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Reinventarsi... che passione!

#1 User is offline   FenicotteroRosa 

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Posted 23 November 2012 - 03:46 PM


Carissime expatclickers :)
Quante di voi si sono e devono confrontarsi di continuo con il tema del 'reinventarsi' professionalmente all’estero? Immagino moltissime se non tutte!
Anche a me sta capitando qui in Cile, e per questo vorrei raccontare la mia piccola storia di reinvento con la speranza di conoscere la vostra.

In Italia lavoravo in azienda occupandomi di un lavoro abbastanza ben pagato, ma molto stressante, svolto in un ambiente competitivo e con orari che non ti lasciano respirare.
Dopo aver conosciuto il mio compagno un paio d’anni fa, decido di partire per il Cile e provare a costruire una nuova vita lí con lui. Chiedo un periodo di aspettativa all’azienda e ‘prendo il volo’ con grande entusiasmo e curiositá.
Approdata in Cile alla fine di maggio, avvio subito il processo di riconoscimento del titolo di studio, per scoprire peró che é molto dispendioso e lungo, cosí lungo che é tuttora in corso.
Poi riprendo in mano il mio curriculum e inizio ad aggiornarlo. La redazione mi costa mooolta fatica, e non tanto per la lingua (ho l’aiuto del mio compagno), quanto piuttosto perché non ho chiaro cosa vorrei e cosa potrei fare nel nuovo paese e in particolare nella nuova cittá in cui mi trovo.
Non parlando lo spagnolo, i primi mesi sono di ‘fermo’: studio la nuova lingua e mi propongo prima come cameriera (nb. un turno di 5 ore viene pagato 10 euro… ) e poi come insegnante di italiano, ma le lezioni di italiano non tirano molto qui…ho avuto un solo studente....

E’ a questo punto che comincio a soffrire molto la lontananza dalle persone care e la perdita di riferimenti: famiglia, amici, lavoro, autonomia.

Dopo avere stabilito dei contatti lavorativi nel mio campo, finalmente ricevo una proposta di lavoro in un collegio a 100 km da Valdivia. Malgrado la distanza e la bassa retribuzione, accetto perché Voglio Lavorare!
Senonché, proprio poco prima di formalizzare il tutto, ricevo una telefonata dall’istituto e mi dicono che il preside che mi voleva contrattare é venuto a mancare e che tutto sará ripreso in considerazione dal subentrante ….

Dopo un momento, lungo momento di scoraggiamento, coincidente anche con un periodo di incomprensioni con il mio compagno, decido peró di resuscitare il mio mattarello per la pasta fatta in casa e di avviare con lui un progetto di vendita di pasta fatta a mano e sughi freschi.

Ai cileni piace molto la pasta, ma non conoscono la qualitá della pasta italiana e non sanno prepararla.
Da mia madre, che ancora oggi fa il pane, la pizza e la pasta in casa, ho imparato anche se in etá adulta a preparare fettuccine, ravioli e lasagne.
Mentre il mio compagno, appassionato di cucina italiana (che si era messo in valigia appunto il mio mattarello che non si sa mai perché in Cile di cosí grandi non li producono e poi non mi fai i ravioli), sa preparare degli ottimi sughi.
Quindi ci mettiamo intorno a un tavolo e definiamo il menú, poi i prezzi, e decidiamo di lanciare l’iniziativa con un nome, un depliant e un evento in un ristorante dove far assaggiare i prodotti.
Abbiamo fatto il lancio un paio di settimane fa in un ristorante con 23 ospiti paganti ed é stato un grande successo .... C’era anche un tavolo di italiani ed é stata una grande soddisfazione ricevere da loro i migliori complimenti.

Un’esperienza nuova, ma non facile da gestire all'inizio.
Per arrivare fino in fondo ho dovuto vincere alcune resistenze.
Lavorare con il mio compagno non era nei miei piani, indipendentista come sono.
Non mi aspettavo di dover recuperare una competenza antica per trovare lavoro qui. Ma ho 'onorato mia madre’ vendendo fettuccine :)
Se penso poi che ho preso in mano poco piú di un anno fa il mattarello, mi sbalordisco ancora di piú dei risultati ( incredibile come si impara guardando fare, da piccoli).
Ho diretto tutto: l’idea di rivestire un ruolo direttivo non mi era mai andata a genio.
E ho realizzato, anche se in piccolo, un progetto utilizzando quanto appreso in anni di azienda (azienda che in questo modo mi ha restituito qualcosa di buono).
Insomma, é stata una piccola grande sfida che ha dato i suoi frutti anche nella relazione di coppia, gratificante e chissá magari anche redditizia con il tempo.
E strano a dirsi…ora sto anche ricevendo anche altre proposte di lavoro nel mio campo!!! Ma questo mi da solo ancora piú fiducia di poter costruire qualcosa qui.

E la vostra storia quale é? Quale é la molla, il cambiamento, le risorse usate,la sfida che ciascuna di voi ha dovuto raccogliere per creare qualcosa di nuovo?
E non penso per forza a un successo conclamato, ma anche a uno di quei piccoli personali successi che ci fanno sentire semplicemente piú libere.
Io ad esempio non ho fatto nulla di speciale, ma credo che condividere cosa ha prodotto lo 'switch positivo' in qualsiasi di noi possa arricchire e dare suggestioni molto utili a tutte.

Un abbraccio, Stefania

This post has been edited by FenicotteroRosa: 20 January 2013 - 10:24 AM

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#2 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 25 November 2012 - 03:31 PM

Stefania, questo topic è appassionante, grazie :sorcerer:

Do il mio contributo, anche se molte di voi già conoscono la mia storia, qui a Expatclic ;)

Io mi sono reinventata completamente e non è stato facile farlo, per tanti motivi, primo fra tutti il fatto che mi piacciono tantissime cose al mondo, e quindi non riuscivo mai veramente a capire fino in fondo cosa mi motivava a sufficienza, ma anche e soprattutto perchè ho dato la priorità alla crescita dei miei figli, e quando ho sentito veramente che potevo ritargliarmi qualche spazio, loro erano grandini, sì, ma io ero anche più vecchia :w00t: :w00t: :w00t: E buttarsi da capo e da zero in qualsiasi cosa, quando si è già piuttosto avanti in età, è complicato, molto più complicato di quando si è giovani...

Comunque, quello su cui ho capitalizzato io è stata la mia capacità e la mia spinta a creare network, e organizzare lo scambio di informazioni e di contatti. Voi oggi vedete Expatclic, che è un sito bello e tutto quello che già ci siamo dette tante volte, ma in realtà la mia avventura di "networkista" era cominciata ancora prima che arrivasse Internet, quando avevo fondato una rete di donne che si aiutava negli espatri africani. Expatclic è stata la naturale evoluzione del progetto, e l'ho lanciato nel 2004, ma in realtà io lavoravo su questi temi già dal 96.

Naturalmente ci ho sempre lavorato gratuitamente e per pura passione, e anche se c'è stato un momento in cui ho pensato che mi sarebbe piaciuto tantissimo che Expatclic mi riconoscesse anche un piccolo stipendio part-time per tutto il tempo che ci dedicavo, l'idea non mi ha mai veramente convinta.

Quindi ho cominciato a sviluppare delle competenze e a formarmi indipendentemente da Expatclic (nel senso che la mia formazione e il sito restavano comunque due cose slegate, anche se accomunate dalla mia passione per la gente, la comunicazione e il supporto), e ho scelto il campo che più mi appassionava, quello dell'interculturalità.

Non sto a entrare nel dettaglio di come ho proceduto (sarebbe troppo lungo) e neanche dei momenti di successo e quelli di amarezza che sono seguiti. Tirando le somme posso dire che non sono mai riuscita a lavorare a pieno ritmo in questo campo, come avrei voluto, ma che ho pur sempre fatto delle cose interessanti e anche retribuite.

Una di queste sono i miei corsi online (che promuovo anche tramite Expatclic): ho avuto l'idea di combinare un'esperienza di studio a distanza, un'esperienza di tutoraggio (mio) a distanza, con la mia esperienza di vita e i miei studi, e ho messo in piedi un paio di corsi che pensavo sarebbero interessati a donne (e uomini) che come me si spostano da un paese all'altro e devono affrontare una serie di temi ben precisi. Ho dato due volte il corso di comunicazione interculturale, ed è in corso la terza edizione di quello per costruire una carriera portatile.

Sentivo però che mi mancava qualcosa. Facendo un'analisi di quelle che sono state le mie passioni costanti nel corso degli anni (perchè anche le passioni cambiano :w00t: ), mi sono resa conto che la più forte è quella del comunicare con la gente e fornire supporto (a qualsiasi livello). Del resto su Expatclic da anni dispenso consigli, e tutta la struttura e la vitalità del sito è pensata tenendo in conto i bisogni delle utenti. Quindi ho provato a capire un po' meglio cosa offrisse la figura del coach, in cui continuavo ad incappare nel web e fuori dal web, e dopo un periodo di ricerca ho deciso che mi sarei lanciata.

Adesso sono a più di metà della mia formazione come cross-cultural coach, e mi rendo conto di aver fatto proprio centro :sorcerer: La mia accademia richiede tantissima pratica, e ho dunque già cominciato a "coacchare" delle persone, e non so neanche spiegarvi quanto tutto questo mi appassioni :w00t:

Tra l'altro ho pensato di aggiungere qualche sessione di coaching al mio corso per costruire una carriera portatile, e questa cosa mi ha cambiato la vita (e credo l'abbia resa più bella e ricca anche alle mie partecipanti). Non c'è paragone nel poter seguire il percorso delle partecipanti anche con un contatto più approfondito. E' una cosa che mi sta dando delle soddisfazioni pazzesche, prima fra tutte quella di essere riuscita ad ascoltare quello che mi diceva la mia voce interna :flowers:

Prima di chiudere (sopportatemi ancora un attimo :rolleyes:) volevo aggiungere due righe anche sulla scrittura. Io da sempre adoro scrivere (forse si vede dagli articoli che pubblico su Expatclic :D ?), ma non ho mai pensato di farlo professionalmente, anche se un paio di articoli che ho pubblicato me li hanno pagati e anche profumatamente :rolleyes: Però recentemente anche questa cosa mi sta appassionando tantissimo, e il fatto che Foreign Encounters abbia incluso la mia short story nella sua antologia è stato un grande boost per la mia autostima, oggi aumentato dal fatto che mi ha contattato UN Special, la rivista delle Nazioni Unite per la quale avevo già scritto l'anno scorso sul tema della donna, e che mi chiede se voglio partecipare anche quest'anno :sorcerer: Quindi da qualche parte penso che terrò aperto anche questo canale, certo non per guadagnarci (la vedo dura :P) ma perchè mi appartiene, mi appassiona, e fa parte in qualche modo, pure lui, del mio "reinvento" :)

Claudiaexpat
claudiaexpat@expatclic.com

1989-90: Sudan / 1990-91: Angola / 1992-94 : Guinea-Bissau / 1995-97: Congo / 1999/03: Honduras / 2003-2009 Perú / 2010 Gerusalemme
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#3 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 26 November 2012 - 03:27 AM

mamma mia in quanto al reinventarsi il tema e' il mio!!
Mi occupavo di marketing in una piccola casa editrice, sognando il settore pubblicitario, quando a 27 i incinta della mia prima pupina ho seguito mio marito a Parigi per incominciare una nuova vita e per stare finalmente veramente insieme, lui prima era a Londra, e io non lo segui' poi a Parigi e a questo punto soprattutto con l'annuncio dell'arrivo della nostra piccola non c'era piu scelta!
trovare lavoro nello stesso campo era impresa impossibile , difficilmente assumono una neo mamma che potenzialmente , come poi e' stato , potrebbe avere rapidamente un numero due!
A questo punto ho incominciato a pensare al cosa fare, al come poter gestire un lavoro con due bimbette piccole.... un incontro e' stato l punto di partenza per un bel progetto, con un'amica cilena (ingegnere ricilclata in altro anche lei) abbiamo incominciato ad animare degli atelier di eveil alle lingue straniere per i piccolissimi, forti della nostra esperienza di mamme ma anche con ore e ore di studio sul bilinguismo e piu'
Gli atelier sono cresiuti e naturalmente si sono sviluppati altri corsi, ne e' nata un'associazione per lo sviluppo delle lingue e culture straniere che ho gestito per anni con passione, l'offerta si e' sviluppata sfociando naturalmente anche in corsi di cucina , un gioco all'inizio , per me appassionata di cucina e scoperte gastronomiche, un gioco che ha attirato tanta gente!!
Lasciando la Francia per il Giappone, avevo deciso di prendermi un momento di pausa, per dedicarmi ai miei tre frugoletti, ma devo dire che dopo due mesi ero gia' pronta a rimettermi in attivita' , e cosi al di la delle lezioni d'italiano ho creato un vero business di corsi di cucina, arrivando fino ad insegnare ai cuochi di un ristorante per rendere piu' vivace il loro menu!!

Partita in India ammetto che ero un po' stufa sia di tagliatelle che di far leggere Gianni Rodari ad adulti appassionati d'italiano.... e poi in India onestamente non vedevo molto mercato....ma ovviamente stare con le mani in mano non e' da me.... e anche qui la chiave del tutto un incontro, quello con un sarto indiano e la sua equipe e l'idea di lanciarmi, io appassionata di moda e mamma di tre bambine in una collezione proprio per bambini.... e negli anni l'ho portata avanti, con sacrfici e determinazione, ho provato tante strade, ho modificato idee e comunicato sensazioni attraverso i miei vestiti, con tanti sacrifici, viaggi stressanti , ma anche qualche piccola bella soddisfazine...
Adesso ammetto che con il nostro arrivo negli Stati Uniti la gestione del tutto mi sembra titanica, ho un atelier a 20000 km e il commerciale a 10000 (vendo principalmente in Italia e Francia) e tra fusi e distanze non so se ce la faro'.... ma ho gia' in serbo dei progettini pronti a crescere.... sono una vera sostenitrice della capacita' di riciclarsi e dell'importanza anche di farlo, tutto sommato non ho il percorso canonico che la mia laurea e la mia specializzazione in comunicazione d'impresa mi avrebbero dato, ma ho creato bei progetti e soprattutto ho potuto equilibrare la mia vita professionale con la crescita delle mie ragazze, e il risultato non e' male!!
Giuliettaexpat
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