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Cosa ne pensate dell’amicizia in espatrio?

#1 User is offline   Elis83 

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Posted 02 September 2010 - 05:57 PM

Quanto tempo ci mettete a farvi delle amicizie, una routine, etc, una volta arrivati in un nuovo paese?

Finora ero sempre stata all’estero per periodi non superiori ad un anno, e sempre in condizioni che consentono facilmente l’integrazione sul posto (studio, stage, ricerca etc)

Ora sono qui in pianta quasi stabile..diciamo che per un po’ di anni staremo qui, ma di sicuro non per sempre. Ultimamente penso spesso a quanto sia stato difficile ambientarsi, e lavorando da casa le amicizie e conoscenze non sono mai piovute dal cielo. Mi sono dovuta ingegnare un po’ per conoscere un po’ di gente.
In un anno ho conosciuto tante persone e di questo son contenta, pero sono ad uno stadio in cui conosco tante persone qua e la e cerco di vedere una volta uno, una volta l’altro..senza riuscire ancora ad avere un livello di amicizia più intimo con qualcuno. Mi manca un po’ il fatto di avere degli amici “di sempre” su cui contare per uscire. Qui ognuno (giustamente!) ha già la sua routine. Aggiungi le distanze di una città grande come Londra, organizzare un’uscita alle volte diventa complicatissimo.
Alle volte penso che ci vorrebbe un giorno di pausa tra il giovedi e il venerdi, da dedicare solo all’organizzazione del weekend!

Alcune volte io e il mio fidanzato siamo stati presi dal lavoro tutta la settimana, poi commissioni durante il giorno nel weekend, e verso il pomeriggio tardi è impossibile organizzare qualcosa ☹

Inoltre ho notato che riesco a fare facilmente amicizia con italiani e francesi. Penso sia una questione di lingua. Eppure l’inglese non lo parlo tanto male… ☺ Fatto sta che con chi parla italiano o francese ho un’intesa diversa. Possibile?? Con gli altri finora ho l’impressione che manchi sempre qualcosa, e che per certi versi non ci si capisca bene.
Ho parlato con una mia cara amica che vive a Pechino e le chiedevo un po’ se riuscisse a farsi delle amicizie (lei sta li da 2 anni) e la sua risposta e’ stata “buttati sulle italiane!” . Questa cosa mi lascia un po’ perplessa perché vorrei pensare (e l’ho sempre pensato!) di riuscire a conoscere tutte le persone allo stesso modo, indipendentemente dalla lingua diversa (Se e’ una lingua che parlo). Invece forse non e’ proprio cosi.
Anche il mio ragazzo alla fine, a parte i colleghi, si e' trovato tutti amici marocchini, come lui! (o italiani, strano!!)

Che ne pensate? Sono sicura che qualcuna di voi invece abbia avuto un’esperienza diversa dalla mia!
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#2 User is offline   selena 

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Posted 02 September 2010 - 10:16 PM

hola! vivo in spagna da 6 anni, ho fatto vari traslochi, e da 6 mesi son tornata in andalucia.

far amicizia é quasi impossibile.

mi spiego: conosco varie persone, colleghi o ex colleghi di lavoro, conoscenti, gente che vedo spesso. ma non sono amici. non son gente con cui esco. piú di due chiacchere non si scambiano, e non son persone che potrei chiamare per un momento di malinconia, per conidividere una bella notizia, o semplicemente per parlare. in tutti questi anni ho avuto poche amiche vere, ma purtroppo ci siamo perse, perché di nuovo viviamo lontane, e ci sentiamo poco.

non é un problema di lingua, ho avuto amiche di tutte le nazionalitá, anche se ora, come ovvio, la maggioranza son spagnole.

evito gli italiani, e le italiane! li evito perché, non so se sia cosí ovunque o solo qui, gli italiani prima si fan vedere grandi amici, ma appena possono approfittano di te, della situazione, di tutto. il fatto é che molti, e non parlo in generale, ma molti di loro vengono all'estero pensando di trovare e di far fortuna, ma poi vivono male. e allora ecco che appena possono cercano gente della loro terra, prima di tutto per non imparare la lingue, per costruirsi una piccola comunitá e continuare a vivere da italiani all'estero, per avere un appoggio, per chiedere favori e aiuti economici e di lavoro. purtroppo é cosí.
ho avuto amiche italiane, mi son pentita di esser stata cosí debole, perché alla fine mi hanno usato, creandomi anche vari problemi.

non é un problema di lingue, siamo noi a scegliere, a prediligere, a pensare che magari sia piú facile. certo ci son culture che non son aperte con gli stranieri, in inghilterra io ho conosciuto solo gente non inglese, é un dato di fatto.
in spagna invece dipende, essendo straniera molti di qui non vogliono perdere tempo con qualcuno che potrebbe andarsene, e quindi evitano i contatti. ma dopo uno o due anni se vedono che hai intenzione di installarti permanentemente cambiano atteggiamento.

il problema principale di vivere all'estero penso sia proprio questo. non lasciare le abitudini di una vita, o le sicurezze. ma le persone che facevano parte della tua vita, quelle che ritenevi amiche, che ti stavano accanto e con le quali condividevi le tue emozioni. purtroppo all'estero principalmente un'amicizia nasce per necessitá, perché si é sole, si ha bisogno di conoscere il posto nuovo, si chiedono informazioni. poi da cosa nasce cosa, si ha anche la fortuna di trovare persone gradevoli e leali.

purtroppo é solo questione di fortuna, a volte, per trovare una buona amica.

aggiungo anche che dipende dalla situazione che stai vivendo: sei single o in coppia, ci son posibilitá di conoscere gente nuova. hai figli? ci son altre possibilitá. qui non si mescolano le due categorie. qui se hai figli ormai vai con adulti con figli. e soprattutto se hai un figlio e quelli con cui uscivi prima no, ti evitano come la peste! :huh:
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#3 User is offline   mariav 

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Posted 03 September 2010 - 02:44 AM

Car Elisa, l’amicizia…argomento interessante. L’amicizia é quello che io cerco sempre, quasi con disperazione, come fosse l’aria che respiro.

Ho vissuto due situazioni diverse: l’espatrio in paesi in via di sviluppo circondata da gente che lavora con NGO e l’espatrio a Londra, circondata da persone che vivono lí. La situazione é davvero diversa.

Nel primo caso, come adesso che mi trovo in Myanmar, é davvero difficile. Le persone che frequento hanno contratti a termine, dai 6 mesi ad un anno, quindi vengono e vanno e la voglia di investire davvero nell’amicizia non c’é. Io all’inizio, ogni volta che conoscevo qualcuno cercavo di capire se potesse diventare un vero amico/a e diventavo pazza…ora ho cambiato atteggiamento. Ogni serata é a se stante, non deve necessariamente costruire qualcosa, tanto meno, un’amicizia vera. Da quando la vivo cosí stó meglio, ho meno aspettative e probabilmente mi comporto in maniera piú spontanea.

La cosa cambia se l’ambiente dove si vive é insicuro, pericoloso, perché in quel caso, tutti hanno bisogno di qualcuno e le amicizie che ho stretto in Pakistan e Afghanistan sono tra le piú belle e resistono agli anni. Credo che sia naturale, quando l’incertezza é intorno a te, hai bisogno di di persone per crearti delle certezze.

A Londra, tutta un’altra cosa perché ho conosciuto persone che vivevano lí e quindi é tutto molto piú stabile. Tra i miei colleghi ho instaurato una vera amicizia (anche se una non male!!!) e i rapporti in generale mi sembravano piú veri. Certo, gli amici di sempre non ci sono ma, considera questo. Se tu conoscessi ora le persone che sono i tuoi amici di sempre sei sicura che diventereste amici? Io ne dubito. Siamo cambiate cosi tanto, anche grazie all’espatrio, che certe amicizie resistono in nome del passato vissuto insieme ma non in nome di esperienze attuali e idee condivise. Ora le persone con cui diventi amica, te le scegli proprio in base a te e al tuo vissuto. Le amicizie che ho instaurato di recente sono cosi diverse da quelle di una vita!

Con gli italiani é piú semplice all’inizio ma poi…non é detto.

Insomma, per riassumere…é dura! :huh:
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#4 User is offline   kalante 

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Posted 03 September 2010 - 07:26 AM

Ragazze devo dire che le vostre esperienze mi consolano!!!!
Credevo di essere l'unica che non riesce a farsi delle amicizie :(
La prima volta che sono venuta a Parigi era per uno stage all'Istituto Italiano di Cultura e li' avevo legato con moltissimi italiani che poi, ovviamente, sono ripartiti per destinazioni in giro per il mondo e quindi bye bye gli amici con cui vedersi.
Anche durante il periodo dublinese avevo fatto parecchie amicizie, ma allora abitavo in ostello (poi per fortuna ho trovato casa! e l'amore :wub: ) e seguivo un corso di inglese, quindi facile facile conoscere gente.

Ora sono di nuovo qui a Parigi da oltre un anno, cambiando spesso lavoro ho conosciuto parecchia gente, ma una volta finito il contratto non ho praticamente mai più rivisto nessuno, tranne due italiani (ma guarda un po'...), e comincio seriamente a deprimermi. Perché è vero che ci sono tutti gli amici del mio compagno, ma vorrei riuscire a creare una vita mia indipendente e non "dipendere" da lui per la mia socialità :D
Problemi di lingua non ne ho, ma un po' di timidezza si e ovviamente non sempre aiuta.
Scusate lo sfogo, ma ogni tanto ne ho bisogno :P
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#5 User is offline   Elis83 

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Posted 03 September 2010 - 08:26 AM

Ciao a tutte! Selena, leggendo il tuo post mi sono resa conto che in effetti fino a qualche tempo fa parlavo esattamente come te per quanto riguarda le conoscenze italiane all’estero. Cercavo sempre di evitare gli italiani perché volevo integrarmi con la gente del posto, imparare la lingua etc .
Qui all’inizio, senza stare troppo a pensare alla provenienza delle persone che conoscevo, ho conosciuto gente un po’ di tutte le nazionalità. Le prime amiche che ho avuto qui vengono da India, Guatemala, Svezia, Venezuela, Repubblica Ceca etc etc. Loro vivono qui da tanto tempo, e forse questo mi blocca un po’, invece che aiutarmi, come diceva Mariav.

Mariav… e’ vero che se incontrassi alcuni amici “di sempre” ora, le cose non sarebbero le stesse. Infatti, scrivendo il post, pensavo ai pochi amici “di sempre” che sono rimasti tali perche hanno fatto più o meno il mio stesso percorso, e infatti sono tutti in giro per il mondo ☺

Forse quello che manca in una città come Londra e’ anche vere quelle amicizie che ti fanno sentire in famiglia. Qualcuno che passa a casa tua giusto per farti una visita. Qualcuno da chiamare in caso di bisogno ma anche semplicemente per sapere come sta o per farsi una chiacchierata. Ma so che per quello ci vuole tempo, e forse nemmeno il tempo basta!

In realtà la situazione non e’ poi cosi grigia, adesso, dopo un anno qui le cose vanno meglio ☺, pero e’ stata la prima volta che ho vissuto una situazione del genere.
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#6 User is offline   CRISRAV 

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Posted 03 September 2010 - 01:48 PM

Io mi sono scatenata!! Ho deciso che devo fare amicizia con i Sudafricani. Di italiani già ne conosco parecchi e mi vedo con loro in varie occasioni. Quindi ho deciso di muovermi su vari fronti. Per ora ho iniziato ad andare a dei corsi di conversazione di spagnolo, per non dimenticarlo. Una volta alla settimana e lì spero di trovare gente simpatica. Sempre nel tema spagnolo ieri sera sono stata ad un incontro "Noche latina" di gente di varie nazionalità, che ha voglia di passare una serata parlando spagnolo. Eravamo in 18 e almeno 10 erano sudafricani, 3 spagnoli e gli altri di differenti nazionalità. Questi incontri avvengono in un ristorante, una volta al mese, un pò poco per stringere amicizie. Con due SA ci siamo scambiati i n. tel e la @ e speriamo di sentirci prima del prossimo incontro ufficiale, tra un mese
Io sono qui solo da gennaio, (da aprile a luglio sono stata in Italia) e quindi mi reputo fortunata di aver già qualche amicizia sincera. Sicuramente il fatto di non lavorare e di essere disponibile aiuta molto, ma io penso che il modo in cui ci si pone e come si inizia la conoscenza, è molto importante e delicato. E' quello il momento in cui, generalmente decidi se hai voglia di rivedere quella persona o no. Non ho mai avuto problemi, ovunque, ne farmi nuove amicizie, anche in paesi dove non parlavo la lingua (Creta), io mi butto, vada come vada.

Cristina

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vuvuzelasmiley
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#7 User is offline   Elis83 

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Posted 03 September 2010 - 03:05 PM

Ciao Crisrav, fai proprio bene a buttarti! Io sto pensando di iscrivermi a un corso di Arabo..anche se non ho ancora pensato a come-dove-quando :) Cosi unisco l'utile al dilettevole: imparo una lingua e mi svago un po'!
Per quanto riguarda il fatto di non lavorare ed essere disponibile...beh io lavorando da casa sono sempre quella disponibile, e devo ammettere di aver vissuto questa cosa come una debolezza. Spesso ho pensato che le altre persone erano piene di cose da fare, e io invece sempre ad aspettare di avere un posticino nella loro agenda. In realta e' stata solo una reazione emotiva di qualche periodo, poi non lo penso davvero, anche perche, alla fine, pure io sono piena di impegni! :)
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#8 User is offline   chiarapavesi 

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Posted 03 September 2010 - 08:33 PM

E' vero che nella vita di expat la prima esigenza e' trovare qualcuno per informazioni, contatti e i primi aiuti... e questa non e' amicizia.
Pero' e' un inizio per intessere relazioni. \NOn credo che gli amici, quelli veri, debbano essere molti come numero. E sto imparando nella mia esperienza che le relazioni forti posso resistere al tempo e alle distanze.
Poi quando si vive in un posto nuovo si inizia come si puo' e credo fermamente di quanto dice Crisrav: io mi butto! provo e poi si vedra'! :rolleyes:
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#9 User is offline   lapins 

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Posted 05 September 2010 - 01:42 PM

Ciao a tutte, Elisa hai fatto proprio un bel centro!
Anche io come te ho qualche difficoltà qui a Montpellier, ormai da due anni mi chiedo se mai troverò un'amica fidata.
Effettivamente sono partita un pò svantaggiata ed il caso non a certamente aiutato.
Lavoro in informatica quindi un ambiente prevalemente maschile, le sole poche donne che lavorano con me, hanno bambini oppure molti anni più di me e pur avendo provato ad avvicinarmi a loro, tutti i tentativi si sono ridotti a qualche cena solo donne ogni 2, 3 mesi... il fatto poi di essermi fidanzata a pochi mesi dal mio arrivo, ha di fatto diminuito ancora di più le occasioni di conoscere gente nuova.
Di conoscenti ne ho molti, tra la danza, la piscina e tutti gli altri corsi che frequento/ho frequentato non posso proprio lamentarmi, ma la vera amicizia, quella no. Non l'ho ancora trovata.
Le persone che invece frequento più assiduamente sono amici di Lui, ex colleghi (fortunamente qualcuno in coppia), parenti di Lui. Ma anche li, non ho mai avuto il sentimento di poter contare veramente su qualcuno di fidato.
Cosi, quando ne ho bisogno, chiamo un'amica in Italia, sempre la stessa da anni, e mi confido con lei.

Quando ho vissuto a Dublino invece non era lo stesso, è vero che non sono mai riuscita ad integrarmi veramente con la popolazione Irlandese, ma in fondo non è che fosse poi cosi facile in una città come Dublino. Quando vivi, lavori, frequenti bar, sale sport con solo stranieri è inevitabile farsi amicizie con tutte le nazionalità salvo quella ospitante.
Cosi le mie migliore amiche erano francesi, italiane e spagnole, mediterranean connection la chiamo io :P

Vorrei sapere da voi invece, quali sono le vostre esperienze con gli amici italiani che sono rimasti in Italia?
Avete ancora dei buoni amici?
Dublin (Ireland) 2005 - 2007
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#10 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 05 September 2010 - 02:36 PM

Ciao gente,
ora che l'aggiornamento è lanciato posso di nuovo rilassarmi e partecipare a queste interessanti discussioni :sorcerer:

Parto dalla domanda di lapins sulle amicizie in Italia perchè sono reduce da un'esperienza un po' traumatica dopo il mio soggiorno italiano dello scorso anno (per chi non lo sa, tra il Perù e Gerusalemme ho trascorso qualche mese a Milano in attesa di nuova destinazione). Devo dire che il fatto che io sia stata a Milano non ha inciso per nulla sulle amicizie di anni e anni con persone che non si sono mai mosse. Nel senso che era come se io non fossi mai tornata. E mi sono chiesta se il fatto di aver vissuto per anni fuori Italia abbia portato i miei amici e amiche a considerarmi ormai "andata" e fosse davvero impossibile per loro ritagliare di nuovo degli spazi in cui inserirmi. Tutti hanno le loro routine, le loro cose: i figli sono cresciuti, le amicizie si sono sviluppate tra i genitori delle varie classi, Milano è una città nevrotica in cui non si ha mai tempo di incontrarsi, insomma, io mi sono sentita davvero ancora su un altro continente per molti di loro. La cosa curiosa è che le persone che frequentavo provenivano tutte (o quasi) da amicizie nuove, che mi sono fatte nel corso di quei mesi.

E mi sono resa conto che le mie amiche sono ormai davvero sparse in tutto il mondo, ma che il fatto che siano distanti non vuol dire che siano meno amiche, mi spiego? Certo, manca la quotidianità. Quella ce l'avevo, in Perù. Mi ero fatta tante amiche (davvero Amiche con la A maiuscola, donne in gambissima, di nazionalità varie, con le quali ci si vedeva spesso, con mariti e non, con le quali si passava sempre volentieri la classica seratina a bere vino e contarsela su, a parlare di cose anche molto intime, e con le quali si sapeva di poter contare in casi di bisogno. Mi ricordo ancora quando una di loro mi ha chiamato da Cusco piangendo perchè l'avevano sequestrata il giorno prima e mi ha chiesto se potevo andare a prenderla all'aeroporto, o quando un'altra, in gravidanza a rischio, mi chiamava per chiedermi di andare a tenerle la bambina all'ultimo perchè lei doveva andare in ospedale, e in cinque secondi ero lì. E sapevo che lei avrebbe fatto lo stesso per me.

E questo legame meraviglioso che si crea sempre tra donne io l'ho vissuto in tutti i paesi, tranne forse l'Angola. In Sudan avevo una carissima amica olandese, non vivevamo più l'una senza l'altra, in Guinea Bissau un'amicissima italiana, proprio pappa e ciccia, lanciate per la città a ridere come pazze per le condizioni assurde nelle quali ci trovavamo :stuart:, e in Congo amiche francesi, una praghese fantastica, con la quale ho condiviso tantissimo, e poi in Honduras, Marilena, Pilar, Laura... amicizie vere. Di quelle che puoi svegliare alle tre di notte perchè hai il magone.

Vivo da tanti anni all'estero, e la mia esperienza è stata che quando si è stranieri in un paese, si è sulla stessa barca (sto generalizzando) e di conseguenza viene naturale darsi una mano a remare. Fortunato chi riesce a crearsi delle amicizie a livello locale, in alcuni paesi io ci sono riuscita, ma è vero che mentre i locali sono installati e hanno la loro vita, e tu arrivi col biglietto di ritorno in tasca, gli stranieri vivono esattamente quello che vivi tu, il sentimento di transitorietà che accompagna l'espatrio è condiviso, ci si dà una mano anche a vivere momenti di affetto che magari in certe situazioni sono un po' scarse.

C'è poi sicuramente anche l'elemento personale: il nostro carattere e le nostre esperienze passate influiscono sul nostro presente, sul nostro modo di porci rispetto agli altri e sul grado di coinvolgimento che riusciamo/vogliare attivare.

Per quanto riguarda la lingua, io credo che se si ha una discreta conoscenza e buona capacità nel parlato, questa non sia un ostacolo. Piuttosto parlerei di cultura. Il fatto di legare di più con alcune nazionalità che con altre secondo me ci viene dalle affinità culturali. O disaffinità :) Ad esempio con le italiane è molto più facile riconoscere i tratti culturali, anche quelli che aborriamo e rifuggiamo, ed è per questo (penso :rolleyes:) che all'estero o siamo più circondati da italiani o ne abbiamo intorno pochissimi.

Vi volevo comunque segnalare, giusto per leggere qualche altra esperienza, dei topic dove avevamo già parlato di amicizia:
amicizie_expat
Le amiche in espatrio
Nuovo espatrio, nuovi amici
Vecchi amici


Ce n'è da leggere :stuart: :w00t: :sorcerer:

Claudiaexpat
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1989-90: Sudan / 1990-91: Angola / 1992-94 : Guinea-Bissau / 1995-97: Congo / 1999/03: Honduras / 2003-2009 Perú / 2010 Gerusalemme
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#11 User is offline   Camilla 

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Posted 05 September 2010 - 04:46 PM

 lapins, on 05 September 2010 - 01:42 PM, said:

Ciao a tutte, Elisa hai fatto proprio un bel centro!
Anche io come te ho qualche difficoltà qui a Montpellier, ormai da due anni mi chiedo se mai troverò un'amica fidata.


E' proprio vero che ogni persona fa storia a se'. Io a Montpellier ho passato il periodo piu' bello, eccitante e intenso della mia vita, circondata da amici straordinari. Credo che sia proprio questione di disposizione d'animo: io in quei luoghi parlavo anche coi muri, anche se ho spesso la fama di timida (dipende dai periodi). Ripensandoci pero' non credo che nessuno dei miei amici o conoscenti fosse francese... anzi ne sono quasi sicura, a parte una meravigliosa signora che mi ha lasciato casa sua per mesi senza volere nulla in cambio solo perche' mi aveva vista in difficolta' (e le davo da mangiare al gatto). Coi francesi e' vero mi scambiavo un sacco di numeri di telefono, ma quelli quando ti presentano ti baciano e ti chiedono il numero di cellulare, salvo poi chiederti chi cavolo sei quando per caso pensi di chiamarli... ma da questo a fare qualcosa insieme, oddio no, non ce l'ho fatta.

A Montpellier sono riuscita a farmi amici anche a La Paillade senza che mi rubassero il portafoglio <_< tanto che poi ho voluto fermamente andarci ad abitare, ed e' stata la scelta migliore che possa aver fatto. Da li' e' nata la mia passione per i "quartiers sensibles" (La Paillade a Montpellier non hanno neppure il coraggio di chiamarla banlieu o zona :o ), e qui a Utrecht mi sono installata in un quartiere simile, ancora una volta con successo. In questi quartieri al 90% algerini, marocchini, nigeriani, bosniaci, polacchi, turchi e rom (mentre il 10% di bianchi olandesi sono asociali) si vive bene, tutto costa meno, ci si conosce tutti, c'e' un controllo sociale che in quartieri meno malfamati non c'e', e nessuno ti tocca, in quanto io dico sempre che i ladri non rubano a casa loro. Sono da un po' da sola con mio figlio, per una serie di vicende poco piacevoli da raccontare, eppure questo week end tra parchi, spesa, giardinetti e passeggiate non ho passato mezz'ora senza fare una chiacchera con qualcuno di simpatico. Niente a che fare con l'amicizia, naturalmente, ma mi ha fatto sentire a casa.

Se esiste ancora il Cafe' Beirouth alla fine di Rue della Mediterranee, quello dove si fuma il narghile', salutami tanto il mio amico Mousa.

A Montpellier ho due mie carissime amiche italiane, se vuoi ti metto in contatto (una coi figli e una no :) ).

This post has been edited by Camilla: 05 September 2010 - 04:56 PM

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#12 User is offline   lapins 

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Posted 05 September 2010 - 05:53 PM

Si Camilla, sicuramente ogni persona fa storia a se ma anche l'età, lo spirito e le motivazioni che ci spingono ad arrivare in un posto fanno parte dei nostri successi/insuccessi... soprattutto in amicizia, con le nuove amicizie.
Io in effetti parlavo di amicizie francesi, cerco sempre di limitare le mie conoscenze 'italiane' per evitare di rifugiarmi nei ricordi, la nostalgia del mio paese ma anche per evitare di impigrirmi con la lingua francese e con i francesi!

Non so, mi sto chiedendo se forse non sono io magari a non essere poi in fondo cosi disponibile e aperta a nuove amicizie, forse è perchè ho avuto un momento che ha fatto oscillare tutto l'equilibrio che mi stavo lentamente creando qui, che mi ha segnato e mi ha fatto fare i conti col passato, cancellare alcune persone dalla lista degli amici, anche le amicizie più recenti... insomma mi ha fatto chiudere un pò in me stessa e ripiegare esclusivamente sulla mia vita lavorativa e di coppia. :(

Ad ogni modo, Settembre è uno di quei mesi dove si azzera tutto e si ricominciano tante cose, chissà che una grande amicizia non sia già alle porte per me :w00t:

This post has been edited by lapins: 05 September 2010 - 05:56 PM

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#13 User is offline   Camilla 

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Posted 07 September 2010 - 02:37 PM

 lapins, on 05 September 2010 - 05:53 PM, said:

Si Camilla, sicuramente ogni persona fa storia a se ma anche l'età, lo spirito e le motivazioni che ci spingono ad arrivare in un posto fanno parte dei nostri successi/insuccessi... soprattutto in amicizia, con le nuove amicizie.
Io in effetti parlavo di amicizie francesi, cerco sempre di limitare le mie conoscenze 'italiane' per evitare di rifugiarmi nei ricordi, la nostalgia del mio paese ma anche per evitare di impigrirmi con la lingua francese e con i francesi!


No dai, non dire cosi', non e' vero che c'e' un'eta' per farsi le amicizie e una no, io quando sono arrivata a Montpellier ero... ehm ehm... una studentessa di 34 anni (quasi 35) :blush: la mia storia l'ho raccontata altrove e qualche spirito goliardico mi ha dato dell'espatriata tardiva!!!! E le mie amicizie in quel meraviglioso posto non erano assolutamente italiane, frequentavo soprattutto mediorientali, maghrebini e sudamericani. Non so, io coi francesi non ci azzecco proprio, anche sul lavoro sempre rapporti difficoltosi... Insomma, e' settembre, buttati e vedrai che ad ottobre non saprai piu' come districarti tra l'immenso parco amici che ti ritroverai. :D

Volevo fare anche un'osservazione sul fatto di evitare gli italiani per la lingua. Ecco, sara' che la mia lingua non ho veramente tante occasioni di parlarla, ma io ne ho due scatole di sto inglese, olandese, francese, spagnolo, che non solo frequenterei solo italiani, ma addirittura solo veneti, o ancora meglio solo trevisani. Io sono (ero) una sempre con la battuta pronta, non riesco a prendere niente sul serio, nemmeno il mio divorzio, ma a me le battute e le imprecazioni vengono in italiano o meglio ancora in veneto, mica in inglese o in olandese. Parlare un'altra lingua mi taglia le gambe, non perche' non riesca ad esprimermi, ma proprio perche' non mi diverto con la lingua. Piu' sto all'estero e piu' sento il bisogno di stare con la mia gente, la mia polenta, la mia sopressa e la mia grappa da ponte... :ph34r: :ph34r: :ph34r: bello detto da una che ha sposato un musulmano, eh? :P Qui all'ufficio ci sono 98 nazionalita' diverse e solo tre ragazze italiane, e sono le prime con cui ho fatto amicizia. Essendo poi che i veneti sono degli emigranti di ferro, ho pure stretto amicizia con brasiliani, sudafricani, australiani, canadesi, tutti di origine veneta o friulana. Parlavo (in inglese) un' ora fa con un diplomatico messicano, fino a quando ho scoperto che suo nonno era di Treviso... e dopo la conversazione ha assunto tutta un'altra piega. A proposito, sapete che dalla provincia di treviso a fine 800 emigravano in sudamerica interi paesi, tipo 26 famiglie + il prete (quello ce lo portiamo sempre dietro)?

Mi avevano avvertito, quando iniziai il mio percorso prima professionale e poi personale nella palude del multiculturalismo e della ricerca identitaria, che alla fine avrei tifato per Bossi e buttato nel caminetto (che non ho) Edward Said. Ecco, sento che sta succedendo... Sara' per questo che mi diverto tanto a scrivere su questi forum degli italiani nel mondo, prima ne frequentavo un altro che era divertente, ma ora e' molto degenerato. Per fortuna che ho trovato questo. :wub:

This post has been edited by Camilla: 07 September 2010 - 02:38 PM

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#14 User is offline   anya 

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Posted 07 September 2010 - 07:09 PM

Io non sapevo cosa aspettarmi, pensavo solo alla bimba in arrivo... Poi ho trovato delle amiche, alcune proprio grazie ad Expatclic, e con una in particolare si è instaurato un rapporto che io considero di vera amicizia!
Non credo che resteremo per sempre a Parigi, ma non voglio pensare oggi a cosa sarà di queste amicizie... Per me i veri rapporti non hanno confini, non sono fatti di ore passate insieme, ma di sogni condivisi, risate, consigli, supporto... insomma tante cose che si possono fare anche a distanza! Le mie più care amiche in Italia le sento spesso e ci raccontiamo sempre tutto, quelle che ho perso... beh, meglio così, per alcune persone lo stare insieme è fondamentale, ma me ne ero già accorta prima quando ero in Bielorussia e poi quando mi sono trasferita a Milano!

Non so se conoscerò anche delle francesi, per ora non lavorando non ci sono occasioni, ma chissà! Intanto mi godo quelle che ho! :wub:
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#15 User is offline   CRISRAV 

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Posted 08 September 2010 - 07:31 AM

Fare nuove amicizie. Come ho detto in presedenza è la priorità, per me.
Ho scoperto che anche qui esiste l'Università della terza età U3A, cha corsi interessanti e decisamente variegati. Oltre ad imparare cose nuove, sicuramente mi permetterà di conoscere gente nuova e se troverò persone simpatiche, magari allargherò la cerchia con conoscenze Sudafricane, nella speranza che poi la conoscenza si trasformi anche in amicizia.
Noi italiane abbiamo dalla nostra "l'acchiappo" con la cucina. Un invito a cena magari rende tutto più facile. Sono positiva.
Per ora mi accontento delle amicizie italiane, ovviamente più facili da fare. Ma il mio intento è vivere la realtà locale e quindi frequentare anche persone di qualsiasi nazionalità.
Cristina

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#16 User is offline   selena 

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Posted 08 September 2010 - 03:05 PM

e son d'accordo con Cris, vivere la realtá quotidiana, e non chiudersi nella comunitá italiana.

C'è sempre da dire, peró, che bisogna differenziare coloro che vivono all'estero in pianta stabile, e coloro che hanno una data di scadenza, perché la questione é diversa, e le prioritá anche.
Se hai una data di scadenza penso che l'importante sia conoscere qualcuno prima di tutto per capire il posto dove vivi, e sentirti meno sola, condividendo anche l'esperienza.
Ma se ti trasferisci con l'idea di rimanerci in un posto all'estero l'interesse é quello di conoscere la gente locale, perché vuoi fare parte di quella realtá. Non dico che cosí si disdegnano gli stranieri o gli italiani, ma rende la vita piú facile, e ti fa sentire parte del posto. Quindi per coloro che come me vivono all'estero con il pensiero di rimanerci conviene sempre puntare sulla gente locale, che sia del paese o straniera ma che vive da anni qui, piú che continuare a vivere da italiana, con una comunitá italiana, ma in un paese straniero.
Io per varie ragioni evito gli italiani, e non me ne pento, anzi, da quando li evito riesco ad avere conoscenze (per ora buone conoscenze) con spagnoli e stranieri che vivono da anni qui, e son piú contenta!
Ma ripeto, é la mia esperienza personale, non si generalizza. E soprattutto devo ripetere che son passata da una realtá, quella di Mallorca, ben differente da quella dell'Andalucia, dove la gente é molto piú aperta, e dove mi sento molto piú a mio agio.
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#17 User is offline   anya 

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Posted 08 September 2010 - 05:32 PM

E' vero, non bisognerebbe chiudersi nella comunità italiana, ma è così difficile... Io sono attirata dalle altre culture, ma i francesi non sono così diversi da noi! Quando sono stata in Bielorussia non ho mai visto italiani, tranne un paio di volte in cui sono stata contattata. Qui è diverso, essere diventata madre, non avere occasioni per conoscere francesi... Vedremo!!
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#18 User is offline   Lisa 

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Posted 14 September 2010 - 05:25 PM

Dopo molti mesi di assenza dai forum :blush: ritorno su questo topic ch è attuale per me.
Qui a Khartoum è un momento di transizione: molte amiche sono partite (silviaaaaaa :crying: )e altre si ripresentano.
Per me che sono proprio "latina" sia nel fisico che nell'anima :devil: lo scambio con le "nordiche" è sempre stato un problema.
Non sò....sembrano sempre bellissime, eteree e senza dubbi!
Non riesco a capire il loro umorismo, ne loro capiscono il mio...anche la gestualità è diversa, il modo di approcciare i figli :blink: insomma proprio fatico a sentirmi a "casa".
E quindi non riesco ad essere me stessa, a volte dico cose che poi ripensandoci non mi appartengono.....un disastro!!!!
Ma siccome penso che valga la pena superarsi sempre io ci sto provando :) Giusto oggi mi sono trascinata a casa di una signora olandese che con mia grande meraviglia mi ha invitata (credo che valga per tutte le nazionalità questo discorso dell'estraneità)......e ho dato il meglio di me stessa :D
potrebbe essere una possibile nuova amica? :rolleyes:
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#19 User is offline   mariav 

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Posted 15 September 2010 - 02:45 AM

Lisa!!!! In Eritrea sei stata proprio tu ad aiutarmi ad uscire un pochino dal guscio...che bello ri-incontrarti qui!

Questa cosa delle nordiche perfette la capisco tantissimo. Quando vivevo in Inghilterra ne ho conosciute diverse, alcune anche molto simpatiche che mi ispiravano tanto ma mai un dubbio, una debolezza, e che cavolo!!! Poi, quando le debolezze le scopri (perché ce ne sono!) diventano piú umane e a vera portata di amicizia.

Io a volte anche con le donne italiane ho questa difficoltá...é il senso di colpa che mi attanaglia. Qui in Myanmar la maggior parte delle italiane hanno figli e se lavorano lo fanno part time e quando io dico che lavoro a tempo pieno mi guardano con aria perplessa che dice: ma come fai? E io che mi crugiolo che sono una mamma orrenda e devo dire che questa cosa ha un impatto sul tipo di rapporto che instauro con queste persone. É la mancanza di autostima, lo so. Poi incontri una persona semplice e autocritica e subito scatta l'amicizia. Speriamo sempre in meglio!!!
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#20 User is offline   Lisa 

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Posted 15 September 2010 - 06:18 AM

Mariaaa!
Che bello sentirti qui su expatclic!!!
A proposito di amicizie........ ;)
un abbraccio
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#21 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 15 September 2010 - 04:10 PM

Quote

Non sò....sembrano sempre bellissime, eteree e senza dubbi!


mi hai fatto morir dal ridere Lisa :D :D :D :P :P :P

E ho naturalmente cercato di pensare alle amicizie "nordiche" :rolleyes: :rolleyes: Devo dire che con le donne olandesi e con le danesi mi sono sempre trovata bene... proprio a Khartoum :) avevo una super, super amica olandese (lavorava per la Cheshire Home, chissà se esiste ancora :unsure:), con la quale siamo rimaste in contatto per sempre, ci sentiamo regolarmente e negli ultimi anni siamo anche riuscite a vederci in qualche modo. E proprio ieri ho conosciuto una signora olandese molto simpatica, con la quale è stato subito amore :wub: :wub: Ma capisco quello che vuoi dire, comunque... sono tratti culturali molto marcati quelli che ci scambiamo di primo acchito :) :)

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#22 User is offline   Silviaex 

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Posted 15 September 2010 - 04:49 PM

Eh eh ma Claudia, ma tu sei nordica !!! Posted Image
Alta, bella, bionda, occhi azzurri, sembri un danese incrociata svedese, praticamente uguale... !!!!

Invece ne parlavamo proprio qualche giorno fa con Lisa in spiaggia, io (e lei anche dice) mi sono spesso sentita un po' come la figlia della serva davanti a 'ste spilungone nordiche, bionde e algide.. Posted Image Poi in realta' se vai a guardare ho avuto piu' amiche straniere che italiane (anche se le italiane sono proprio care Posted Image ), ma insomma, anche io ho avuto le mie difficolta' con il gruppo per es. di olandesi in Macedonia, che cucinavano, sfornavano pane fresco al mattino, erano alte e snelle, avevan tutte di media tre figli, eran giovani e belle e andavano pure chi in piscina e chi a far hash, senza mai una parola fuori posto, sempre li' a contar il centesimo, sempre come dire... Posted Image fini, distaccate, gentili e ironiche senza sbellicarsi.
Normale che io con il mio passo nervoso, la guida spericolata, la mentalita' appassionata, le opinioni e le emozioni ecco, un po' mi sentissi diversa... Posted Image ... E pero' sono ancora in contatto con alcune di loro, ci vediamo quando passo per L'Aja tornando dall'Africa e sono tutte sempre sinceramente contente di vedermi... cosi' come lo sono io..

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#23 User is offline   Camilla 

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Posted 16 September 2010 - 08:40 AM

 Silviaexpat, on 15 September 2010 - 04:49 PM, said:

ma insomma, anche io ho avuto le mie difficolta' con il gruppo per es. di olandesi in Macedonia, che cucinavano, sfornavano pane fresco al mattino, erano alte e snelle, avevan tutte di media tre figli, eran giovani e belle e andavano pure chi in piscina e chi a far hash, senza mai una parola fuori posto, sempre li' a contar il centesimo, sempre come dire... Posted Image fini, distaccate, gentili e ironiche senza sbellicarsi.


Ma va la' va la' non lasciatevi ingannare, che le olandesi sono tutto fumo e niente arrosto. Tutte superdonne e tri-quadrimamme e poi scopri che nessuna lavora full time, che fanno tre figli in fila solo perche' il terzo va all'asilo gratis e hanno piu' detrazioni fiscali, che appena il capo le guarda leggermente storto fanno il burn out e si mettono in malattia un anno, faranno anche il pane in casa ma il resto lo trasferiscono dal freezer al microonde e parole fuori posto ne dicono parecchie, specie quando si ubriacano tutti i venerdi' sere con le amiche e le vedi cadere dalla bicicletta con tre seggiolini (grazie a dio vuoti) alle undici di sera... Quanto a contare sempre il centesimo, beh, si sa' come vanno le cose qui (ma loro non sono tirchi, son parsimoniosi calvinisti).

Oggi c'ho il dente avvelenato colle vichinghirie, domani magari vi racconto i lati postivi :D

This post has been edited by Camilla: 16 September 2010 - 08:41 AM

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#24 User is offline   Lisa 

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Posted 18 September 2010 - 03:34 PM

Certo è facile cadere in facili pregiudizi, a volte solo per il fatto di sentirsi affaticate dal continuo confronto con culture a volte così distanti dalla nostra.
Trovare nuovi modi di comunicare, aprire la mente e il cuore a qualcosa di inusuale per le nostre salde certezze può essere a volte molto stressante e può far scaturire sentimenti di inadeguatezza difficili da affrontare......se non con il dente avvelenato :D
Ti capisco Camilla..... e i lati positivi? :wub:
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#25 User is offline   chiarapavesi 

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Posted 18 September 2010 - 10:02 PM

Sono in Norvegia da un mesetto e osservo...
lati positivi? si'!!!
sto imparando dalle donne norvegesi che i figli possono fare qualcosa da soli senza essere sempre accompagnati e guidati dalla mamma. Questo certo e' valido qui in un posto super sicuro per i bambini e con un senso civico incredibile! (i pedoni quando attraversano la strada non guardano per le auto, passano! sono gli automobilisti a fermarsi!!)
Sto anche imparando dallo stile locale, che i mestieri in casa vanno bene ma non bisogna esserne schiavi! che freezer e microonde possono essere degli ottimi amici!! :P
Vedo che le donne qui cercano di prendersi del tempo per se al di la' di lavoro e famiglia. Secondo me e' una cosa che aiuta e fa bene a se stesse e non solo!

per ora di lati positivi vi lascio questi...
quando ne scopriro' altri ve lo faro' sapere!


Ps: non sono poi tutto bindone e perfette! qui con la mia taglia (non da modella!! :P ) mi sento pure a mio agio!!
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#26 User is offline   selena 

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Posted 19 September 2010 - 01:49 PM

per esperienza personale assicuro che non tutte le norvegesi son bionde con occhi azzurri...anzi, in un viaggio studio con la scuola, ospitati una settimana in famiglia, ho scoperto, grazie alla mia norvegese (con la quale dopo ben 12 anni ancora siamo in contatto!), che le donne si tingono di biondo e usano lenti a contatto azzurre!!! :o :o :o

comunque ho anch'io la paranoia delle nordiche perfette e sempre a loro agio, o almeno cosí sembrano, comparate a me che a mio agio, ultimamente, non mi ci sento per niente!
e non solo le nordiche, anche le spagnole, che sembrano sempre festaiole ed io, comparata a loro, sembro la nordica...uff!!!

comunque non mi cambio, sapendo per esperienza che le nordiche, e anche estoni, come la mia amica, riescono ad aprirsi un pó e a sorridere solo con dentro il corpo un paio di caipiriña, iniziando a raccontarti al terzo coctail anche i loro segreti piú intimi...pericolose!!! :P
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#27 Guest_lapins_Invité

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Posted 19 September 2010 - 02:59 PM

sembrerebbe dalle vostre risposte sopra che, qualora ci sia un sentimento di competizione tra donne, sia impossibile instaurare un'amicizia :blink:
o è forse piuttosto il fatto di non sentirsi all'altezza, in armonia con se stesse, che effettivamente ci fa respingere l'altro?
sono confusa :huh:
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#28 User is offline   lapins 

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Posted 19 September 2010 - 03:04 PM

 lapins, on 19 September 2010 - 02:59 PM, said:

sembrerebbe dalle vostre risposte sopra che, qualora ci sia un sentimento di competizione tra donne, sia impossibile instaurare un'amicizia :blink:
o è forse piuttosto il fatto di non sentirsi all'altezza, in armonia con se stesse, che effettivamente ci fa respingere l'altro?
sono confusa :huh:


ops! avevo dimenticato il login!
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#29 User is offline   Camilla 

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Posted 20 September 2010 - 10:23 AM

 Lisaexpat, on 18 September 2010 - 03:34 PM, said:

Certo è facile cadere in facili pregiudizi, a volte solo per il fatto di sentirsi affaticate dal continuo confronto con culture a volte così distanti dalla nostra.
Trovare nuovi modi di comunicare, aprire la mente e il cuore a qualcosa di inusuale per le nostre salde certezze può essere a volte molto stressante e può far scaturire sentimenti di inadeguatezza difficili da affrontare......se non con il dente avvelenato :D
Ti capisco Camilla..... e i lati positivi? :wub:


Lati positivi? Sicuramente molti, anche quelli che diceva Chiara un post piu' sotto, molto piu' easygoing con i figli la casa e la vita domestica. Mio figlio va in giro tranquillamente sotto la pioggia e lo porto fuori senza problemi con 39 di febbre, il che in Italia fa un poco scandalo. Metto i figli a letto presto, come le olandesi: prima erano le otto, ora sono le 20:30 visto che torno a casa non prima delle sette e parto alle 7 e mezza di mattina. Ma anche qui scarsa flessibilita': io quando e' festa o c'e' qualcosa di particolare li posso anche tenere fino a mezzanotte, mentre ho visto olandesi scappare alle 19:00 (!!!) da una cena di Natale iniziata alle 17:30 perche' il figlio doveva dormire alle 19:30!

Mi vien invece un poco da ridere con il mantra del tempo per se', che qui come in Norvegia le donne a quanto pare ripetono senza sosta. In realta' qui in Olanda nessuna lavora full time (non so in Norvegia), la media e' di 2 o 3 giorni la settimana, per questioni economiche di un sistema di welfare che e' lungo da spiegare. Per dirtela in breve io ho potuto "permettermi il full time" solo da quando non pago piu' le tasse, non come evasore fiscale, ma legalmente dato che sono nel sistema UN. Prima gia' lavorare 4gg la settimana era un problema, nel senso che alla fine tra contributi persi e rimborsi mancati, pagavo per lavorare.

Tornando alle signore olandesi di tempo per se' ne hanno piu' che a sufficienza, il problema e' che devono averlo anche quello organizzato completamente, se no vanno in tilt. Io sinceramente di tempo per me ritengo di averne anche troppo: 40 ore di lavoro fuori casa la settimana, 2,5 ore di commuting, e scusa tanto ma il week end e quel poco che resta della sera voglio passarlo tutto con mio figlio, specie ora che siamo rimasti soli io e lui. Ma qui le olandesi mi guardano e chiedono: ma come, non hai tempo per te? Il sacro tempo per andare a fare yoga o togliermi i peli dalle gambe? Ecco, per loro non sei una donna forte ed emancipata se non molli i pupi al marito almeno sei ore la settimana per lo yoga e lo shopping e una volta al mese per il sacrosanto week end a parigi con le amiche (che qui DEVI farlo per forza entro sei mesi da quando hai partorito, se no non sei una donna abbastanza forte nei confronti dell'altro sesso).

Insomma, tutto questo femminismo di maniera, e scambiare la liberta' sessuale per emancipazione, e lo sport nazionale di far sentire nullita' i propri uomini (che poi infatti sposano le sudamericane) tutto questo mi e' venuto in uggia. Sara' che io fisicamente sono come loro, an Italian in a body of a Dutch, come mi dicono sempre, ma a me tutti sti gran complessi di inferiorita' non son venuti. A volte queste donne mi sembrano delle creature terribilmente infelici, scusatemi, io sono un disastro dal punto di vista organizzativo, mamma e moglie terribile a dir poco, ma alla fine spravvivo meglio di loro in questa societa' costruita da loro e non da me (e da cui spero un giorno di uscire).

Scusate lo sfogo, ma sono davvero molto stanca. Sono settimane che non ho veramente un po' del mitico tempo per me :P
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#30 User is offline   Silviaex 

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Posted 20 September 2010 - 10:51 AM

No, no, ragazze, per carita'.... Posted Image Posted Image
Rimettiamo la palla al centro... Qui nessuno sta innalzando i complessi d'inferiorita' ad assioma comportamentale nei confronti delle donne nordiche!! Posted Image
Ne, Lapins, i dubbi di cui tu parli, competizione, autostima etc volevano gettare un velo negativo sulla possibilita' o meno di fare amicizia con altre donne in espatrio...

Secondo me, alla lunga, in espatrio come non, molto gioca la personalita' di ciascuna e le circostanze in cui ci si trova in ogni fase della vita. E concordo pienamente con Lisa circa una certa causalita' tra il lasciarsi andare piu' facilmente a giudizi / pregiudizi nei confronti dell'Altro quando gia' cariche di una tensione sociale e culturale in un mondo diverso (per cultura e religione per esempio...) che non ci lascia respiro.
Detto cio', e' vera magari una cosa, che se nel Sud del mondo (a partire da meta' Francia, Spagna, Italia, Slovenia e giu' oltre... Posted Image ) la vita sociale e' spesso caratterizzata da grandi coralita' e legami che oltrepassano la citta' e sono radicati nella vita familiare e nelle relazioni piu' antiche, nel Nord originale l'Individuo e i suoi scambi col mondo e gli altri sono spesso caratterizzati da organizzazione ed efficienza, come a voler sempre riempire il tempo di cose, azioni, parole. Manca la leggerezza del perdersi, che infatti ci viene invidiata. Posted Image
E questa differenza a volte pesa, quando magari si ha gia a che fare con una cultura diversa, in cui confrontarsi. Cultura che spesso (mi pare) noi latine abbiamo difficolta' ad accogliere, pur tutto sommato miscelandoci senza accorgercene troppo alle abitudini del luogo. Mentre le nordiche san subito cosa e come fare, apprendono facilmente le Regole del Gioco, salvo poi sentire dentro un abisso incolmabile rispetto alla realta' che le circonda... Non so, e' un'altra generalizzazione, ma forse questa e' un po' in soldoni la mia esperienza. E' evidente che la prima della classe inibisce e intimorisce; il punto e' capire come essere se stesse senza sentirsi in gara e offrire comprensione e disponibilita' a chi le cerca e ne ha bisogno.

Io ho avuto amiche di diverse nazionalita' e in fondo quello che ci ha sempre unite e' stato il senso dell'umorismo e dell'autoironia. Saper ridere di se' e' una grande virtu' che non solo non ha connotazioni geografiche ma supera anche le frontiere entro cui ci si incontra.
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Silviaexpat
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