ExpatClic Forums: Il Manifesto degli Espatriati - ExpatClic Forums

Jump to content

Page 1 of 1
  • You cannot start a new topic
  • You cannot reply to this topic

Il Manifesto degli Espatriati

#1 User is offline   Claudiaexpat 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Administrators
  • Posts: 6,906
  • Joined: 10-March 04
  • Gender:Female
  • F/M:Female

Posted 07 November 2010 - 02:43 PM

Ciao a tutte,
molte di voi hanno giÓ visto l'intervista che ho fatto a Claudia Cucchiarato.

Claudia Ŕ la promotrice, insieme a Sergio Nava, autore di "La fuga dei talenti", del Manifesto degli Espatriati, ed Ŕ su questo che vorrei attirare la vostra attenzione, con un duplice scopo: il primo Ŕ sicuramente quello di invitarvi a firmarlo, dato che si tratta della prima iniziativa ad ampio livello che attira l'attenzione sul fenomeno dell'espatrio italiano, e a cui la stampa italiana ha dato tantissimo rilievo; il secondo motivo Ŕ che mi piacerebbe sviluppare un dibattito tra noi sia sul Manifesto in sŔ (il suo contenuto, quello che smuove), che sui temi che solleva - espatrio, giovani, fuga, estero, opportunitÓ, etc...

Mi piacerebbe sapere se vi ritrovate nel Manifesto, cosa vi suscita, che riflessioni vi stimola.... chi comincia :) ?

Claudiaexpat
claudiaexpat@expatclic.com

1989-90: Sudan / 1990-91: Angola / 1992-94 : Guinea-Bissau / 1995-97: Congo / 1999/03: Honduras / 2003-2009 Per˙ / 2010 Gerusalemme
Sostieni Expatclic
Il mio sito web personale
0

#2 User is offline   selena 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 539
  • Joined: 01-January 08
  • Gender:Female
  • Location:Nerja, Spain
  • Interests:fotografia, cucina, viaggi, libri, letteratura sudamericana e giapponese, lingue
  • F/M:Female

Posted 07 November 2010 - 03:03 PM

Interessante il manifesto, ma ci son dei punti in cui discordo.

Va bene quando si dice che in Italia non ci son possibilitß per i giovani, che se non si hanno raccomandazioni non si fa niente, e assicuro, nel mio caso almeno, Ú tutto vero. Appena laureata ho chiesto al relatore della mia tesi di suggerirmi dove far domanda per un dottorato, e lui mi ha detto chiaramente "io sto giß raccomandando un'altra". Ma io mica chiedevo la raccomandazione!!! Comunque mi ha fatto capire che con il cervellino, almeno per il dottorato che avevo scelto, non c'era possibilitß per me, e allora che mi arrangiassi con altre cose.

All'estero sembra pi˙ facile. In Spagna, almeno fino al 2008, era semplice trovar lavoro. Senza conoscenze, dimostravi se valevi o meno, e non c'erano problemi. Certo, per avere un posto rilevante ci si doveva impegnare, le buste paghe non erano prpporzionali al lavoro, e insomma, bisognava anche ruffianarsi i capi, e parlo come donna che ha dovuto sopportare certe avance non troppo velate di capi a cui ho detto no, cambiando lavoro. Anche in Italia mi era capitato, lavoravo in un'ufficio del comune, non ho potuto far niente (colleghi, amici miei, non avrebbero mai testimoniato a mio favore), ma almeno qui nessuno ha messo la mano dove non doveva!

Ora perˇ, e dipende dove vivi, che c'Ú sempre caso e caso, in Spagna hai bisogno di raccomandazioni, di conoscere la persona giusta, e a volte neanche con quello riesci a trovar lavoro. C'Ŕ un patto tra Spagna-Italia-Germania dove si diceva che si riconoscevano i titoli di studio tra questi 3 paesi. La cosa non puˇ essere pi˙ erronea, bisogna omologare gli studi, omologare la tesi, e questo significa perdere almeno 2 anni (sempre se lo stato italiano velocizza le pratiche e se l'universitß t'invia i documenti richiesti) e spendere soldi per far tradurre una tesi da un traductor jurado...La scelta comunque dipende anche dalla laurea che possiedi, una in lingue come la mia, se non sei interessato ad insegnare, puˇ non essere omologata perchÚ per fortuna puoi dimostrare le tue capacitß con un semplice colloquio!

Ma alla fine, anche per le persone come me, laureate, con grandi sogni, ci si ritrova ad accettare quel che viene, magari perchÚ si vive nel posto sbagliato, magari perchÚ si Ú persa l'occasione giusta, e si accettano i lavori che vengono senza pensarci troppo...si sbaglia, ma si va avanti, cosa che in Italia sarebbe impossibile, dato l'alto costo della vita e le buste paghe che a volte son molto pi˙ basse della Spagna.

Dopo tanti anni posso dire che non son soddisfatta della mia situazione attuale, ma che comunque son contenta della scelta fatta. L'insoddisfazione viene dal periodo triste della crisi economica che si ripercuote sulle scarse possibilitß di lavoro per una donna straniera dove vivo io. Perˇ almeno qui, negli anni passati, ho potuto sempre contare con varie offerte, mentre che dall'Italia aspetto ancora che mi chiamino, dopo 7 anni, per un colloquio dai posti dove ho inviato i cv!!!

Cambierˇ un giorno di paese, ma non tornerˇ in Italia. Paradossalmente mi sembra molto pi˙ semplice continuare a vivere in un paese straniero dovendo ricominciare da zero con una lingua, una cultura e un sistema magari sconosciuto, che tornare in patria per ritrovarmi con le stesse problematiche che ho lasciato 7 anni fa, e che continuano ad esistere. E comunque tornare significa vivere da stranieri, cosa che avviene non appena t'iscrivi all'Aire.
Espa˝a: 2004-hoy

Visita mi Fotoblog
0

#3 User is offline   pinguino 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Socie onorarie
  • Posts: 1,315
  • Joined: 17-January 07
  • Gender:Female
  • Location:zurich
  • F/M:Female

Posted 07 November 2010 - 06:14 PM

Abbastanza d'accordo con tutti i punti del manifesto, con quello delle raccomdazioni magari non al 100% dato che nel paese in cui vivo ci sono raccomandazioni e non sempre chi raccomanda ci mette la faccia anzi casi di nepotismo, soprattutto nel settore espatriati di lunga data, ce ne sono eccome. Qui si creano un po' i gruppi che non aiutano certo l'integrazione :rolleyes:
Sul welfare per i giovani abbastanza d'accordo, la disoccupazione c'Ŕ ed Ŕ pagata bene. Nota dolente pero' la famiglia Ŕ considerata a carico dell'uomo, cioe' la donna spesso Ŕ relegata a casa dato che i servizi per l'infanzia, leggi asili, sono pochi e costosi quindi solo gli espatriati con ottimi stipendi possono permetterseli. Le svizzere stanno a casa, questo non mi sembra un passo avanti per le donne..diciamo che generalizzando per gli uomini Ŕ un ottimo paese per le donne un po' meno. Certo se una mamma vuole stare a casa qui lo puo' fare, gli stipendi bastano per la famiglia. Sul ricambio generazionale sono d'accordo, i sindaci delle grandi cittÓ sono relativamente giovani e attenti ai problemi. Esempi: il sindaco di Zurigo Ŕ donna, relativamente giovane, e lesbica e giÓ da tempo a Zurigo le unioni tra coppie dello stesso sesso sono riconosciute, c'Ŕ da tenere conto che la svizzera in alcune zone Ŕ molto conservatrice, piu' dell'italia..quella di Ginevra ha poco piu' di 35 anni, Ŕ mezza italiana e mezza francese, ha una famiglia ma non Ŕ sposata. Qui si puo' vivere in concubinat, brutta parola se tradotta in italiano ma che sta per compagna/o e si puo' far riconoscere la coppia dal cantone nonchŔ dallo stato. Questo mi fa ben sperare per un futuro migliore delle donne dato che in consiglio federale quasi la metÓ dei Bunderminister sono donne, nemmeno i paesi del nord vantano questo primato..vediamo quanto regge ;)
Ultimo gli anziani qui hanno una vita lunga, sono invitati dalle assicurazioni sanitarie a mantenere una vita sana e attiva. I treni la mattina presto sono pieni di anziani che in comitiva si incontrano per andare a fare passeggiate e sport, si incontrano ai bar e molti pranzano fuori casa proprio per non stare da soli.
I centri per anziani, i nostri ospizi, sono bene organizzati, di solito sono vicino ai centri storici e in bei luoghi. Molti hanno anche spazi per far giocare i bimbi in modo che le famiglie possano trascorrere del tempo coi nonni.
Le pensioni non sono alte, tenuto conto che la sanitÓ aumenta con l'etÓ quindi ogni svizzero Ŕ invitato durante la sua vita lavorativa a mettere da parte un tot, qui chiamato terzo pilastro, per la pensione.
Per concludere il manifesto mi suscita di primo impatto rabbia, perchŔ passano gli anni e in italia di discute sempre di Berlusconi e mai dei problemi veri del paese che, leggendo i punti del manifesto, sono sempre li' e nessuno fa nulla per affrontarli..risolverli mi sembre utopistico.
Ho 35 anni, Dante direbbe che sono nel mezzo del cammino della mia vita, in italia sarei all'inizio e questo non Ŕ normale! Un paese che considera un politico di 50 anni ancora giovane non Ŕ un paese che guarda avanti ma che guarda sempre e solo ai partiti senza capire che l'italia Ŕ cambiata e i suoi cittadini con lei, alcuni sono rimasti e vivono la loro vita completamente staccata dalla cosa pubblica, altri hanno deciso di non voler rimanere, hanno guardato fuori e sono emigrati, in paesi magari non migliori ma sicuramente piu' aperti ai cambiamenti.
Annalia
Svizzera (Zurigo)- 2006-?

Blog personale: http://tramuccheecio...
Svizzera tedesca: http://incontritaliani.wordpress.com, http://incontritaliani.forumfree.it
0

#4 User is offline   Lisa 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Socie onorarie
  • Posts: 143
  • Joined: 06-September 09
  • Gender:Female
  • F/M:Female

Posted 08 November 2010 - 06:35 PM

La prima cosa che mi viene in mente Ŕ che non si capisce a quali paesi ci si riferisca col termine estero...Ŕ troppo generale.
Estero Ŕ tutto quello che non Ŕ Italia? Ŕ europa? Ŕ america? Ŕ africa? boh? :blink:
La fuga dei cervelli mi sembra una conseguenza del inesitente investimento, da parte della nostra classe dirigente, nella cultura e nella ricerca.....non so se si possa solo dire un paese non adatto ai giovani...nel senso Ŕ un paese non adatto per nessuno :( ....non mi sembra che ci sia una gran tutela nŔ degli anziani, nŔ delle famiglie...di nessuno haimŔ!).
Pienamente d'accordo sul discorso affiliazione e nepotismo...
Insomma in sintesi l'espatrio Ŕ una forma di fuga per la sopravvivenza....nuovi emigranti in cerca di fortuna in paesi pi¨ evoluti, economicamente forti, senza corruzione...ma dove Ŕ questo posto? :D
Non so Ŕ molto triste ma molto vero purtroppo...
Rispetto al mio espatrio lo ritengo molto vero in merito alle motivazioni che mi portano a non tornare in Italia, non tanto a quelle che mi hanno spinto a partire, ma si tratta di parecchi anni fa... <_<
Lisaexpat
Redazione di Expatclic.com
lisaexpat@expatclic.com
2001-02 Angola/ 2002 Eritrea / 2005-2008 Mozambico / 2008....Sudan.
Vuoi sostenere Expatclic? Scopri come!
Approfitta del nostro Sportello Espatrio !
0

#5 User is offline   scatu 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 96
  • Joined: 03-June 08
  • Gender:Male
  • F/M:Female

Posted 09 November 2010 - 06:32 AM

colgo l'invito di Claudia... e spero di non andare OT

L'Italia è quel Paese che ha permesso il crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei. Sono innorridita. Non si preserva neanche ció che di piú caro e prezioso abbiamo: il nostro patrimonio artistico, invidiato in tutto il mondo.

Relativamente ai giovani, cosa dire??? le mie sorelle: una restauratrice, l'altra psicologa sono entrambe precarie nella scuola. e udite udite, non vengono neanche pagate tutti i mesi perchè le scuole non hanno soldi. Devono ancora percepire lo stipendio di giugno 2010. figuriamoci quando prenderanno quelli di settembre, ottobre, novembre ecc. ecc.
Nel loro campo l'unica possibilità è la libera professione, ma la concorrenza è spaventosa. Sono anni che non esce un concorso pubblico in entrambi i settori...
a settembre aspettano pazientemente che arrivi la chiamata da parte di qualche scuola e poi lavorano se tutto va bene fino a giugno/luglio.
Loro dovrebbero fare armi e bagagli e andarsene... ma non è semplice.
Mica tutti hanno la grande fortuna di "fuggire".

Sinceramente non so proprio se firmare quell'appello...
firmare un manifesto che sarà inviato a: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenze di Camera e Senato, Ministero della Gioventù, nonché alle principali testate giornalistiche nazionali.

ma se il premier pensa solo a organizzare festini a luci rosse...!

quello che peró mi fa piú rabbia è che la gente lo vota.
con chiunque si parli in Italia, si lamenta ma alla fine vince sempre le elezioni...
non parliamo poi dell'opposizione, non possiamo parlare di qualcosa che non esiste.

Il vero problema siamo noi italiani, la maggioranza degli italiani...
quelli che espatriano e che hanno la fortuna di aprirsi mentalmente perchè sono a contatto con altre culture sono veramente pochi e molto fortunati.

This post has been edited by scatu: 09 November 2010 - 06:36 AM

La vera felicitÓ Ŕ la pace con se stessi e per averla non bisogna tradire la propria natura. (Mario Monicelli)
0

#6 User is offline   Silviaex 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 2,197
  • Joined: 06-December 06
  • Gender:Female
  • Location:Berlin, Germany
  • F/M:Female

Posted 11 November 2010 - 02:37 PM



Rilancio il dibattito sul Manifesto degli Espatriati che trovo stimolante.

Personalmente trovo il Manifesto sintomatico dei tempi che corrono e sono contenta dell'iniziativa, che sarà magari un po' idealistica e un po' ingenua, ma che tutto sommato è forte e onesta. E poi ci voleva che qualcuno alzasse un po' la voce... Posted Image

Quello che invece mi lascia perplessa se volete è altro. Ad esempio il titolo dell'iniziativa... Posted Image
Mi spiego... Manifesto degli Espatriati... uhm... non so, io sono espatriata ma non mi sento rappresentata. Ho 47 anni, sono in giro da quasi 20 anni, ho una cultura internazionalista, l'espatrio l'ho scelto per avventura e per amore e io in questo Manifesto non mi ci ritrovo.


Lo approvo, consiglio a tutte le amiche e amici 'giovani' di leggerlo e di farne proprie le motivazioni che lo sottendono però non mi vedo, non vedo nessuna di noi, noi donne che, per esempio, ci incontriamo su expatclic... quante di noi si ritrovano in quel Manifesto?

Ripeto, non voglio affatto sminuire l'operazione, anzi. Vorrei solo che il Manifesto avesse un altro nome. Un target più definito, meno generalizzato, che si rifacesse ai giovani laureati di cui si fa portavoce, in cerca di un futuro e non agli 'Espatriati' tout court. Perchè io e molte di noi espatriate lo siamo davvero, e anche da tanti anni, eppure non siamo nè maschi, nè single, nè abbiamo lasciato l'italia disperati in cerca di un futuro professionale.


Ho come la sensazione che chi in quei giorni ha seguito il dossier di Repubblica.it - se non è espatriato lui stesso, magari con famiglia - potrebbe farsi l'idea che ad espatriare oggi in Italia sono solo i giovani in cerca di prospettive professionali migliori, per lo più maschi, single, non iscritti all'Aire. Traspare quasi un espatrio nuovo, trendy, un po' da élite, magari highly professional, single, maschio...

E allora mi chiedo... ma dove siamo noi, l'altro espatrio? Dove siamo noi in questo sondaggio o nel Manifesto? Dove sono le donne e le famiglie che molte di noi guidano in questo mare magnum, dove risultiamo noi? Iscritte all'Aire o meno, perchè tanta invisibilità?

Noi in quel Manifesto non ci siamo, non appariamo, perdiamo anzi totalmente di visibilità, come se ad essere mamma, casalinga e magari anche più o meno contenta si perdesse di carattere. Noi che l'espatrio spesso lo abbiamo scelto, in coppia, partendo con bambini o aspettandone l'arrivo, in famiglia insomma, costruendolo come avventura creativa e positiva. Ecco, manca questo aspetto nel Manifesto, quello dell'espatrio cercato, organizzato, voluto, non come fuga, ma come scoperta, come avventura. E spesso, come già scritto altrove, come avventura anche sentimentale, affettiva, responsabile, in due.

Che ne pensate? Posted Image Posted Image




Silviaexpat
Redazione di Expatclic.com
silviaexpat@expatclic.com

Personal blog: http://silviadelogu.wordpress.com
1992-93: Siria / 1995-98: Pakistan / 1998-99: India / 1999-00: Germany / 2000-02: Armenia / 2002-05: Pakistan / 2006-2008: Macedonia / 2009: Sudan / 2010: Tanzania / 2011: Berlin, Germany
Sostieni Expatclic
Visita il nostro Sportello Espatrio!
0

#7 User is offline   Cristinaexpat 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Members
  • Posts: 940
  • Joined: 12-June 04
  • Gender:Female
  • F/M:Female

Posted 11 November 2010 - 04:32 PM

E' vero che il Manifesto Ŕ tarato pi¨ sui giovani talenti che sul resto del mondo italiano in espatrio, ma mi sono presa la briga di scorrere gli 800 e passa commenti e tra i tantissimi giovani ( :o sono davvero tanti !!!), ci sono anche molti espatriati un pochino pi¨ vecchietti, come noi.
E se (spero) terranno conto dei commenti, il manifesto dovrÓ essere revisionato in parte, almeno nella terminologia se non nella sostanza.
Le motivazioni dietro al manifesto in fondo sono le stesse di quelle di chi Ŕ espatriato 10-15 anni fa, personalmente mi ci ritrovo: non sarei mai espatriata se l'Italia mi avesse offerto opportunitÓ di crescita professionale in armonia con la mia laurea e con il diritto di farmi una famiglia.

Propongo di aggiungere i nostri commenti: facciamo sentire anche la nostra voce, cosý magari aggiungiamo quel centinaio di italiani che magari giovincelli non lo sono pi¨, ma espatriati lo sono eccome.
Cristinaexpat
Redazione di Expatclic.com
cristinaexpat@expatclic.com
2002 Al Khobar (KSA) / 2003-2006 Port Harcourt (Nigeria) / 2006-2009 Parigi (Francia) / 2009-2011 Lagos (Nigeria) / 2012 Perth (Australia) - Milano (Italia) / 2013 Edmonton (Canada)
Sostieni Expatclic
Visita il nostro Sportello Espatrio!
0

#8 User is offline   Claudiaexpat 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Administrators
  • Posts: 6,906
  • Joined: 10-March 04
  • Gender:Female
  • F/M:Female

Posted 13 November 2010 - 07:33 AM

Eccomi qui a mettere il mio grano di sale in questa appassionantissima discussione.

Io apprezzo l'iniziativa di Claudia e Sergio, tant'Ŕ che ho voluto intervistarne la promotrice proprio per darle risalto. L'apprezzo soprattutto perchŔ Ŕ la prima nel suo genere, perchŔ va a toccare dei tasti assolutamente dolenti dell'Italia di questo momento, e perchŔ fa parlare di un gruppo, gli espatriati, appunto, che finora non ha trovato grandi spazi nelle realtÓ comunicative italiane.

E' per˛ chiaro che si tratta di un'iniziativa di protesta, che parte cioŔ dall'assioma "l'Italia Ŕ alla deriva/scappiamo altrove". E in quanto tale non potrÓ mai contenere quella fetta di espatriati che invece espatriano (o hanno espatriato) per altri motivi, e ad esempio, come dice giustamente Silvia, per amore.

Quello che sento Ŕ che a furia di dare all'idea di espatrio questa connotazione di "fuga", finiremo per dimenticarci che ci sono dei valori insiti nell'espatrio, che da sŔ potrebbero essere sufficienti per motivare una persona a scegliere un altro tipo di vita, o un altro paese di residenza. Ad esempio il desiderio di mischiarsi ad altre culture, di allargare i propri orizzonti, la scelta di un lavoro che permette di dedicarsi agli altri, il desiderio di confrontarsi professionalmente con altri modi di pensare e lavorare, la voglia di far conoscere il mondo ai propri figli, di conoscere le culture dal di dentro, etc. etc..... Non dev'essere necessariamente una fuga quella che ci spinge a far le valigie, e penso e spero che Expatclic nel suo piccolo contribuisca a mantenere viva questa visione.

Ci˛ detto, il Manifesto Ŕ sintomatico di una realtÓ ben precisa che va documentata, e in questo senso chapeau agli ideatori.

Claudiaexpat
claudiaexpat@expatclic.com

1989-90: Sudan / 1990-91: Angola / 1992-94 : Guinea-Bissau / 1995-97: Congo / 1999/03: Honduras / 2003-2009 Per˙ / 2010 Gerusalemme
Sostieni Expatclic
Il mio sito web personale
0

#9 User is offline   lale 

  • New entry
  • Pip
  • Group: Socie onorarie
  • Posts: 6
  • Joined: 25-October 10
  • Gender:Male
  • F/M:Female

Posted 14 November 2010 - 05:22 AM

ciao, ho letto l'intervista e mi e' molto piaciuta. Avevo gia' letto sulla Cucchiarato e non appena arrivero' in Italia comprero' il suo libro. L'iniziativa del Manifesto mi piace e spero siano in molti a firmarlo. E' ora che il nostro Bel Paese si interroghi sul fenomeno e accolga le testimonianze dei tanti giovani espatriati quale prova tangibile della disastrosa situazione presente in Italia.
Ma non mi ritrovo nei punti elencati. Non sono una professionista e non ho abbandonato l'Italia perche' non riuscivo a realizzarmi dal punto di vista lavorativo. Ho lasciato per seguire mio marito e la mia e' stata una scelta, quindi, dettata da motivi diversi.
Ma sono pur sempre una espatriata e siamo in tante, ma la nostra storia non e' rappresentata nell'elenco.
Ci vorrebbe qualcosa di diverso, qualcosa che tenga conto delle difficolta'incontrate, dello sforzo compiuto per inserirci in paesi diversi. Qualcosa che riesca a cogliere la ricchezza che ora ci appartiene per essere entrate in contatto con tante culture diverse, la diversita' che ora ci caratterizza per aver vissuto esperienze meravigliose. Qualcosa che riesca a descrivere cosa significa essere una "donna in movimento".

un saluto a voi tutte......bello far parte di questa comunita', non e' vero?
0

#10 User is offline   Claudiaexpat 

  • Senior member
  • PipPipPip
  • Group: Administrators
  • Posts: 6,906
  • Joined: 10-March 04
  • Gender:Female
  • F/M:Female

Posted 14 November 2010 - 03:24 PM

Perfetto ragazze,
siete pronte per stilare il Manifesto delle Donne Espatriate :P :P :P ????

Scherzi a parte, sono d'accordo con quanto dici cara Sabrina, io ho sempre molto sofferto dell'invisibilitÓ che ci si appiccica addosso quando partiamo "a seguito" (termine che odio cordialmente, anzi, picchiatemi sulle dita se mi sentite ancora usarlo :D).

Expatclic Ŕ stato anche un po' il modo per uscire da questa invisibilitÓ, da quando l'abbiamo lanciato Ŕ successo sporadicamente che presentando l'iniziativa stampa e compagnia mettesse l'accento sulla peculiaritÓ della nostra esperienza di donne che si devono costantemente reinventare.

Quello che mi fa molta rabbia Ŕ il fatto che nessuno ci riconosce il ruolo che ci spetta di diritto, e cioŔ quell'essere parte viva e fondamentale di un ingranaggio che senza il nostro apporto attivo smette di funzionare. Chiaro, aziende private, organizzazioni internazionali, universitÓ e compagnia bella possono fare in modo di far partire persone sole, ma si dÓ il caso che la gente si innamori e tenda a far famiglia, e allora cosa ne facciamo delle famiglie?

Parlavo proprio in questi giorni con la psicologa dell'organismo per cui lavora mio marito, e che era qui in visita da noi. E anche lei era d'accordo sul fatto che le mogli (o i mariti, insomma, il coniuge accompagnante) e i figli hanno un'importanza fondamentale nella riuscita di una missione all'estero.

Quindi io dico: d'accordo che non produciamo reddito e non creiamo nemmeno statistiche interessanti, d'accordo che sarebbe assai buffo presentarsi del Presidente della Repubblica esigendo che la ricchezza della nostra esperienza trovi un luogo d'espressione, ma che almeno le aziende e/o organismi che ci mandano in giro per il mondo se ne rendano conto por dios :w00t: :w00t: E magari facciano anche qualcosa per darci una mano, no :blush: ??

Bon, sto andando un po' fuori tema rispetto al topic proposto, ma trovo che sia anche bello fare brainstorming su tutte le varie categorie che compongono l'espatrio italiano :rolleyes: :rolleyes:

Claudiaexpat
claudiaexpat@expatclic.com

1989-90: Sudan / 1990-91: Angola / 1992-94 : Guinea-Bissau / 1995-97: Congo / 1999/03: Honduras / 2003-2009 Per˙ / 2010 Gerusalemme
Sostieni Expatclic
Il mio sito web personale
0

Share this topic:


Page 1 of 1
  • You cannot start a new topic
  • You cannot reply to this topic

1 User(s) are reading this topic
0 members, 1 guests, 0 anonymous users