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realizzarsi o no? ma come?

#1 User is offline   mariav 

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Posted 14 October 2010 - 03:14 AM

Che devo fare? Dopo l’ennesima litigata con mio matito mi sento un pó persa e ho deciso di scrivere a voi.

Ci ho messo 6 mesi a sistemarmi in Myanmar per quanto riguarda la casa e creare una situazione protetta per mio figlio con una nanny di cui mi fido e mi piace. Peró il mio lavoro é proprio una schifezza e anche se cerco di convincermi che tanto porto a casa lo stipendio e ci serve, dall’altro lato penso che stó perdendo tempo e che mi annoio da morire davanti il computer. Lo so, la noia non sembra un problema enorme ma vi assicuro che porta con se disistima, mancanza di realizzazione e una sensazione di vuoto che non mi lascia mai.

Non mi va di tediarvi con i problemi che ho al lavoro ma é una situazione insostenibile. Non so nemmeno perché mi hanno offerto questo lavoro se poi bloccano ogni mia iniziativa e in aggiunta, non mi danno una direzione precisa su cui andare. Quindi, niente libertá e niente direttive…sono praticamente in un vicolo cieco.

Mio marito ha un contratto di 2 anni, ne ha fatti giá 1 e mezzo, e il suo lavoro gli piace un sacco. Peró mi dice che lui é mobile e io devo seguire le mie passioni e allora che faccio? Mi metto a cercare alla cieca fuori dal Myanmar e poi muovo famiglia e burrattini e gli faccio lasciare un lavoro che gli piace e bruciare i contatti con questa organizzazione? E si ricomincia tutto da un’altra parte…childcare, casa etc…mi viene la pelle d’oca solo a pensarci, é una responsabilitá troppo grossa. Peró ogni giorno, davanti alla mia scrivania mi verrebbe da piangere.

Che cavolo faccio?! Vi siete mai trovate in questa situazione?
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#2 User is offline   scatu 

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Posted 14 October 2010 - 06:34 AM

View Postmariav, on 14 October 2010 - 03:14 AM, said:

Che cavolo faccio?! Vi siete mai trovate in questa situazione?


Ma magari mi trovassi nella situazione di avere un lavoro e annoiarmi.

Capisco che ognuno di noi guarda il proprio orticello... ma in giro ci sono tante situazioni diverse dalla tua.

Quando ho lasciato Milano, ottobre 2004, lavoravo in banca, facevo un lavoro che mi piaceva, mi alzavo al mattino serena di andare a lavorare... certo con alti e bassi, come tutti del resto... perchè il lavoro ideale non esiste, come non esistono il capo ed i colleghi ideali... non so se mi spiego...
Per fartela breve ho lasciato Milano e mi sono trasferita a ZH per amore,senza pentimenti,convintissima, che con il mio cv la mia tenacia ecc ecc avrei trovato un lavoro... e invece? Niente.
Ho inviato centinaia di cv e ho solo fatto 5/6 colloqui. Nell'80% dei casi mi rispondevano che ero troppo qualificata.

Cara Maria, hai mai provato a trascorrere giorni interi, settimane e ancora settimane, aspettando di poter dimostrare la tua professionalità?
Cara Maria ti assicuro che mi piacerebbe proprio stare dietro la scrivania ed annoiarmi....
ma capisco anche il tuo punto di vista: siamo umani ed ognuno guarda il proprio orticello.

Relativamente a tuo marito, se fossi in te darei la precedenza a lui, nel lavoro...
suonano strane queste parole, in un'era in cui la donna proclama sempre piú la parità ecc ecc.
Penso peró che quando una donna non sia soddisfatta del lavoro, riesce cmq a trovare delle ragioni per andare avanti, un uomo no.
Quando un uomo non è soddisfatto del proprio lavoro, pianta grane, è nervoso, insomma è una bella gatta da pelare...
Non so, se la tua sia la fonte di reddito maggiore della famiglia, ma se cosí non fosse, pensaci bene, a muovere baracca e burattini... in fondo un lavoro ce l'hai e con i tempi che corrono non è poca cosa.
La vera felicità è la pace con se stessi e per averla non bisogna tradire la propria natura. (Mario Monicelli)
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#3 User is offline   mariav 

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Posted 14 October 2010 - 06:57 AM

[/quote]

Capisco che ognuno di noi guarda il proprio orticello... ma in giro ci sono tante situazioni diverse dalla tua.

[/quote]

E ci mancherebbe! Certo che lo so! Ma il discorso che tanta gente stá peggio di me funziona per un giorno e poi mi ritrovo sempre a che fare con la mia situazione e le cose che mi rendono insoddisfatta. Io sono partita da Londra dove avevo un lavoro bello e gratificante e ho deciso di partire da Londra per un progetto di famiglia, non professionale. Porteró anche a casa lo stipendio ma non stó dimostrando le mie capacitá professionali...anzi! É questo che mi da piú fastidio, é questo perdere tempo...

[/quote]

Cara Maria, hai mai provato a trascorrere giorni interi, settimane e ancora settimane, aspettando di poter dimostrare la tua professionalità?
Cara Maria ti assicuro che mi piacerebbe proprio stare dietro la scrivania ed annoiarmi....
ma capisco anche il tuo punto di vista: siamo umani ed ognuno guarda il proprio orticello.

[/quote]

Ma é chiaro che guardo la mia situazione!! E mi sembra anche giusto aspirare a ció che é meglio per noi...lo so che c'é la disoccupazione e tanta gente un lavoro non ce l'ha, ma non per questo bisogna rassegnarsi a fare qualcosa che non ci piace e ad appiattirsi giorno dopo giorno. É chiaro che se non ci fossero altre possibilitá e dal mio lavoro dipendesse il fatto che la mia famiglia mangia allora uno si adegua. Ma non credo di essere in quella situazione...quello che voglio dire é che altre possibilitá ci sono ma sono lontane.

Vabé, mentre mi rileggo mi rendo conto che non sono chiara neanche con me stessa e questo traspare...non so cosa voglio fare e vivere in un paese con poche possibilitá mi fa sentire in prigione. Dovrei concentrarmi sulla famiglia, come dici tu Scatu, ma basta per realizzarsi? Forse per un periodo limitato si...ma voi, come avete fatto a passare dal lavorare allo stare in casa? Quella urgenza di fare e realizzare e di "achievement" come l'avete placata? :huh:
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#4 User is offline   scatu 

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Posted 14 October 2010 - 07:13 AM

View Postmariav, on 14 October 2010 - 06:57 AM, said:

ma voi, come avete fatto a passare dal lavorare allo stare in casa? Quella urgenza di fare e realizzare e di "achievement" come l'avete placata? :huh:


All'inizio ero depressissima...
ma poi:
Ho preso il diploma del liceo socio psico pedagogico, in Italia, da privatista, per cui per un periodo ero alle prese con lo studio tedioso e tormentato :D
ora insegno privatamente italiano agli autoctoni... (qualche ora la settimana, tanto per scambiare due parole con qualcuno)

Lo scorso dicembre è nata mia figlia... vivo e respiro per lei! Ma anche questo ti sembra normale? E ancora per quanto potró continuare ad essere la sua ombra? G è troppo indipendente già a 9 mesi...!!!

Caratterialmente sono un istrice... per cui anche se soffro da morire la solitudine frequento SOLO le persone che mi piacciono veramente... :wub:

Maria.... siamo tutti nella stessa barca... ma tu hai scritto una cosa verissima...
prima di tutto bisogna fare chiarezza dentro se stessi... altrimenti niente puó arginare il caos che c'è in noi...
miiii... stamattina sono troppo pallosa!!! :P
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#5 Guest_fiordaliso_Invité

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Posted 14 October 2010 - 08:42 AM

Carissime tutte e due,

mi riconosco in entrambe .... :unsure:

Purtroppo ora son di corsa e non posso fare un lungo intervento. Confermo che non e' affatto facile trovare un proprio posto in un Paese in cui ci si e' spostati per il lavoro del marito. E a volte si puo' cadere in una terribile depressione (se leggeste TUTTI i miei post, anche quelli iniziali scritti sotto un altro pseudonimo :blush: ), soprattutto se a questo si aggiungono altri tipi di problemi (figli, proprie caratteristiche personali che non 'legano' con l'ambiente, caratteristiche del marito, ecc., ecc....).

Il mio consiglio?? Maria, vai avanti fin che puoi. Quando non ce la farai proprio ma proprio piu', lascia il tuo lavoro senza rimpianti. Essere TU il punto di riferimento dei tuoi bambini e non la nanny ti dara' molte ma molte piu' soddisfazioni che stare ad annoiarti davanti a uno stupido computer :angry: Almeno cosi' e' come la vedo io :blush: :rolleyes:

Coraggio e facci sapere!!!
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#6 User is offline   Camilla 

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Posted 14 October 2010 - 09:54 AM

Maria Maria, vorrei tanto dire "come ti capisco", e invece non posso, visto che purtroppo se io non lavorassi ti dovrei scrivere questo messaggio da sotto un ponte.

Detto questo, capisco invece benissimo le tue ansie, e i tuoi dilemmi, e quel che ti posso dire e' che non li risolverai mai del tutto. Quindi tanto vale imparare a conviverci. Ho una collega, che sta diventando anche una cara amica, che ha fatto la scelta da te paventata: lei in Olanda, lui nei Balcani, tutti e due alti funzionari con tanti bei dollaroni e non disposti al downshifting per stare vicini ma... ora c'e' un figlio che a tratti non riconosce il padre e non ne capisce la lingua, c'e' una nanny che viene invocata al posto della mamma di notte quando il figlio sta male... una sberla da far girare la testa per i due genitori che ora stanno pensando come correre ai ripari, qualche mese di conge' sans solde da una parte, la rinuncia a qualche avanzamento di carriera dall'altra... ma non e' facile.

Come non e' facile pensare per una persona col tuo vissuto decidere di stare a casa, di fare la "mamma a tempo pieno" - ma sta roba della mamma a tempo pieno mi fa arrabbiare, e che siamo noi che lavoriamo, mamme part-time? - con l'incubo di doverti riempire la vita di giardinetti, the, volontariato, corsi di origami e cosi' via... Ci sono donne fantastiche che hanno deciso di stare a casa, davanti alle quali mi inchino e mi tolgo il cappello, ma qui si entra nel carattere e nella personalita' di ognuna, e io ho sempre in mente l'ammonimento di mia madre, felice impiegata delle poste che nel 1960 lascio' il lavoro quando si sposo' perche' allora si faceva cosi': "spendi piuttosto tutto quel che guadagni per baby sitter e signora delle pulizie, ma tu non sei fatta per stare a casa".

Detto questo, vorrei fare i complimenti a scatu per quella bella e verissima cosa che ha detto sulle donne che stanno a casa - alla fine in un modo o nell'altro se lo fanno piacere - e sugli uomini che se insoddisfatti del lavoro diventano una palla al piede. Poco politically correct, poco femminista di maniera, ma molto vero.

E come a fiordaliso anche a me la parola nanny fa orrore, mi ricorda sempre la bambina malata che di notte caccia la mamma e cerca la nanny. Ti fara' ridere detto da una madre indegna che scarica suo figlio all'asilo alle 7:30 di mattina e lo fa riprendere da una baby sitter alle 18:00 per arrivare a casa alle 19:00, tutti i santi giorni della settimana, ma una nanny mai e poi mai. L'asilo e' impersonale, io resto la mamma, ma la nanny veramente puo' diventare un surrogato di mamma. Naturalmente parlo senza sapere che cosa offre Myanmar in termini di asilo, immagino ben poco. Ma prendila come una considerazione molto generale.

Un abbraccio fortissimo e credimi, a noi madri di questo millennio i sensi di colpa non ci abbandoneranno mai, lavoro o casa che scegliamo. Come diceva Moni Ovadia nel suo sketch sulla yiddish-mame: "i nostri sono i figli del senso di colpa".
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#7 User is offline   Lisa 

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Posted 14 October 2010 - 11:46 AM

MMMMMMMM..........
vediamo maria se posso aiutarti in qualche modo...magari a fare chiarezza.
Allora attualmente non sei soddisfatta del tuo lavoro perchè in un certo senso non ti senti realizzata.
A quanto pare per te i riconoscimenti lavorativi, la "carriera" (passami il termine) sono importanti, nel senso che ti danno quel senso di autostima che ora ti manca, danno un senso alla tua esistenza.
Dici infatti (logicamente direi) che stare a casa dal lavoro per fare solo la mamma non ti gratificherebbe.

Tuo marito è disposo a seguirti, giusto?
Qualcosa ti frena, che cosa? <_<
Le responsabilità di muovere una famiglia....comprensibile.

Ti chiedo solo una cosa: come ti sentiresti se riuscissi a muovere davvero la tua famiglia per raggiungere quegli obbiettivi che sono quasi vitali per la tua esistenza( senso di felicità e appagamento....)?
Egoista, irresponsabile o vittoriosa e appagata?

A volte la paura della paura :blink: ci blocca ma se riusciamo solo solo a guardarla bene negli occhi........ :D :D
magari è un Eden!!!!
Lisaexpat
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#8 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 14 October 2010 - 12:25 PM

Arrivo anch'io a dire la mia, anche se avete già messo tanta di quella carne al fuoco che mi verrebbe voglia di commentare ogni singola considerazione - ma mi tratterrò :rolleyes: :rolleyes:

Al di là del fatto che ci sono situazioni, come ben dice Camilla, nelle quali non ci è data scelta, o lavoriamo o non mangiamo, io credo che l'insoddisfazione di Maria sia più che lecita, e non sono d'accordo con scatu quando dice che è meglio un lavoro in cui ti annoi dalla mattina alla sera che stare a casa. Mi dispiace anche tanto che questo "stare a casa" venga sempre presentato con una connotazione negativa, perchè vi assicuro, io "sto a casa" da tanti anni, ma ho fatto tante e tali cose, da far impallidire chi ha avanzato nella sua carriera pagata. E sono molto felice.

Credo che sia giusto Maria che tu ambisca a qualcosa di meglio, perchè lavorare in un ambiente che invece di valorizzarci aumenta la nostra frustrazione è negativo sotto tutti gli aspetti: per il nostro amor proprio, per l'equilibrio famigliare, di coppia e personale, e per lo scotto che l'esperienza può lasciare e che viene a galla quando si intraprendono nuovi percorsi professionali.

Però è pur vero - e te lo dici da te - che non di solo lavoro si compone la nostra serenità, e che anche il fatto di essere riuscita a creare una situazione stabile per la tua famiglia e soprattutto per tuo figlio ha la sua grande importanza.

A questo punto a me verrebbe da dire: perchè non cerchi un compromesso? Il compromesso potrebbe essere ad esempio con te stessa: accetti di continuare a lavorare lì perchè sei felice che tuo marito sia felice sul lavoro (con tutto quello che ne consegue di buono anche sull'atmosfera in famiglia) ma provi a lavorare su te stessa per cambiare il tuo coinvolgimento sul lavoro (es: fai spallucce, non stressarti, se non ti danno carta bianca stai al pc e invece di frustrarti - ad esempio :whistling: :whistling: - scrivi un articolo per Expatclic :sorcerer:, o usi il tuo tempo per mandare in giro curriculum per il futuro, etc.

Un altro compromesso potrebbe essere che chiedi a tuo marito di non rinnovare il suo contratto, e tra sei mesi vi rimettete in pista (cioè, tu cominci a metterti in pista anche prima, per essere pronta tra sei mesi).

Se invece questa cosa di cambiare (e soprattutto di sentirti la responsabile del cambiamento) ti fa proprio orrore, prova a pensare ad altri scenari: lasciare il lavoro lì? Senza questo tuo stipendio la qualità di vita cambierebbe molto? Immagino che altri lavori in loco non si trovino se no ci avresti già pensato, ma se lo stipendio non è la condizione fondamentale, perchè non provare a guardare a questo "stare a casa" come a un'opportunità invece che un sacrificio? Magari farti un corso di studi, o mettere in piedi qualcosa di tuo, un'attività personale, o cercare delle collaborazioni a distanza - lo so, è difficilissimo in questo momento e quanta gente ci farebbe la firma, ma a volte Maria basta l'entusiasmo e la voglia di crederci, e possono succedere cose inaspettate :rolleyes: :rolleyes:

Devo lasciarvi, mi chiamano, ma tornerò... questo è un argomento appassionante :sorcerer:

Claudiaexpat
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#9 User is offline   Camilla 

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Posted 14 October 2010 - 12:54 PM

Claudia, quello di mettersi a fare il free-lance e' un super buonissimo consiglio, e ti dico anche perche'.

Una mia amica, che faceva piu' o meno il lavoro di Maria prima in development NGOs e poi per UN (se ho capito cosa fa Maria), ad un certo punto incontra l'uomo della sua vita, decide di farci un figlio e per amore si trasferisce in un paese "sviluppato" dove era molto difficile per lei fare il suo lavoro. Allora prende un master, fa un figlio, poi un altro e intanto fa qualche freelanceata, in cui parte per missioni di circa tre settimane, un periodo in cui riesce ad organizzare i pupi con papa' e nonni vari. Anche se il lavoro del marito non farebbe mancare nulla alla famiglia, e' gratificante per lei avere un conto in banca autonomo, staccarsi dalla routine per qualche settimana e rinfrescare il suo CV. Ora e' tornata ad abitare con la famiglia in un paese in via di sviluppo e sta cercando lavoro in un ambiente piu' consono alla sua professionalita', e le freelanceate e il master hanno il loro peso, visto che altrimenti una donna di quaranta e passa anni che sia stata ferma per 5 anni in questo mondo un po' cosi' non farebbe una bella impressione (naturalmente non condivido questa mia ultima affermazione ma purtroppo cosi' va il mondo).

Fine della storiella edificante, giuro che e' vera, anche perche' questa amica mi ha consigliato questo sito (mi chiedo perche' non sia iscritta...).
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#10 User is offline   selena 

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Posted 14 October 2010 - 02:08 PM

racconto la mia...

me ne vengo in spagna nel 2004, con l'idea solo di migliorare lo spagnolo, ma conosco il classico uomo, e decido di fermarmi, accettando, perché troppo istruita, lavori non adatti a me, ma che aiutano l'economia familiare...quando proprio non ce la faccio piú di un lavoro riesco comunque a cambiare, ma siccome son straniera, e troppo istruita, devo sempre adattarmi e accettare quel che viene.
poi ci trasferiamo da mallorca in andalucia, dove lavoro sembra non essercene troppo, ed io che giá a mallorca ero troppo istruita qui divento una specie di genio che non riesce neanche a trovare uno straccio di lavoro malpagato, e neanche viene accettata dai corsi sovvenzionati dalla regione, perché il mio titolo di studi é troppo alto, e allora mi devo arrangiare, perché comunque saró un genio ma non son ricca!!!

ora ho un bimbo di quasi 5 mesi, ricevo la famosa ayuda social, soldini che passa il governo a quelli come me che non trovano lavoro e non hanno disoccupazione, e posso averla ancora per un anno. e poi che faccio????
troppo istruita, madre, straniera (ora ha il suo peso essere stranieri in spagna, purtroppo...), senza aver lavorato per almeno un anno...e che faccio? che lavoro cerco? chi mi prende? di mettermi freelance neanche l'idea, le spese son troppo alte, e ultimamente qui bisogna pensare davvero bene al lavoro che potrebbe dare una spinta verso un buon stipendio invece che verso la disoccupazione...

insomma, ho accettato lavori malpagati, noiosi, stressanti, e dopo tanti anni vedo che la mia laurea non vale niente, che anzi mi crea problemi, che i lavori accettati son comunque un punto a sfavore perché comunque son troppi e quindi anche li ho troppa esperienza...e son donna!!!

caspita, ora non mi deprimo, non ho il tempo per farlo, ma fra un anno spero di aver avuto un'idea geniale per la mia "carriera"!!!
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#11 User is offline   selena 

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Posted 14 October 2010 - 02:13 PM

ahh, non prendete il mio post come uno sfogo, solo che ancora non riesco a capire perché le donne devono scendere sempre a compromessi e farsi mille paranoie per ogni loro scelta, e gli uomini, invece, possano continuare a far la loro vita senza neanche sensi di colpa... :o
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#12 User is offline   scatu 

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Posted 14 October 2010 - 03:06 PM

View PostClaudiaexpat, on 14 October 2010 - 12:25 PM, said:

[color="#0000FF"] e non sono d'accordo con scatu quando dice che è meglio un lavoro in cui ti annoi dalla mattina alla sera che stare a casa.


Claudia,

Maria non parla di un lavoro dove si annoia dalla mattina alla sera. Ma di un lavoro dove bocciano i suoi progetti, per cui si trova in un vicolo cieco...

Ma tutti i lavori sono sempre stimolanti, galvanizzanti, ben retribuiti, soddisfacenti??? Ragazze, la perfezione non esiste...

Relativamente allo stare a casa, in questi 6 anni, non me ne sono stata con le mani in mano. Ma tutto quello che ruota intorno alla "carriera" mi manca terribilmente...

Per Camilla, stai tranquilla, i tuoi bambini da grandi apprezzeranno i sacrifici che hai fatto in tutti questi anni, ne sono certa.

This post has been edited by scatu: 14 October 2010 - 03:07 PM

La vera felicità è la pace con se stessi e per averla non bisogna tradire la propria natura. (Mario Monicelli)
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#13 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 14 October 2010 - 03:43 PM

Quote

Claudia,

Maria non parla di un lavoro dove si annoia dalla mattina alla sera. Ma di un lavoro dove bocciano i suoi progetti, per cui si trova in un vicolo cieco...


Appunto Scatu :sorcerer:
Proprio perchè è un lavoro che l'avvilisce non mi trovo molto d'accordo sul fatto di - potendo, si intende - restarci attaccata solo perchè è un lavoro e ci sono al mondo molte persone che si segnerebbero coi gomiti per averne uno. E' il concetto di "lavoro per realizzarsi" che non digerisco, capisci? Ho visto donne passare intere giornate a far di conto in un cubicolo di due metri per tre solo perchè in questo modo sentivano che "stavano lavorando" e dunque si sentivano realizzate. Io non mi riconosco in questa figura, ed è quello che tentavo di comunicare. Se si può, ripeto, perchè poi (come ho spiegato nel mio commento) sarà Maria a valutare se ci sta dentro coi numeri in mancanza del suo stipendio, perchè non aspirare a qualcosa di più? Che comprende anche altre idee e altre strade, eventualmente :rolleyes: :rolleyes:

Claudiaexpat
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#14 User is offline   pinguino 

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Posted 14 October 2010 - 06:14 PM

Non ho molti consigli da dare a Maria, a parte che l'idea del mettersi in proprio non è male.
Per quanto riguarda la discussione tra scatu e Claudia io vedo in entrambi i punti di vista qualcosa che comprendo. Per dire ho visto tante donne, praticamente tutto il reparto siemens, il reparto di sole donne che lavorano non in cubicoli ma che facevano anche meno che far di conto. Ecco non so cosa pensassero ma si vedeva che lo facevano piu' per uscire di casa che per soddisfazione personale, il loro rito del caffè e del pranzo insieme, dello spettegolezzo sfrenato (guai a mettersi contro una di loro, si scatenava il branco!!) rendeva le loro vite piu' complete..almeno mi è sembrato.
Detto questo è vero che ci sono donne che hanno bisogno di piu', come dici tu Claudia, ma non tutte le donne sono uguali :wub:

This post has been edited by pinguino: 14 October 2010 - 06:15 PM

Annalia
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#15 User is offline   mariav 

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Posted 15 October 2010 - 02:56 AM

Grazie a tutte, mi avete dato molti spunti di riflessione.

Vorrei chiarire un paio di punti peró. Non lavoro per le UN. Io e mio marito lavoriamo per una ONG (e ci lavoriamo da un bel pó, ci siamo conosciuti cosí) che anche se é di una professionalitá unica ha la filosofia della motivazione dei suoi dipendenti e quindi offre stipendi molto bassi. Per intenderci, guadagno meno di quando ho fatto il mio primo lavoro...anni e anni fa. Perché lavoriamo per loro? Perché ci identifichiamo con i principi alla base dei suoi progetti e ci sentiamo fieri di far parte di questo movimento.

Detto questo, se io mi dimetto, riusciamo a mangiare ma se accadesse qualcosa a casa e dovessimo prendere un volo all'improvviso, saremmo in difficoltá. Questa cosa é giá successa, infatti a Novembre mio marito parte per casa perché suo papá si deve operare al cuore :( . Ma questo é un altro topic.

Mio marito in passato mi ha sostenuta e non condivido il fatto che devo essere io a sacrificarmi sempre in quanto donna perché in questo caso mi sembra solo giusto che ora tocchi a me. A Londra ho fatto un master e lui ha fatto un lavoro che gli faceva letteralmente schifo ma non si poteva permettere di lasciarlo perché io non guadagnavo quindi, mi sento alla pari in quel senso.

Questo lavoro per lui é importante (anche se sottopagato) perché gli stá dando un'esperienza lavorativa unica. E probabilmente questo é il motivo principale per cui non me la sento di chiedergli di partire.
Questa notte mi sono fatta un'altro pianto e forse stamattina ho le idee un pochino piú chiare...provo a spiegare.

Claudia, non volevo assolutamente dire che stare in casa vale meno che lavorare. E infatti per me é una grande debolezza il fatto che non sono mai riuscita veramente a crearmi un interesse ch potessi coltivare al di fuori del lavoro. Ammiro da morire persone creative...per esempio c'é qui un'australiana che é venuta con il marito e stava a casa. Bé, ha messo su un'attivitá per bambini di strada e fa delle cose meravigliose...tutto lei e da casa! Ma chi é piú realizzata di lei? E chi scrive? Come te immagino Claudia. Io ritengo queste attivitá generate da uno spirito di iniziativa fuori dal comune estremamente lodevoli. Condidero una mia limitazione non riuscire a vedere il "come" realizzarmi se non lavoro.

Il mio lavoro: le mie iniziative vengono bocciate e mi annoio dalla mattina alla sera. Potrei cercarmi un altro lavoro localmente ma c'é anche la questione di volere un altro bimbo e non mi sembrava giusto imbarcarmi in qualcosa di nuovo proprio adesso. Poi, ora lavoro come epidemiologa e qui ci sarebbero possibilitá solo come project coordinator che potrei fare ma perderei l'epidemiologia che é la direzione dove veramente voglio andare e che mi interessa di piú.

Quindi, freelance...mi sembra una buona idea. Questo é quello che ho fatto ieri. Ho scritto all'ufficio inglese che supporta questo progetto e ho detto alla mia counterpart che mi stó annoiando e se la missione in Myanmar non ha bisogno di un'epidemiologa forse altre missioni ne avrebbero bisogno e per favore, posso fare delle analisi e dei lavori da qui? Mi ha risposto dicendo che sono "loud and clear" e cercherá di aiutarmi. Questo, all'interno della mia organizzazione.
Poi, ho scritto al mio boss precedente (del mio lavoro a Londra) e mi sono offerta di lavorare da qui (non pagata ovviamente). Gli ho detto: ho internet, il pacchetto statistico e tempo...dammi qualcosa da fare. Mi ha risposto che era contento della mia offerta e che avrebbe pensato a qualcosa.

Quindi questo é il mio progetto (se ci riesco): rimanere al mio posto fino a fine Aprile e cercare, come ha detto Claudia, di fare spallucce e fare cose utili per me. Ad Aprile non rinnovo il contratto e magari, mi cerco delle consulenze.

Mio marito ha firmato per 2 anni quindi andare via a Maggio del prossimo anno significa dimettersi e non credo sia una bella mossa per lui.

Un ultimo commento per Camilla. Il mio bimbo ancora non chiama la nanny durante la notte...altrimenti credo che mi prenderebbe un infarto :( . Io cerco tutti i giorni di tornare a casa a pranzo e alle 6 massimo torno a casa. L'asilo per bimbi cosí piccoli ce n'é uno solo e li tengono solo fino alle 11:30 del mattino quindi, la nanny lo va a prendere e poi passa la giornata con lei. Fino a 3 anni qui funziona cosí. E hai proprio ragione...siamo i figli dei sensi di colpa. Da quando c'é lui sento i sensi di colpa come un'entitá costante nella mia vita e credo che non mi lascerá mai. Ma di questo é certo, io dalla mia famiglia non mi allontano :wub:.

Grazie a tutte, qui l'unico con cui mi sfogo é mio marito e vi asicuro che non é salutare...é cosí bello "parlare" con voi, fantastiche interlocutrici!
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#16 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 15 October 2010 - 07:03 AM

Carissima,
ti sento più determinata e mi fa moltissimo piacere.
La tua situazione mi è molto chiara, anche noi lavoriamo da anni in ambito umanitario e conosco i meccanismi del settore e anche le influenze che hanno sulla vita di coppia, sul ritmo delle decisioni, sugli equilibri negli spostamenti...

Volevo solo chiarire una cosa, anche per le altre che partecipano a questa discussione: io non deprezzo la donna che si sente realizzata nel lavoro, anzi! E non volevo neanche bacchettare chi non se la sente di stare a casa. So che ognuno sceglie (quando può) in base a una miriade di ragioni, esperienze e vissuti, che sono del tutto personali. E' proprio nel confrontare questi vissuti che troviamo nuovi spunti.

L'unica cosa che volevo dire nel mio primo intervento è che mi sembrava di aver sentito nelle parole di Scatu un velato rimprovero al fatto che Maria si "lamentava" per la qualità del suo lavoro. E volevo quindi dire che in realtà ha tutte le ragioni ad aspirare a qualcosa di più. Magari ho travisato io... E comunque Scatu capisco perfettamente la tua frustrazione davanti al non trovare lavoro così a lungo. Io non l'ho mai cercato sistematicamente, e ho sempre tentato di ritagliarmi nicchie un po' alternative, ma immagino che per chi cerca con passione e non trova mai niente, la frustrazione deve raggiungere livelli altissimi :unsure:

Comunque ragazze, vi metto il link allo speciale Carriera in espatrio, magari qualche spunto vien fuori anche dai vari articoli proposti :rolleyes: :rolleyes:

Buona giornata a tutte :sorcerer:

Claudiaexpat
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#17 User is offline   mariav 

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Posted 15 October 2010 - 07:55 AM

Claudia,

ho letto, tra gli altri articoli, il tuo racconto su come hai vissuto la carriera in espatrio e posso dire...wow!!! Sei una forza della natura! Una vera ispirazione per me che sono partita con la famiglia per la prima volta e ho il lamento facile...davvero, mi hai dato una botta di incoraggiamento a cercare di vedere le cose in maniera piú ampia, dall'alto direi! E con un obiettivo.

Non so se sono piú determinata, é vero che la mattina sono piú motivata e la sera il peso della giornata inutile si fa sentire.

Domani si parte per una settimana di vacanze (molto desiderate!) e al mio ritorno chi lo sa? Magari arriveranno progetti interessanti. Grazie di cuore
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#18 User is offline   Camilla 

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Posted 15 October 2010 - 08:37 AM

Pero' ragazze voi mi nascondete qualcosa ;) . Maria ieri ci scrive dall'orlo del baratro e oggi ci racconta di aver gia' attivato contatti con Tizio e Caio per dare una svolta alla sua vita professionale e che questi si sono pure gia' attivati, e hanno coinvolto anche Sempronio. La Fiordaliso a due giorni dal primo nerissimo post non solo si e' asciugata le lacrime, e ha aperto le porte al mondo, ma ha pure organizzato un pigiama party per 20 diavolini scatenati e le loro algide mammine.

Mbe', ma basta aprire un thread su expatclic per risolvere tutti i problemi dell vita? Pare di si'... (Claudia, poi ti mando la fattura :rolleyes: ).

Io come vi ho detto non sono ancora pronta ad aprire un thread, anche perche' la mia religione me lo impedisce, ma fatemi almeno gli inboccaallupo che oggi alle 3 finalmente riusciro' ad incontrare quella che e' ormai l'ombra lunga e cattiva dell'uomo che ho sposato cinque anni fa davanti ad un avvocato e cercheremo di convincerlo a darci almeno il permesso di trasferirci di 60 km per rendere un pochino piu' facile la mia vita di mamma del figlio dei sensi di colpa. :(
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#19 Guest_Fiordaliso_Invité

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Posted 15 October 2010 - 09:04 AM

View PostCamilla, on 15 October 2010 - 08:37 AM, said:

Pero' ragazze voi mi nascondete qualcosa ;) . Maria ieri ci scrive dall'orlo del baratro e oggi ci racconta di aver gia' attivato contatti con Tizio e Caio per dare una svolta alla sua vita professionale e che questi si sono pure gia' attivati, e hanno coinvolto anche Sempronio. La Fiordaliso a due giorni dal primo nerissimo post non solo si e' asciugata le lacrime, e ha aperto le porte al mondo, ma ha pure organizzato un pigiama party per 20 diavolini scatenati e le loro algide mammine.

Mbe', ma basta aprire un thread su expatclic per risolvere tutti i problemi dell vita? Pare di si'... (Claudia, poi ti mando la fattura :rolleyes: ).

Io come vi ho detto non sono ancora pronta ad aprire un thread, anche perche' la mia religione me lo impedisce, ma fatemi almeno gli inboccaallupo che oggi alle 3 finalmente riusciro' ad incontrare quella che e' ormai l'ombra lunga e cattiva dell'uomo che ho sposato cinque anni fa davanti ad un avvocato e cercheremo di convincerlo a darci almeno il permesso di trasferirci di 60 km per rendere un pochino piu' facile la mia vita di mamma del figlio dei sensi di colpa. :(



Innanzitto Camilla UN GRANDE IN BOCCA AL LUPO DAVVERO PER L'INCONTRO DI OGGI :clover: :clover: :clover:

Poi per risponderti se davvero basta aprire un thread per cambiare la nostra vita, beh, certo forse questo e' solo cio' che appare da fuori. Dentro di noi e' una grande lotta, quotidiana, spesso maggiore di come la potremmo vivere in patria circondate da famiglia, amici e famililiarita' coi luoghi.

Ed e' proprio per questo che e' nato Expatclic, per chi ne ha capito lo spirito che lo anima. Io non potro' mai ringraziare abbastanza la fondatrice che ha avuto questa splendida idea e tutte coloro che grazie a un altissimo livello di sensibilita', intelligenza e di apertura vengono a tendere la mano a chi e' in difficolta'. Che poi si tratta solo parole e scritte per giunta :rolleyes: ! Eppure dialogare con chi si trova nella nostra stessa situazione di 'giramondo' per scelta, ci aiuta a chiarire le nostre idee. Noi siamo esseri in continua evoluzione (soprattutto noi donne?). Mio marito e' spesso limitato quando si tratta di seguire il turbinio dei miei pensieri e del mio spirito.

Qui posso confrontarmi con donne intelligenti che sanno prendere la vita di petto, mi danno 'una mano' a tirar fuori quella parte di me che a volte si eclissa ma c'e'. C'e' in tutte noi Expat, noi siam coraggiose di mestiere e per questo poi in qualche modo ce la facciamo :wub: :wub: E l'unione si sa, lo sanno tutti, fa la forza ... :rolleyes:

Per Maria: Well done e buone vacanze! :cool:
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#20 User is offline   mariav 

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Posted 15 October 2010 - 09:17 AM

Camilla, bocca al lupo...incroceró le dita per te. Ho seguito i tuoi interventi e devo dire che mi piacciono sempre tanto...sempre un pochino sul limite ma proprio per questo stimolanti davvero. Hai tutta la mia ammirazione di donna espatriata e mamma da sola (senza marito)...non é da tutte credimi!

Io non credo di aver risolto niente e questo ottimismo di oggi riflette il fatto che ho alti e bassi tangibili...non si sa mai se rideró o piangeró, ma é certo che mettere le mie idee nero su bianco e sentire le opinioni di altre persone come te che non mi conoscono da anni o di persona...bé, aiuta! É un pó come parlare con lo psicologo che a volte é meglio che con l'amico o la mamma che ti danno solo una pacca sulla spalle (ma anche quella ci vuole eh!!!! :( )

Fiordaliso...dai, vedrai che ce la faremo a uscire da questo guscio, tu sociale e io lavorativo...ma per entrambe emotivo. Ci aggiorniamo tra una decina di giorni, quando torno! Buon week-end a tutte!
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#21 User is offline   Silviaex 

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Posted 15 October 2010 - 10:01 AM

Ragazze, siete tutte delle grandi forze della Natura !!!!
E' un piacere ricevere i vostri pensieri e le vostre riflessioni, expatclic voleva del resto essere anche un pò questo, il raccoglitore di queste emozioni che ci regala l'espatrio.
Forza e coraggio, allora, non solo Laura, Maria e Camilla Posted Image ma tutte voi/noi donne expat coraggiosissime e alla riscossa!
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#22 Guest_vale8_Invité

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Posted 15 October 2010 - 12:09 PM

interessantissimo sto post, soprattutto per me che in sto periodo (ma quas sempre a dir il vero) rimugino su questi temi...Ora ho pochissimo tempo, al risposta ovviamente è realizzarsi, il punto è: come? E per capire questo ci vuol un grande lavoro interiore di consapevolezza e crescita personali (e son pronta a scommettere che il 99% dei supermanager non posseggono, ma questa è un'altra storia...).
Mi riprometto di ripassare, intanto Camilla un grandissimo in bocca al lupo!
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#23 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 16 October 2010 - 03:49 PM

ragazze bello questo post e cosi attuale almeno per me che lotto con i sensi di colpa e i tentativi di ricostruire qualcosa piu' che mai in questo momento.... motivo per cui expatclic e' passato un po' in cavalleria e mi connetto veramente nei buchi.
Certo non e' facile gestire tutto, espatriazione, lavoro, figli, coppia, un bel gioco degli incastri perche' tutto funzioni, perche' tutti abbiano il sorriso e per andare a letto ogni sera contente e soddisfatte di cio' che facciamo dentro e fuori da casa!
Io mi ritrovo di nuovo per la seconda volta a ricominciare da capo, e a farlo con l'entusiasmo e la forza che fortunatamente mi contraddistinguono (non per autolodarmi..., ma me ne rendo conto) e questa seconda volta ho il vantaggio di avere dei figli piu grandi, un po' piu' semplice per la gestione quotidiana,ma comunque sempre da salti mortali.
Pero' e' importante lavorare su un progetto mio, io che sono stata dall'inizio sempre disposta a seguire mio marito,pur rendendomi conto che un angolino mio dovevo ritagliarmelo, non tanto per utilizzare "il pezzo di carta" guadagnato con i miei studi, tanto per sorridere a me stessa e vedere che in fondo sono capace di costruire progetti interessanti.
Comunque anche se con il sorriso vi assicuro che ogni notte vado a letto con i sensi di colpa, soprattutto nei confronti delle mie ragazze, ma poi mi dico anche che forse li avrei comunque anche se fossi a casa e dedita a loro al 100 per 100!!!
Seguite le vostra aspirazioni e costruite i vostri progetti, vi assicuro che se uno vuole tutto e' compatibile con una vita famigliare e che alla fine i vostri figli saranno felici anche di stare con una baby sitter e di vedere che non siete disponibili per ogni capriccio!!
Giuliettaexpat
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#24 User is offline   Aleexpat 

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Posted 17 October 2010 - 12:41 AM

Quote

Mbe', ma basta aprire un thread su expatclic per risolvere tutti i problemi dell vita? Pare di si'... (Claudia, poi ti mando la fattura ).


Caspita, Camilla, dici che Expatclic inizia a fare anche i miracoli……..iupppiii!!!!! :rolleyes:
No, che non li facciamo, ma condividere i momenti di frustrazione e malumore credo che aiuti molto, soprattutto se dall’altra parte ci sono persone che condividono con noi gli stessi malumori o hanno attraversato e attraversano fasi dell’espatrio molto simili.
E’ interessante leggere tutti i vostri interventi, mi riportano un po’ indietro negli anni, quando in Olanda, nel mio primo paese di espatrio, tutto mi sembrava un ostacolo da superare. Perchè, quando, come nel mio caso, si parte “al seguito” tutto cambia: si perde l'indipendenza economica per cui ci si è tanto battute, si perde l'indipendenza sociale (lui ha ufficio, amici e colleghi e tu?), e quella "fisica"...ti ritrovi con un bambino che all'inizio non fa altro che starti attaccato tutto il giorno (e la notte!).

La realizzazione personale passa necessarimente attraverso corde molto sottili che vanno dalla soddisfazione professionale, a quella dell'essere moglie, mamma, ma soprattutto "noi". In espatrio si “gioca sempre fuori casa” e le difficoltà aumentano, spesso è necessaria una forte dose di pazienza, creatività, costanza e chi piu' ne ha piu' ne metta. L’importante pero’ è non dimenticare il “pezzo di carta” che magari chiudiamo per un po’ nel cassetto, ma ci ricorda sempre quelle che erano e restano le nostre aspirazioni.

Ragazze, non mollate e venite qui a parlarne, al primo miracolo...correte a dircelo, eh!!!! ;)
Aleexpat
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#25 User is offline   gaia74 

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Posted 30 October 2010 - 09:00 PM

View PostAleexpat, on 17 October 2010 - 12:41 AM, said:

...Perchè, quando, come nel mio caso, si parte “al seguito” tutto cambia: si perde l'indipendenza economica per cui ci si è tanto battute, si perde l'indipendenza sociale (lui ha ufficio, amici e colleghi e tu?), e quella "fisica"...ti ritrovi con un bambino che all'inizio non fa altro che starti attaccato tutto il giorno (e la notte!).

La realizzazione personale passa necessarimente attraverso corde molto sottili che vanno dalla soddisfazione professionale, a quella dell'essere moglie, mamma, ma soprattutto "noi". In espatrio si “gioca sempre fuori casa” e le difficoltà aumentano, spesso è necessaria una forte dose di pazienza, creatività, costanza e chi piu' ne ha piu' ne metta. L’importante pero’ è non dimenticare il “pezzo di carta” che magari chiudiamo per un po’ nel cassetto, ma ci ricorda sempre quelle che erano e restano le nostre aspirazioni.

...


Che dire, questo post capita a fagiolo, davvero!
Mi avete dato un sacco di spunti di riflessione, ho trovato tantissime frasi che riassumono molto meglio di quanto io abbia saputo esprimere la situazione attuale....
Spero davvero di trovare una mia "via d'uscita" personale, di trovare la via per coniugare al meglio la mia serenità con quella famigliare. Prima devo vagliare bene alcune possibilità, ma nel mio caso non credo ci vorranno 2 giorni!!! :rolleyes:

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#26 User is offline   mariav 

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Posted 01 November 2010 - 05:12 AM

Ciao a tutte,

mi rifaccio viva per dirvi che non ci vogliono due giorni anzi!!!! A volte uno bussa a delle porte che si aprono appena e poi si richiudono e poi magari, qualcosa succede inaspettatamente. Insomma, il mio ex capo, dopo avermi detto quanto era contento che ero disponibile non si é fatto piú sentire e neanche dall'altra parte é successo niente.

Comunque, le acque si sono smosse altrove e quindi da oggi sono ufficialmente molto impegnata. Non grazie alla mia capa che non credo abbia idea di cosa faccio. Comunque, vediamo. Non voglio gioire prima del tempo. Poi, Venerdí sera ho lasciato su un taxi il nostro laptop personale con tutti i dati, foto e udite udite, il backup era nella stessa borsa...abbiamo perso tutto. Mi sento come se mi mancasse un pezzo di me.

Vi faró sapere quanto ci metto a riprendermi. Baci!
0

#27 Guest_fiordaliso_Invité

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Posted 01 November 2010 - 09:26 AM

View Postmariav, on 01 November 2010 - 05:12 AM, said:

Ciao a tutte,

mi rifaccio viva per dirvi che non ci vogliono due giorni anzi!!!! A volte uno bussa a delle porte che si aprono appena e poi si richiudono e poi magari, qualcosa succede inaspettatamente. Insomma, il mio ex capo, dopo avermi detto quanto era contento che ero disponibile non si é fatto piú sentire e neanche dall'altra parte é successo niente.

Comunque, le acque si sono smosse altrove e quindi da oggi sono ufficialmente molto impegnata. Non grazie alla mia capa che non credo abbia idea di cosa faccio. Comunque, vediamo. Non voglio gioire prima del tempo. Poi, Venerdí sera ho lasciato su un taxi il nostro laptop personale con tutti i dati, foto e udite udite, il backup era nella stessa borsa...abbiamo perso tutto. Mi sento come se mi mancasse un pezzo di me.

Vi faró sapere quanto ci metto a riprendermi. Baci!


Quanto mi dispiace :w00t: :w00t:

Quanta pazienza che ci vuole nella vita ... Ti abbraccio forte forte,

Laura
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#28 User is offline   Camilla 

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Posted 01 November 2010 - 12:25 PM

[quote name='fiordaliso' date='01 November 2010 - 10:26 AM' timestamp='1288603578' post='116307']
[quote name='mariav' date='01 November 2010 - 05:12 AM' timestamp='1288588338' post='116298']
Ciao a tutte,

mi rifaccio viva per dirvi che non ci vogliono due giorni anzi!!!! A volte uno bussa a delle porte che si aprono appena e poi si richiudono e poi magari, qualcosa succede inaspettatamente. Insomma, il mio ex capo, dopo avermi detto quanto era contento che ero disponibile non si é fatto piú sentire e neanche dall'altra parte é successo niente.

Comunque, le acque si sono smosse altrove e quindi da oggi sono ufficialmente molto impegnata. Non grazie alla mia capa che non credo abbia idea di cosa faccio. Comunque, vediamo. Non voglio gioire prima del tempo. Poi, Venerdí sera ho lasciato su un taxi il nostro laptop personale con tutti i dati, foto e udite udite, il backup era nella stessa borsa...abbiamo perso tutto. Mi sento come se mi mancasse un pezzo di me.

Vi faró sapere quanto ci metto a riprendermi. Baci!
[/quote]

Coraggio Maria :wacko: :wacko: capita nelle migliori famiglie :wub: :wub: . Se ti puo' consolare io ho lasciato sul tavolo di un caffe' il mio portafoglio con il bancomat e un foglietto con il PIN code del bancomat stesso, nemmeno travestito da numero telefonico della zia Fernanda... :ph34r: ... proprio quello che tutti ti dicono di non fare mai.

Quanto al resto, credo sia positivo che comunque la situazione si sia smossa, magari non nella direzione che ti aspettavi, ma mi sembri comunque contenta. Mi raccomando, anche se sei superimpegnata dacci ogni tanto notizie di te e di come si sviluppa la situazione. Bacioni.
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#29 User is offline   mariav 

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Posted 02 November 2010 - 02:27 AM

Ci stiamo riprendendo...abbiamo passato un week-end con una sensazione di vuoto nello stomaco ma fortunatemente mio marito, invece di arrabbiarsi con me, mi é stato vicino. Poteva benissimo farsi venire una botta di rabbia! Considerate che c'era il suo portafogli con tutte le carte e poi il back up del suo ufficio, chiavi di casa, ufficio e cassaforte...insomma, non poteva andare peggio. La cosa che mi ferisce di piú é pensare ad un estraneo che guarda le nostre cose personali, le foto del nostro matrimonio, nostro figlio appena nato! Mi fa davvero rabbrividire...

Comunque questo periodo di tristezza deve finire perché proprio dura da troppo tempo. E ci sono ottimi motivi per uscirne ma poi, chissá perché é come se mi si bloccasse qualcosa dentro. Grazie ragazze per la solidarietá e comprensione...come ho fatto finora senza questo sito?
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#30 User is offline   Elisaexpat 

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Posted 02 November 2010 - 02:37 PM

Maria mi dispiace tantissimo :crying: :crying: e' successo anche a dei nostri amici di perdere il computer con tutte le foto...
Purtroppo sono cose che capitano a volte, ma fanno stare malissimo
Tuo marito e' un santo :innocent: :innocent:... o ha fatto un corso zen!
Un abbraccio e cerca di riprenderti... alla fine state tutti bene ed e' quello che conta! :wub:
Elisa

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