOLE??

Dopo 4 anni di inferno in questo senso, dopo rientri che mi facevano solo sentire in colpa per il poco che ci stavo... dopo tre interventi chirurgici qui a Mosca (tenuti segreti per non impaurirli) Ho preso carta e penna e...

Ho scritto ai miei fratelli ( che non mi chiamavano mai, i telefoni sembrano costare moltissimo per loro e pochissimo per me MA!) gli ho scritto la mia solitudine e la mia rabbia a sentire che mi avevano abbandonato solo perche' (secondo loro) ero fortunata IO LA FORTUNATA con un buon lavoro e una vita a CASA... A CASA>>>> ma siamo scemi??? ci si provi a essere chiusi in una scatola in centro a MOSCA quando fuori e' buio e grigio....

Insomma dopo che gli ho scritto.... piano piano mi si sono avvicinati.... NON MOLTO eHHH ma molto meglio di prima..
e i miei genitori, hanno la mia attenzione 4 volte l'anno con periodi di almeno una settimana, do' quello che posso, prendo quello che posso....

Ma non riesco a togliermi dalle ossa la sensazione di averli abbandonati, anche se loro capiscono che qui se non altro non soffro d'ansia per problemi economici.

Vengono in massa a prenderci e a riportarci in aeroporto... pianti oramai no... ma un magone che non mi lascia per giorni..

Le malattie anche gravi di mio padre le ho vissute al suo capezzale anche nei giorni di Natale... e lo rifarei ancora e ancora...

Cerco di viverli il piu possibile e loro fanno lo stesso... sembra sempre che torni il figliol d'oro... mentre non capiscono la fortuna che hanno ad averne altri tre li vicino..

Per concludere dico che e' vero la distanza avvicina... ma anche a un DURO DURISSIMO prezzo per entrambi.

La tristezza??? che gli anni passano
La paura terribile ?? Di perderli da Lontano (ho perso mia nonna dopo 4 mesi che ero qui e mancavano 10 giorni al rientro, eeee la sera prima che morisse non ho voluto parlarle al telefono perche' gia; mia madre mi aveva tenuto per 45 minuti... e avevo rimandato alla mattina seguente... eHHH Lei la mattina un ora prima che io la chiamassi E" MORTA)
NON ME LO PERDONERO" MAI MAI MAI
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#13 User is offline   Donatella 

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Posted 13 March 2008 - 04:07 PM

ciao, io sono qua a houston da quasi 5 anni ormai.
sono FIGLIA UNICA aaarrgggg e con genitori ormai non piu' giovanissimi (70 mamma, 68 mio papa')
nel mio espatrio finora ho avuto due lutti in famiglia, una zia ed un cugino in 2a (che ho sempre chiamato zio, perche' ha l'eta' di mia mamma) a cui tenevo moltissimo
per entrambi non ce l'ho fatta ad arrivare in tempo, acquistato il biglietto aereo ed arrivata quando ormai tutto era gia' finito.
il senso di vuoto e di frustrazione che si sente e' tantissimo, chi l'ha provato sa cosa vuol dire...

ora che vedo i miei genitori 2 volte all'anno, in estate vado io (fortunatamente di solito riesco a passare almeno 2 mesi in italia) ed in primavera vengono qua loro per 2 settimane (per la prima volta l'anno scorso... wow loro erano convinti che gli aerei volassero solo dagli stati uniti verso l'europa e non viceversa !!! laugh.gif )

l'idea che presto o tardi qualcosa succedera' e' un chiodo fisso che mi porto appresso, nonostante i miei genitori siano super-sprint, ma bisogna essere realisti, gli anni vanno su ...
parlando con una mia amica italiana che vive qui a houston, ... stesso cruccio, nonostante lei abbia 3 fratelli in italia.

non credo ci sia una soluzione, un TO DO in queste situazioni, e anche se ci fosse il cuore non ha cervello, e continuerebbe a soffrirne nella stessa maniera.
ai miei genitori abbiamo regalato il computer la scorsa estate... schiaccia qui, schiaccia la', dopo 2 mesi di "doposcuola" ora ci vediamo quasi tutti i giorni su skype, e questo ci fa sentire un po' piu' vicini!
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#14 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 26 March 2008 - 03:50 PM

Ciao ragazze,
riprendo questo topic non perchè abbia grandi cose da aggiungere a quanto è stato già analizzato, ma perchè la mia mammina è ripartita domenica per l'Italia dopo un mese passato qui, e questa volta per me è stato diverso, e doloroso, vederla andar via. L'ho trovata invecchiata (ovvio, il tempo passa, e vedendola una o due volte all'anno i cambiamenti e i crolli si notano di più) e l'ho sentita, anche, in un certo senso, un po' abbandonata.... cioè: io sono l'unica figlia femmina ed è con me che lei può parlare di certe cose, di certe intimità che con i miei fratelli non condivide certo. E mi rendo conto che più va avanti e più acciacchi ha, più il fisico la tradisce e più si sente vulnerabile, più ha bisogno di condividere certe cose, certi momenti delicati. Mai come in questo momento ho sentito che se io fossi a Milano al suo fianco lei potrebbe lasciarsi andare di più sui suoi cedimenti fisici (che brutto invecchiare crying.gif), e magari, chi lo sa, anche affrontarli in maniera diversa (trovando magari delle soluzioni pratiche) invece di tenerseli per sè. Detto tutto questo, mia madre non è sola, e so perfettamente che in caso di bisogno avrebbe mille braccia amorose che si tendono, ma la cosa mi ha messa un po' in crisi lo stesso, anche perchè il discorso è sempre poi un po' lo stesso: il tempo passa e si vivono gli ultimi anni insieme tra spizzichi e bocconi, momenti di grossa intimità alternati a lunghi periodi di lontananza, e alla fine vien da chiedersi come affronteremo il momento del distacco definitivo armate di questi momenti sporadici....


ODDIO RAGAZZE, non vorrei deprimervi w00t.gif w00t.gif !!!!!!

Poi mi passa, anzi, se devo dire la verità sto già meglio dopo averla sentita ieri e aver saputo che era arrivata bene ed era contenta di essere di nuovo tra le sue cose, però, ecco..... c'è stato un altro pensiero che questa volta mi ha colpita in maniera forte, e per me è stato abbastanza inedito: il suo passato, la sua "memoria storica" stanno scomparendo. Ha perso marito, una figlia, due fratelli, e le persone a cui è legata, sono, come lei, al tramonto della vita. Mi sono resa conto che tante delle persone che hanno popolato la mia infanzia e la sua giovinezza non ci sono più, e appartengono dunque a un passato sul quale si è steso un altro strato, e poi un altro..... e mi ha stretto il cuore fare questa constatazione. Senza contare che ho fatto il parallelo con la mia storia, e mi son detta che quando arriverò alla sua età la mia memoria storica sarà, oltretutto, sparsa su tutto il pianeta, quindi ce l'avrò ancora meno blush.gif

Beh, dai, giuro che non sono depressa, è che mettere le cose nero su bianco (o azzurro su bianco laugh.gif) un po' le ingigantisce, beh, è anche questo il bello della diretta, no? Così vi concentrate bene su quello che vi ho detto e mi dite i vostri sentimenti al riguardo rolleyes.gif .....

Claudiaexpat
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#15 User is offline   Aleexpat 

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Posted 27 March 2008 - 03:37 AM

crying.gif crying.gif le tue parole non mi hanno depressa, ma è un sentimento di tristezza che spesso torna anche a me!
Mi chiedo per quanto ancora mia madre rimarrà in salute, che cosa faro' quando avrà davvero bisogno di me ed io sono qui a piu' di 20 ore d'aereo da lei!
Poi la penso sola, con me unica figlia, ....e la gioia di quando sta con i suoi nipoti. Mi fa una tenerezza quando mi dice che fa vedere le foto dei bimbi a tutto il paese, quando fa leggere i miei articoli (che le stampo e le invio quasi ogni mese) pubblicati sul sito a mezzo mondo. E' un modo per lei di averci vicini.
Mia madre non è stata proprio una madre "modello", sempre molto assente, lontana, ma con i nipoti sembra che stia recuperando tutto il tempo che non ha potuto (voluto?) trascorrere con me! Ed è una gioia vederli insieme!

Ed anche io penso alla nostra memoria storica. Da quando sono partita, mi sono mancate le chiacchierate con la mia nonnina, morta un anno e mezzo fa a 96 anni, vispa e lucida, ma che bello sentirla parlare........del suo matrimonio in carrozza sotto la neve, del periodo della guerra, di mio nonno rinchiuso nel campo di concentramento, insomma anni difficili, ma si impara piu' da queste testimonianze che da tutti i libri di storia che potrai mai leggere!

Be', anche io non volevo APPESANTIRVI..... ph34r.gif w00t.gif , ma penso che sia un sentimento comune quello della lontananza degli affetti.

E poi sono alti e bassi, io sono una ottimista e mi dico sempre che le cose devono essere affrontate passo dopo passo se e quando succederanno!
Ma sono anche sicura che non avrei fatto la felicità di nessuno, nè la mia nè la sua, se avessi intrapreso una scelta di vita diversa da questa..........
Aleexpat
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Posted 28 March 2008 - 12:02 PM

mamma mia ragazze, non vi dico quanto a volte sia difficile scegliere di continuare a stare molto molto lontani.
Anch'io ci sono notti in cui non dormo e penso a come gli anni passino in fretta e a come io mi stia privando di mia madre, e ne stia privando lei di noi. Poi mi dico che lei e' felice della mie scelte e della mia felicita', ancora a desso e' stata la prima a dirci , forza ripartite che bella esperienza che vi si ripresenta davanti, e si vede gia' in India a visitare e scoprire
Anch'io penso come te Claudia al mondo intorno a mia mamma che piano piano se ne va, proprio l'altro giorno e' mancata la sua cara amica Emma, la zia emma per le mie bambine, mia mamma era disperata, era l'amica di mille pranzi insieme, di tante chiaccherate, se ne andata di colpo .. e mi rendo conto del fatto che anche lei invecchia, che tutto diventa un po' piu' difficile ogni anno ....
E' doloroso ...
Giuliettaexpat
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Posted 12 April 2008 - 02:57 PM

Care Donne,

sei anni sono passati da che ho detto a mia mamma, NON SARO" poi cosi lontana...

dovevano essere tre e invece forse saranno 10 o piu....

Io mi sento dopotutto ancora uguale con 6 anni di piu, mentre lei la vedo ogni tre mesi sempre piu stanca e paurosa.

Ora per la graduation di mio figlio ( a richiesta dello stesso) verra' con mio padre a Mosca per 5 giorni.

HA una paura fottuta dell'aereo ( non ci e' mai salita) so' che per lei e' una grande enorme ansia, ma ha deciso di venire...
dopodomani scendo in Italia per 2 settimane e so' che raccogliero' le sue paure

MA VI immaginate quel giorno della partenza a fine Maggio... fino a che non la vedro all'uscita dell'aeroporto a Mosca???
Saro' in ansia da morire da morire

Prego il signore che superi la sua paura almeno per questo viaggio.

Per me e' molto importante che venga a vedere dove vivo la mia casa le mie amiche..

Credo che non le lascero' un momento di respiro e la portero' dappertutto .

I miei genitori vivono un paesino del Veneto, ve li immaginate quasi settantenni a MOSCA???

Scoppio di GIOIA all'Idea, ma anche di paura.

E anche io penso a quando non li avro' piu, e pensero' al tempo perso....

Cerco di dargli tutta me stessa nei miei rientri... MA NON MI BASTA per non sentirmi in colpa.


DIFFICILE VIVERE ALL"ESTERO con questi sentimenti vero??
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#18 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 12 April 2008 - 05:56 PM

Carissima Gloria,
innanzitutto non sai la gioia nel rivederti nei forum oggi sorcerer.gif sorcerer.gif sorcerer.gif Davvero ci sei mancata !!!!!!

E' vero tutto quello che dici, ed è vero che la vita all'estero ti mette davanti a una serie di problematiche assolutamente inedite e per le quali una soluzione probabilmente non esiste. E' un po' come il discorso dei figli espatriati: sappiamo che questa vita è fantastica per loro, che dà loro un sacco di vantaggi, però i disagi che a volte attraversano vanno presi in conto, e non hanno soluzione, perchè sono il rovescio della medaglia di una vita che abbiamo scelto o ci è toccata e vengono all inclusive con lei wink.gif

Realmente credo che a questa cosa della lontananza dai genitori quando questi passano a un'eta molto avanzata non ci sia proprio soluzione, se non il continuare a ripetersi quello che già ci siamo dette tante volte: è la nostra vita, loro dovrebbero essere contenti di accompagnarci a distanza, ci mancano e la lontananza ci rende tristi e a volte ci preoccupa, abbiamo il nostro bel sensettino di colpa che ogni tanto viene a galla, e cerchiamo di godere al meglio dei periodi che trascorriamo con loro.

Io dopo il soggiorno di un mese di mia mamma ho sofferto parecchio perchè quest'anno per la prima volta mi sono resa conto che non è più la supermamma e supernonna piena di energie e salute che da sempre è lei: è una signora di 77 anni, che comincia a mostrarli tutti - ha piccoli problemi di salute (che lei affronta stoicamente, com'è nel suo spirito, ma tant'è), si stanca molto facilmente, comincia ad avere difficoltà nel camminare..... Questa cosa, non lo nascondo, mi ha un po' scioccata, è come se mi avesse di botto messa davanti alla realtà: il tempo passa e io la vedo poco. E l'altra cosa che comincia a dispiacermi un casino è che di certe cose lei può parlare solo con me. Non ce n'è, una figlia femmina è più vicina alla tua realtà anche da un punto di vista fisico, con me può parlare intimamente dei suoi cambiamenti e di quello che le succede, e questo è importantissimo e coi miei fratelli non lo può fare.

Questa è davvero una cosa che mi tormenta perchè vorrei che in questi ultimi anni fosse più seguita, è anche questo il motivo per cui stiamo cercando di riavvicinarci un po' all'Italia nella prossima missione, per poterla vedere più spesso, per farle sentire che in caso di emergenza ci separano solo un pugnetto di ore, e non il giorno a mezzo di adesso.

Però poi torno a dirmi: è così e punto. E' la mia vita, è quello di cui sono convinta, lo stile e il senso che mi piace dare ai miei giorni, e lei lo sa. Lo sa, lo sente, lo vede, lo vive, e vedrai Gloria che sarà così anche per la tua mammina. Vedrai che anche se non lo dimostrerà (perchè prendere l'aereo che le fa tanta paura e arrivare a MOSCA, dove non capirà niente di niente, nè delle scritte, nè della lingua), dentro maturerà la misura di cosa vuol dire per te tutto questo, di quello che è il senso della tua vita, di quello che sei riuscita a fare, e vedrai che anche per te, dopo questo soggiorno, sarà più facile gestire questo dolore da lontananza wub.gif wub.gif

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#19 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 13 April 2008 - 05:35 AM

Certo e' difficile per tutte noi, siamo lontane e il tempo passa, i nostri genitori li vediamo poco e ci stringe il cuore vederli invecchiare lontano da noi.
Quando ho perso mio padre mi sono detta che non avrei mai potuto andare piu' lontano di quegli 800 km che dividevano parigi da Torino, avevo troppo sofferto dicendomi che vivendo lontana mi ero privata da un lato della sua presenza quotidiana e dall'altro avevo privato le mie fanciulle di un super nonno .... ma poi spinta da mia mamma stessa siamo partiti per il Giappone, mi disse allora "e' la tua vita" e adesso con una nuova destinazione in vista e' stata lei ad accogliere la notizia con enorme entusiasmo!! Mi ha fatto bene, e ne abbiamo parlato a lungo, lei stessa mi ha detto " sai adesso sono in forma e posso muovermi e viaggiare quindi non e' un problema venire a trovarti ... tra qualche anno pero'" e proprio per questo nel mio cuore penso che per i prossimi tre anni saremo ancora lontani lontani, ma poi questa mia mamma piena di energie, ma che indubbiamente invecchia come tutte avra' bisgno di me anche se non nel giro dell'isolato ma a portata di un viaggio senza troppoe ore di volo e un fuso pesante da smaltire ....
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#20 User is offline   Pina 

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Posted 13 April 2008 - 10:59 PM

Bellissimo Gloria, è un momento importantissimo quello che stai per vivere: i tuoi genitori che per la prima volta dopo sei anni vengono a trovarti nella tua casa a Mosca!

Sono d'accordo con Claudia che dopo la loro visita per te sarà più facile gestire questo "dolore da lontananza": Mosca custodirà i ricordi della loro presenza e ti sarà più familiare e più cara.
Anche loro ti sentiranno meno lontana perché sapranno pensarti collocandoti nello spazio reale in cui vivi... e farà una bella differenza.

Tanti auguri Gloria e raccontaci come vivrete quest'esperienza.

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#21 User is offline   melela 

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Posted 20 April 2008 - 05:55 PM

Carissime, sarà suppergiù un mese che ronzo intorno a questo topic senza decidermi a leggerlo e a scriverci. Un po' perché è stato un mese di super lavoro... si va bè, non contiamocela su, il vero motivo è che per me è un argomento difficile ed è l'aspetto in assoluto più tremendamente doloroso del mio espatrio.

I miei genitori non mi hanno mai fatto pesare neanche per un momento la decisione di andare via, anche se so bene quanto ne soffrono e quanto mi vorrebbero avere vicino a loro. E quando ho avuto i miei momenti di debolezza - una grossa crisi iniziata il giorno in cui mi hanno consegnato gli scatoloni per il trasloco dall'Inghilterra alla Spagna, che ci ha fatto rimandare il trasferimento di un paio di mesi - sono stati loro a spronarmi e a rincuorarmi che sarebbe andato tutto bene, che mi sarei ambientata facilmente, che ci saremmo visti ancora più spesso perché a Barcellona potevano venire anche in auto...

La cosa buffa è che da bambina e ragazzina ero l'indipendenza fatta persona, sono stata un'adolescente difficile e non vedevo l'ora di andarmene di casa e farmi la mia vita, con questa smania di crescere e diventare "grande"... ed è solo andandomene davvero lontano che ho preso la vera misura dell'amore che provo per i miei genitori e che loro provano per me. E forse senza la lontananza il nostro rapporto non sarebbe diventato così bello, tenero e profondo; mia mamma non avrebbe imparato a superare il suo carattere introverso e a manifestare più apertamente i suoi sentimenti e mio papà non si sarebbe mai lasciato andare all'emozione come ha fatto quel giorno di un lontano gennaio in cui alle 4 di mattina mi puliva i vetri della macchina pronta per il grande viaggio mentre singhiozzava come un bambino... E quindi forse è merito dell'espatrio se oggi ci sentiamo tutti i giorni e chiacchieriamo di piccole e grandi cose cercando di annullare la distanza che ci separa e so che dalle nostre voci traspare l'amore immenso che ci unisce.

Per mia grandissima fortuna i miei sono ancora giovani (65 e 61 anni) e in salute, anche se mio papà ha dovuto lottare contro il cancro quando io me n'ero appena andata e non ho potuto stare vicino a lui e a mia mamma come avrei voluto. Ma già ora penso a quando saranno vecchi e avranno più bisogno di aiuto. Vedo le mie nonne e quanto i miei hanno penato per aiutarle - dalla spesa giornaliera alle le visite mediche alle badanti - e penso che quando toccherà a loro voglio averli vicino, se possibile voglio prendermeli in casa, e dare loro tutte le cure e l'amore che meritano. Spero che quel giorno sia ancora lontanissimo, ma oggi vivo questa separazione come un dolore acuto e come una grande ingiustizia nei loro confronti: mi sembra di averli privati della cosa più importante e vorrei tanto che potessero godersi una vita normale, quotidiana accanto alla loro "bambina" (sì, me medesima!) e ai nipotini che spero di potergli finalmente dare, un giorno. Non so nemmeno fino a che punto i miei si rendano conto di quanto questa cosa mi laceri dentro, con il tempo sempre di più anziché di meno, e in realtà non voglio che ne capiscano la vera portata, perché so che soffrirebbero sapendo che io soffro. Non so se riuscirò mai a imparare a convivere con la nostalgia così struggente che ho per mamma e papà, ma spero un giorno di risolvere i miei dilemmi interiori convincendoli a trasferirsi da queste parti, un chiodo su cui batto già da tempo. E intanto li vedo il più spesso possibile: le vacanze estive le facciamo sempre con loro, per il resto i primi anni tornavo da loro ogni 2 mesi circa, da quando abbiamo iniziato i tentativi di riproduzione assistita meno, ma nel frattempo hanno imparato a muoversi più spesso loro... e si va avanti così, accumulando ricordi e momenti felici e cercando di farceli bastare.
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#22 User is offline   selena 

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Posted 21 May 2008 - 09:11 PM

I sensi di colpa me li hanno fatti venire gli altri, non i miei genitori!
Mia madre ha una salute cagionevole, peró é forte, é una lottatrice, e non mi ha mai rinfacciato la mia scelta. Neanche mio padre, anzi, lui é camionista, abituato a viaggiare tutta la settimana per l'Italia e l'Europa, forse ha visto la mia scelta come una cosa ovvia, forse entrambi i miei genitori hanno pensato che era nei miei cromosomi, e non potevano farci nulla. Anzi, a volte ho la netta impressione che i miei genitori m'invidino, e che se avessero potuto avrebbero fatto lo stesso. Comunque con la mia scelta io do loro la possibilitá di farsi le ferie gratis, anche se ne hanno approfittato poco.

Ma gli altri, son gli altri quelli che mi fanno sentire in colpa!
Quando ho iniziato a viaggiare, quando son andata fuori casa, quando ho preso la decisione di vivere all'estero per sempre, vari parenti, tanti vicini di casa, troppa gente se né venuta fuori con il classico "Ma come fai a lasciare tua madre sola! Poverina, con tutti i problemi che ha!", oltre al fatto che le poche volte che tornavo in Italia solo mi chiedevano "Ma quando ti porti dietro anche tua madre?" senza mai chiedermi niente di come fosse la mia vita fuori dai confini.

Io mi sento in colpa, ora un pó meno, ma per anni ho pensato di essere stata un'egoista a causa della mia scelta. Certo, mia madre ogni tanto se ne viene fuori con le lamentele, e i vari "Io son felice se lo sei tu", ma a niente serve...
L'anno scorso lei si é operata ad un ginocchio, io la son andata ad aiutare, non poteva muoversi, ma ogni giorno piangevo e pensavo alla Spagna, perché non riuscivo ad integrarmi nel mio paese, non riuscivo ad essere me stessa. Finalmente lei ha capito i motiv per cui fosse importante per me vivere dove volevo, perché non mi sentivo parte ( e forse mai mi son sentita parte) di quel luogo dove son cresciuta.

E le voci degli altri ormai non mi fanno male. Me ne frego, peró ho pianto per quello, ho avuto i miei buoni sensi di colpa, il peso di una decisione egoista, ma che era la mia decisione, era il mio futuro, non il loro.

Ora penso che molte critiche siano uscite da persone che erano invidiose del fatto che io avevo il coraggio di fare ció che desideravo mentre loro non volevano cambiare. L'invidia fa male.
E in quanto ai miei genitori, non mi hanno mai fatto problemi, ci vediamo poco, una volta all'anno, ci scriviamo e telefoniamo, peró é strano, negli incontri non sembrano essere passati 6 o 8 mesi, sembra come se il tempo si fosse fermato e tutto continuasse da dove lo si era lasciato.
L'unica nota negativa é non poter condividere con loro tutto ció che fa parte della mia nuova vita, ma anche se ci dividono tanti km, sappiamo che all'occorrenza siamo presenti l'uno con l'altro.
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#23 User is offline   Poci 

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Posted 18 June 2008 - 08:04 AM

Care ragazze,
vi scrivo con la morte nel cuore. La mia adorata mamma e' morta il 6 giugno a circa 2 settimane da quello che sarebbe dovuto essere il mio rientro a casa per farle finalmente conoscere l'unica nipotina.
Sono sconvolta, a pezzi, non riesco ad accettare che la stella della mia vita non sia piu' qui. E mi danno l'anima pensando che l'espatrio abbia contribuito a rendere i suoi giorni piu' pesanti e solitari, ad accellerare la sua fine. Noi eravamo in simbiosi, ci sentivamo diverse volte al giorno, per raccontarci di tutto, in modo anche un po' esagerato, ma eravamo contente cosi' ed invece adesso e' tutto irrimediabilmente finito. E' proprio l'irreversibilita' di questa situazione che mi atterrisce completamente, non ci saranno piu' lunghe telefonate, piu' rientri gioiosi, piu' arrivederci tristi, piu' Natali insieme. E ovviamente me ne faccio ancora piu' una colpa proprio perche' sognavo di presentarle sua nipote, che era diventata un motivo di vita e di gioia per mia mamma.
Circa un anno e mezzo fa era mancato il mio papa' dopo una malattia fulminea che non lascia scampo. Era stato dolorosissimo anche se inevitabile. Avevamo sofferto tutti anche per sensi di colpa legati a rapporti familiari complicati. Riprendersi dalla sua scomparsa era stato lungo e ancora oggi mi ritrovo a piangere di fronte alla sua foto. Ma almeno avevo la mia mamma che mi proteggeva, mi sosteneva e mi amava incondizionatamente. E invece adesso e' tutto finito. Non sono piu' figlia e questo mi provoca un dolore lancinante.
Ragazze, ho il cuore gonfio e gli occhi pieni di lacrime che non cessano di cadere.....
Poci
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#24 User is offline   Silviaex 

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Posted 18 June 2008 - 08:36 AM

Oddio Poci, che tristezza!!!! sad.gif

La morte, come la vita, sono momenti anche segreti, personali e chiusi e quindi di piu' non voglio dire se non che dal modo in cui ci parli di LEI si capisce quanto bella e profonda sia stata la vostra amicizia.
Questo e' importante adesso Poci cara, sapere che lei c'e' stata e che da quel 6 di giugno e' dentro di te.
Vedrai che a poco a poco il dolore si lenira' e un giorno pensare a lei ti guidera' e ti dara' conforto.

Ti abbraccio forte cosi' come sono sicura ti abbracciano tutte la altre ragazze di expatclic wub.gif wub.gif
Silviaexpat
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#25 User is offline   Fly 

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Posted 18 June 2008 - 08:56 AM

Poci ... cara ... come ti capisco. wub.gif Mi dispiace, davvero: la morte di un genitore amato è sempre lacerante, perchè aldilà del rapporto affettivo, è come se le tue radici venissero brutalmente estirpate. Conosco molto bene il senso di vuoto, inutilità, abbandono che ti provoca. Pensa che io conobbi il mio ex marito 4 mesi dopo la morte di mamma ... e quando ho deciso di divorziare, sono ripiombata di brutto nello stato d'animo di quel periodo, e l'ho rivissuto per mesi e mesi, rendendo quindi il divorzio ancora più 'pesante'.

Per favore, non crearti assurdi sensi di colpa: tua mamma ti amava così come sei, espatrio incluso. E i genitori che amano i propri figli fanno loro dono del bene più prezioso: la libertà di scelta. Anche il fatto di non essere stata lì, presente mentre lei moriva ... scusa, ma è ininfluente. Tu avresti solo assistito allo spegnersi di un corpo malato ... tutto il resto, l'amore che vi univa, la complicità, la comprensione ... quelli resteranno con te per sempre e fanno parte delle cose che dovrai trasmettere a tua figlia.

Ti racconto una cosa, che spero ti aiuti. Mia mamma ha vissuto gli ultimi 19 mesi della sua vita in una clinica, a causa di varie e gravi malattie. Io andavo a trovarla almeno 3 volte a settimana, tutti i giorni quando stava male. Quella settimana ero andata il lunedì e programmato di tornare il giovedì. Mercoledì mattina mi chiamarono dalla clinica per avvisare che mamma aveva avuto una piccola crisi febbrile: era dicembre e c'era un'epidemia d'influenza. Così decisi di andare a vederla quello stesso giorno. Restammo insieme, abbracciate come sempre, per oltre 2 ore ... e d'improvviso, non so perchè, provai una sensazione strana e le dissi "mamma, starai mica pensando di morire, vero? Manca poco a Natale ... sarebbe davvero di cattivo gusto morire in un periodo così gioioso". Lei mi rispose "non ci penso nemmeno: ti voglio troppo bene". Morì la notte successiva. Quella sera io ero uscita senza cellulare, mi sentivo irrequieta, nervosa, agitata. D'improvviso, provai come la sensazione di qualcosa che mi entrava dentro, che mi accarezzava l'anima ... e di botto mi sentìì serena e tranquilla. Erano le 22.30 ... l'ora del decesso riportata sul certificato di morte di mamma. Ecco, son trascorsi 12 anni ma ogni volta che ci penso mi viene da piangere, come adesso. Però son lacrime 'buone', di accettazione dell'ineluttabile. Mi scalda il cuore pensare che l'ultimo pensiero di mamma fu per me, e che in qualche modo riuscì a trasmettermelo. wub.gif
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#26 User is offline   Poci 

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Posted 18 June 2008 - 10:07 AM

Grazie Flaminia di avere condiviso la tua storia. Se riesco a ragionare in modo logico, capisco che le sofferenze della mia mamma sono finite e che adesso e' in pace. Ma egoisticamente non posso accettare di averla persa senza neanche averla potuta riabbracciare, lei era tutto per me e la mia vita non sara' mai piu' la stessa senza di lei. C'e' un prima di lei e un dopo di lei, di questo sono sicura. So che il tempo e' un grande guaritore, ma pensare di passare il resto della mia vita senza la sua presenza mi fa stare male e per il momento non vedo possibilita' di sollievo a questa pena.
Cerco di essere forte per la mia bimba, non voglio lasciarmi andare a pensieri troppo tristi che potrebbero prendere il sopravvento. So che mia mamma non vorrebbe vedermi triste ed angosciata, ma e' durissima.
Mamma sarai sempre con me ovunque io andro', raccontero' tutto di te a Téa. Spero veramente che ci si possa rincontrare un giorno, solo questo mi da un po' di sollievo....
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#27 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 18 June 2008 - 02:25 PM

Carissima carissima carissima Poci,
qualsiasi parola ti si possa dire servirà solo a farti sentire la nostra vicinanza, sulla quale potrai contare SEMPRE, perchè questo dolore è talmente forte che proprio ci devi entrare a capofitto per poterne riemergere, o meglio, per poterci convivere.

La perdita di una madre, dev'essere seconda in quanto a dolore solo alla perdita di un figlio. Anche se ancora non l'ho vissuta, capisco perfettamente quello che provi, lo sento sotto la pelle. Se ne va la tua fonte, se ne va una parte di te. Cavolo, gente, se ne va chi ci ha messo su questo mondo, chi ci ha amate incondizionatamente dal nostro primo respiro, e anche da prima. Come potrebbe non essere durissima????? E allora Poci, guarda, piangi. Piangi piangi piangi, indugia sui tuoi ricordi, tra le sue cose, prenditi momenti da passare con lei, ricordala, accarezzala.... senti, io di lutti davvero grandi nella mia vita ne ho avuti due, ho perso mio papà quando avevo 17 anni e mia sorella ci ha lasciati, a 40 anni, quando io ne avevo 32. Allora, ci sono due cose che io ho imparato da questi lutti, anzi tre. La prima è che la cosa più dura con la quale convivere è lo stupore che la morte ti provoca, l'assenza, il fatto che un respiro prima la persona c'è, e uno dopo non c'è più. Questo è terribile e ci vuole tempo ad assorbirlo. La seconda è che la persona va pianta. Bisogna proprio dirle addio e non fermarsi finchè non si sente dentro che si è sciolto il nodo, che resta il dolore ma che l'addio è stato dato. A me in entrambi i casi è successo tutto in un momento unico (per mia sorella è durato una notte intera), ma immagino che per altre persone possa suddividersi in più momenti. Comunque lo senti, quando la persona "l'hai lasciata andare". E la terza cosa è che la persona che ci ha lasciati davvero non muore mai. Io non credo nella vita nell'aldilà, ma credo fermamente che se una persona l'hai amata in vita e porti dentro di te il suo insegnamento, quella persona non muore mai. Muore il suo corpo, muore la sua routine, ma la parte di lei che è entrata in noi continua a vivere, e questo soprattutto nel caso delle nostre mamme.

Capisco che tu ti senta in colpa perchè non sei riuscita a far conoscere Téa a tua madre. Immagino che ci siano stati dei motivi per i quali questo non è potuto succedere, attaccati a quelli per consolarti. Incolparsi, non darsi pace e sentirsi male non serve davvero a nulla, Poci. Tua mamma non ha conosciuto la tua bimba, ma adesso questo non cambia nulla. Lei è presente dentro di te e una piccola parte di lei è entrata in Tea, ne ritroverai le caratteristiche, ne ritroverai delle somiglianze, delle cose nel carattere.... e crescendo Tea tornerai a tanti momenti passati con lei, ti ricorderai di com'era lei nella tua infanzia, dei suoi sorrisi..... ti aspetta un viaggio che sarà dolorosissimo ma anche puro e bello, Poci..... tua madre sarebbe felice e orgogliosa di sapere che la ricordi così, con purezza, e non con dolore, amarezza e sensi di colpa, davvero. E' lunga, datti tempo. Ti abbraccio forte forte forte.

Claudiaexpat
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#28 Guest_Annalisa Besso_Invité

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Posted 18 June 2008 - 03:13 PM

Poci, piango con te.
Il tuo lutto mi ha colpita profondamente perchè sono alcuni mesi che rimugino sull'ineluttabilità della morte. I miei genitori sono ancora vivi grazie al cielo, ma so che non sarà sempre così e questa cosa mi fa stare male. Perchè bisogna morire? Quando ci penso o quando ne sento parlare, come adesso, incomincio a piangere. Ho sognato mia nonna paterna tempo fa; non l'avevo mai sognata da quando è morta a casa tra le mie braccia nel 2001.
Era tutta scarmigliata e mi diceva: devi tornare a casa a settembre. Torna perchè sarà la penultima volta che vedi i tuoi genitori.
Ora, lo so che il sogno è una parte irrazionale di noi, che probabilmente cela paure nascoste, ma puoi immaginare quanto sia rimasta colpita e tuttora riandarci col pensiero mi fa venire i brividi. Così ho chiamato mia mamma e le ho raccontato tutto e lei dopo un po' mi ha detto che la morte va accettata serenamente, che lei e papà non sono più giovani e che potrebbe accadere in qualunque momento, ma che non devo essere triste o pensarci troppo, perchè la morte fa parte della vita. Lei poi è molto cattolica e questo pensiero sicuramente ne esce rafforzato.
Io però non riesco a fare a meno di pensare a quando e come succederà e ad immedesimarmi in chi come te lo sta provando. E anch'io come te credo che qualcosa cambierà per sempre e non sono affatto convinta che il tempo lenirà il dolore. So che non ti sto facendo coraggio proprio per niente, per cui mi fermo qui. Una carezza a te e alla tua bambina.
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#29 User is offline   Pina 

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Posted 18 June 2008 - 10:47 PM

Poci cara,
mi unisco al tuo dolore, vorrei esprimerti tutta la mia vicinanza e unirmi al calore che ti hanno già manifestato le altre. Condivido tutto quello che ti hanno detto, in particolare Flaminia e Claudia che hanno condiviso con te e con tutte noi i loro lutti.

Mi ha stretto il cuore la tua frase "Non sono più figlia e questo mi provoca un dolore lancinante", è proprio vero, è un cambiamento della propria posizione nel mondo perdere i genitori...
...hai tua figlia però, la tua Tea con cui hai iniziato a costruire la tua prima relazione da madre, questa rafforzerà l'eredità psichica di tua madre e te ne farà essere più consapevole ma il dolore, quello non te lo toglierà nessuno... è ineluttabile come la perdita che hai subito.

Ti abbraccio col cuore fortissimamente
Pina

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#30 Guest_fiordaliso_Invité

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Posted 18 June 2008 - 11:40 PM

Carissima Poci,

piango anch'io con te per la perdita della tua amatissima mamma... Ti sento cosi' vicina...

La tua mamma sara' con te per sempre non ti preoccupare, tu sei parte di lei, lei vive in te e tua figlia conoscera' la nonna attraverso di te.

Un abbraccio affettuoso e forte,
Laura
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