ExpatClic Forums: Casa e radici... cosa rappresentano in espatrio? - ExpatClic Forums

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Casa e radici... cosa rappresentano in espatrio?

#1 User is offline   Pina 

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Posted 04 November 2007 - 03:33 PM

Riprendo queste due parole densissime che sono state lanciate da Milly nella sua presentazione, le ripropongo qui perché abbiano uno spazio tutto loro, come meritano.

CASA e RADICI sono due pilastri dell'identità e per chi non vive nel proprio paese d'origine sono il risultato, per nulla scontato, di un lavoro di ricerca interiore per trovare la propria collocazione nel mondo.

Milly, Claudia, Flaminia, Silvia e tutte voi che ci leggete da tutto il mondo, vi va di scrivere qui i vostri pensieri e le vostre emozioni su ciò che per voi rappresentano le parole "casa" e "radici"?

Non solo quello che rappresentano oggi ma anche come si sono modificate o moltiplicate nel tempo...

Ne parlerò nei miei prossimi articoli e sarebbe bello scriverli anche col vostro contributo flowers.gif


P.S. Ricordo che nei forum di Psicologia d'Expat si può scrivere anche in forma anonima entrando come ospiti senza usare il proprio pseudonimo.

Non si ritorna mai, si va sempre via. (L. & R. Grinberg)
Pinaexpat
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#2 User is offline   pinguino 

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Posted 04 November 2007 - 06:07 PM

in questo ultimo anno e mezzo ci ho pensato parecchio, per me è ancora troppo presto per considerarmi a pieno titolo una espatriata..credo di dover attendere ancora qualche anno. laugh.gif
Alle volte me ne accorgo quando parlo col mio compagno e invece di dirgli torno in italia per una vacanza o altro gli dico..torno a casa blush.gif
La mia famiglia, intesa come genitori, sorella, cugini e zii contano molto e so di averla lasciata tutta in italia..alle volte questo mi pesa. Le mie radici sono in italia, la mia cultura, il mio modo di pensare è italiano..non ci posso fare niente.
Sto cercando di adattarmi a un nuovo modo di vivere, mi confronto con altre persone di altri paesi ma a differenza di molte altre donne tipo Claudia o Elena che vivono in paesi con pochi italiani qui ho molta piu' facilita' a incotrare italiani emigrati per lavoro che pensano di passare in questo paese un periodo della loro vita. Questo da un lato mi facilita la vita ma mi fa stare sempre nel mio piccolo orto..ci vorra' del tempo penso!
Tornando al tema casa, per me casa è dove c'è il mio cuore, dove ci sono i miei affetti e ora i mie affetti sono qui in svizzera wub.gif
Ho la fortuna di provenire da una famiglia unita che mi ha insegnato la bellezza dello stare insieme e voglio ricreare lo stesso con il mio compagno.
Sebbene sia all'estero solo da un anno e mezzo ho capito che dovunque io vada, a meno che le condizioni non siano disastrose unsure.gif , se saro' con la persona che amo tutto andra' bene e li' sara' la mia casa.
Annalia
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#3 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 05 November 2007 - 02:54 AM

Scusa Pina e scusate tutte, mi intrometto qui nel tuo messaggio per dirvi che la funzione "anonimato" in Psicologia d'Expat non è ancora attiva, sorry. Vi avviseremo quando sarà attivata. Appena riesco darò le mie idee su questo interessantissimo post. Adesso sono fusa dopo l'aggiornamento, e le uniche radici, ben salde, che concepisco, sono nel mio adorato letto sleeping.gif sleeping.gif sleeping.gif
Claudiaexpat
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#4 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 05 November 2007 - 10:45 AM

casa, dolce casa .... nido protettivo, rifugio da tutto, ma dove????
Ti faro' forse sorridere Pina ma io adesso qui in giappone mi sento a casa, tutte le volte che sbarco a Narita (l'aeroporto di Tokyo) mi dico eccoci a casa e poi mi vien da ridere perche' mi guardo intorno e non riesco nenache a leggere un cartellone pubblicitario!!! blink.gif blink.gif blink.gif
Pero' casa e' qui adesso, e fortunatemente la sentiamo tale, altrimenti saremmo dei forzati del vivere lontano, invece e' bello vedere che anche a km e km dal tuo mondo d'origine riesci a sentirti a casa. rolleyes.gif rolleyes.gif rolleyes.gif
Radici: quelle sono profonde, profondissime e si perdono in mille posti, i mondi in cui abbiamo vissuto e nei quali abbiamo costruito qualcosa, il nostro primo mondo nel quale siamo cresciuti, con la sua cultura, quella che comunichiamo ai nostri figli, e poi gli altri posti dove si passa, si vive e ci si avvogle di cose nuove, radici diverse ma forti che si sommano alle prime.
Mi sento legata a posti diversi, il mio cuore e' diviso e credo di aver imparato a radicarmi in posti nuovi ma a mai sradicarmi dai vecchi .... rolleyes.gif rolleyes.gif rolleyes.gif
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#5 User is offline   Silviaex 

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Posted 05 November 2007 - 12:50 PM

Giulietta come l'hai espresso bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

ps: ora come non mai pero' il mio cuore e' in Pakistan... blush.gif wub.gif wub.gif
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#6 User is offline   Fly 

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Posted 06 November 2007 - 03:47 PM

Concordo con quello che avete scritto.

Faccio solo un'aggiunta: RADICI include anche eventuali dolori antichi. Non la loro accettazione: credo che sia umanamente impossibile accettare il dolore, in qualsiasi forma si manifesti. Ma diventarne consapevoli ed imparare a conviverci ... quello sì che si può fare ... e fa sicuramente parte delle nostre radici ...
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#7 User is offline   annaparigi 

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Posted 06 November 2007 - 04:23 PM

Le radici per me sono la storia raccontata della mia famiglia.
Gli aneddoti sui parenti (zii, nonni), le storie che mi raccontava mia madre quando ero piccola su di me ancora più piccola, di quando mi sono perduta da sola in un mercato immenso a Seattle, di quando mia madre ha fatto il bagno con me alle Hawaii e siamo dovute scappare perché arrivavano gli squali... Sono i nonni nei racconti della guerra, una zia forse ebrea che rimase incinta ad inizio secolo senza un uomo a fianco e il mistero della sua storia, una zia cleptomane, un pro zio che è tornato a piedi in Italia dalla Russia. Sono gli accenti dei racconti (in piemontese, in lombardo...), soprattutto "la forma". Sempre identica, come se il passato una volta messo nell'imbuto del racconto non potesse più mutare, né essere diverso.
Quando avrò un figlio gli racconterò le stesse storie, gli canterò le stesse ninna nanne da dopoguerra che mi cantava mia madre. O la canzone di Piripicchia figlia di un piantatore di lenticchie che vive nel paese dove il sol non muore mai.
Queste per me sono le Radici.

La casa invece? Non lo so esattamente. La casa è un'atmosfera che io riproduco in ogni casa che ho abitato e che assomiglia a quella della mia infanzia. Uno o due quadri di mai madre che mi porto dietro da allora.
Quello con gli uccellini e la cornice verde è particolarmente "casa". Alcuni oggetti. Una scatola dove conservo un mio abitino di quando avevo 3 mesi e una camicia del mio primo amore. Anche le fotografie della nostra infanzia sono "casa".

La casa è il posto in assoluto dove preferisco essere. A parte il fatto che ci lavoro, se non fosse per un piccolo sforzo non uscirei quasi mai. Sarà che sono del segno del Toro? rolleyes.gif Sarà che questo habitat che riproduco ogni volta mi dà sicurezza? Mentre il mondo fuori è sempre un tantino estraneo?

Anche quando vado a trovare i miei, che hanno cambiato l'ultima casa circa 5 anni fa (dunque non l'ho mai vissuta), ritrovo casa nei libri della loro biblioteca, nei quadri, nei divani con la fodera rosso scuro sempre pieni di peli di cani, nell'amore di mia madre per gli oggetti più strani, per i piatti di ceramica che faceva quando era giovane e che sono sempre stati appesi ai muri di tutte le nostre case, nel suo disordine creativo e nella sua cura allegra per le piccole cose, (fa da sola le tende o le tovaglie cucendo assieme pezzi di stoffa tra i più diversi, disegnando pesci, uccelli...).

Ecco.

E per confermare ciò detto, la casa di Barcellona non è stata casa fino a che non sono arrivati gli scatoloni con tutte le mie cose. Mi sono fin messa a piangere quando li ho aperti perché mi sembrava di aver trovato un'oasi dopo giorni e giorni di deserto!

Un saluto a tutte
Anna

This post has been edited by annaparigi: 06 November 2007 - 04:24 PM

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#8 User is offline   Aleexpat 

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Posted 07 November 2007 - 05:49 AM

Concordo con quanto detto da tutte voi!
Ho sempre cercato di "ricreare" CASA in tutte le mie varie d'estinazioni d'espatrio. CASA è la mia famiglia, mio marito ed i miei figli. Come dice Anna è quall'atmosfera che si crea e che ti fa sentire a tuo agio e tra le tue cose, a prescindere dal luogo geografico, CASA sono quelle mura che ti fanno sentire sicura e protetta tra le tue cose ed i tuoi affetti.
Mi sento a casa qui a Perth, come mi sentivo a casa a Sharjah o a Schiedam o ancora a Milano, dove lascio la mia casetta da single. Ogni volta che ci torniamo la famiglia è sempre piu' numerosa e ci stiamo davvero strettini, ma il suo profumo, misto a quello di chiuso visto che ormai non ci abitiamo piu' molto, è inconfondibile e mi riempie il cuore di affetto e ricordi.
Insomma la casa milanese è la base per i ritorni in patria, la nostra boa, visto spesso l'incertezza e la rapidità dei nostri spostamenti.

Le RADICI secondo me sono rappresentate dalla mia cultura ed i miei valori, fortemente ancorati all'Italia, dove ho vissuto gran parte della mia vita, dove ho studiato, dove ho lasciato amici, ricordi e amori, dove vive la mia famiglia "allargata". Sono un imprinting che nel corso degli ultimi anni si è andato ampliando ed espandendo, frutto, come dice Giulietta, dell'incontro con altre culture, del confronto con realtà e visioni del mondo diverse.
Aleexpat
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#9 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 07 November 2007 - 07:23 PM

Io ho avuto il "privilegio" di trascorrere i primi 28 anni della mia vita nella stessa città e nello stesso paese. Le mie radici sono lì. Penso che l'infanzia e l'adolescenza, questi periodi così fondamentali per l'uomo (e la donna tongue.gif ) siano anche quelli che corrispondono al "metter radici". Perchè è nell'ambiente che ti osserva e ti accompagna nei tuoi grandissimi cambiamenti di essere umano, in cui tu pianti il seme di quello che, da adulto e sviluppato, porterai in giro nella vita.

Per me le radici sono in Italia, senza dubbio. Sono anche nel sapore del cappuccino, nelle strade che ho percorso e ripercorso quando ero ragazza, e che han fatto da testimoni ai miei momenti di crescita, di scoperta, di stupore. Radici è la soffitta dove ho dato il mio primo bacio, è il luogo fisico dove se mi concentro ritrovo il calore dei miei ritorni da scuola, o dove si fa più vivo il ricordo della cucina dove mia madre prendeva il caffè tutti i giorni con la vicina, è il cortile dove da piccola ho passato ore e ore a giocare con gli amici. E mi sento una privilegiata, a poter tornare, di tanto in tanto, in questi luoghi, riimmergermi nel passato, nei ricordi, nei momenti che mi han forgiata e che posso evocare con tanta facilità perchè, pur nei cambiamenti che ogni luogo subisce nel tempo, ne ritrovo i rumori, gli odori, i colori.

Sarà stato un caso che ieri sera mi ha spinta a cominciare "Mi pais inventado" di Isabel Allende, e dove nelle primissime pagine trovo questa affermazione (l'italiano è mio):

QUOTE
A furia di dire addio si mi son seccate le radici e ho dovuto generarne delle altre che, in mancanza di un luogo geografico dove attecchire, lo han fatto nella memoria.


Credo che nessuna frase potrebbe spiegare in maniera migliore quello che sento quando mi domando a come si sentiranno i miei figli, quando si chiederanno, come stiamo facendo noi, dove sono le loro radici. E anche se questa frase si applica sicuramente di più a loro, che non hanno passato sufficiente tempo in un luogo fisico per depositare lì le loro piccole radici, in un certo senso mi conforta quando mi capita di mettermi a pensare ai momenti passati in paesi ormai da me lontani in tanti termini, e dove ho comunque lasciato un pezzettino di cuore. Dove le mie radici han tentato di attecchire, prima che venissero nuovamente strappate via per essere depositate in un altro posto. Ed è qui che entrano in gioco i ricordi, come penso che sarà, su scala più ampia, per i miei figli quando saranno grandi. Immagino che per loro i ricordi saranno quelli legati perlopiù ai nostri momenti in famiglia (ma questo potrebbe essere oggetto di un altro post wub.gif ): per me i ricordi sono legati alle persone che ho amato nei vari paesi. E' quando mi rivedo davanti agli occhi il viso di qualcuno che per me ha contato, che rivivo il calore che il paese mi ha dato, e ricordo spontaneamente il contorno geografico e fisico dentro cui la mia relazione con questa persona si è sviluppata.

Casa....... come dice Alessandra, di importanza fondamentale è la "casa" dove tengo tutte le mie cose, dove sono stipati polverosamente (non ho mai il tempo di pulire biggrin.gif ) i miei ricordi, gli oggetti che simbolizzano i momenti più dolci del mio esistere qua e là nel mondo. Casa è anche quella che io e Giorgio abbiamo comprato insieme, proiettandoci in un futuro di cui all'epoca immaginavamo poco più di una virgola, ma nella quale abbiamo stipato i nostri desideri: un posto dove potessimo stare comodamente tutti e quattro, con una libreria grandissima, e in quartiere di Milano che ci piaceva. Ma, e qui vedo che siamo tutte d'accordo, la casa per me è anche l'ambiente fisico che io riempio di me, dei miei affetti e delle mie cose. Per me case sono state tutte quelle in cui ho abitato nei vari paesi, però a cominciare dalla Guinea Bissau, quando c'era anche Alessandro (beh, prima vivevamo in case condivise con altri colleghi, sembravano porti di mare ed era davvero difficile ritagliarsi un po' di privacy). Dalla Guinea Bissau in poi casa son state tutte quelle in cui abbiamo abitato. Forse, anzi, sicuramente è anche una questione temporale. Per poterla impregnare di te, una casa ha bisogno di contenerti e osservarti per un certo periodo di tempo. A partire da Bissau ho sentito che il periodo di tempo era adeguato per poter lasciare un'impronta. Tutte quelle in cui ho vissuto, in cui i miei bambini sono cresciuti, hanno imparato a camminare e parlare, per me all'epoca erano "casa". Adesso la mia casa è a Lima, perchè è qui che viviamo, ma è anche Milano, dove ho i miei ricordi e dove torno tutti gli anni e dove so che, se ne avessi bisogno, potrei far ritorno in qualsiasi momento. Non so se fornisco un ulteriore elemento alla discussione dicendo che casa per me è anche il posto che mi appartiene legalmente, il posto che ho acquistato e dal quale nessun padrone di casa potrà mai sfrattarmi wub.gif ?

Concludo questo mio sconclusionato (scusatemi!!! ma credo che a Pina faccia piacere tuffarsi anche nelle nostre confusioni blush.gif ) intervento ricordando una cosa che mi ha detto un'amica in Honduras. Lei, figlia di statunitensi ma cresciuta in vari paesi, tra cui soprattutto in Honduras, dove viveva tutt'ora quando l'ho conosciuta, mi diceva che la sua "home" non era a Tegus, dove pur aveva frequentato le scuole superiori e si era sposata (con un honduregno, per giunta rolleyes.gif ): la sua home è negli States, in Tennessee, dove ogni santissimo anno lei è sempre tornata, fin da piccola, per tre mesi durante l'estate a trascorrere le sue vacanze.......

Ah!!!!! questa mattina ho chiesto ai miei figli, mentre li portavo a scuola:
"dove sentite che sono le vostre radici?"
Mentre Alessandro dopo un attimo di esitazione ha detto che le sente in Italia, Mattia, che con l'Italia ha avuto un rapporto meno intenso di quello del fratello, mi ha risposto: "proprio da nessuna parte. E non credo che sia grave".

Claudiaexpat
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#10 User is offline   Pina 

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Posted 07 November 2007 - 11:17 PM

smile.gif Dolcissimo Mattia! wub.gif
E' bellissimo quello che state scrivendo tutte! smile.gif sorcerer.gif

Non si ritorna mai, si va sempre via. (L. & R. Grinberg)
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#11 User is offline   Fly 

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Posted 08 November 2007 - 03:34 PM

QUOTE (Claudiaexpat @ 07.11.2007 à 20:23) <{POST_SNAPBACK}>
Ah!!!!! questa mattina ho chiesto ai miei figli, mentre li portavo a scuola:
"dove sentite che sono le vostre radici?"
Mentre Alessandro dopo un attimo di esitazione ha detto che le sente in Italia, Mattia, che con l'Italia ha avuto un rapporto meno intenso di quello del fratello, mi ha risposto: "proprio da nessuna parte. E non credo che sia grave".


Ehhh Claudia ... immagino che la semplicità con cui Mattia ha espresso un'opinione così "adulta" ti abbia lasciato un po' di stucco ... wub.gif Permettimi di ampliare il discorso che lui ha iniziato.

Radici ... è l'affetto profondo e inalterato negli anni che, fino alla sua morte, mi ha legata a Norah, alla quale affittai una camera mentre vivevo a Londra e che divenne la mia mamma putativa. Per anni lei fu il mio rifugio segreto, dove andavo a nascondermi in cerca di calore e comprensione quando qualcosa minacciava la mia serenità interiore. wub.gif

Radici ... è Marta, mia 'madrina per scelta' (quella ufficiale sparì presto nella notte dei tempi ...) che mi aiutò a sopravvivere durante i lunghi anni di malattia e demenza dei miei genitori; che quando mi vedeva ridotta a un lumicino, mi esortava ad andarmene da qualche parte e mi sostituiva finchè non tornavo; che mi ha sempre gratificato di una sincerità amorosa ma quasi brutale, obbligandomi a vedere le cose così com'erano in realtà ... wub.gif

Radici ... è la mia amica MariCarmen, che non vorrebbe vedermi partire ... ma che mi aiuterà a farlo se e quando troverò un altro luogo dove vorrò vivere ... e so che la sua casa, così come il suo cuore, saranno sempre lì ad aspettarmi ogni volta che vorrò tornarci. wub.gif

Radici ... è Carmen, la titolare di un negozio di animali che si prendeva cura di Lulu quando io e Stefano eravamo in viaggio ... e che stamattina, quando ha appreso gli ultimi sviluppi della mia storia Alicantina, mi ha dato il telefono di una sua amica che potrebbe tenere Lulu gratis mentre io farò il mio viaggio d'esplorazione ... ed mi ha offerto pure di tenerla lei, pagandole la metà (4 euro) della quota giornaliera ... Considerati i problemi di liquidità che ha, la sua offerta mi ha lasciato senza parole ... wub.gif

Insomma, RADICI è anche tutto quello che noi riusciamo a trasmettere agli altri, le sensazioni, le emozioni, l'affetto, il ricordo che riusciamo a creare intorno a noi.


P.S.: tranquillizzati Claudia, ormai è deciso: ovunque vada, Lulu verrà con me. Tra l'altro se riesco a farle perdere ancora un pochino di peso (adesso pesa 6,9 kg.) e volo con Iberia che ammette fino a 8 kg. gabbia compresa ... potrò tenerla in cabina con me. wub.gif wub.gif wub.gif
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#12 User is offline   annaparigi 

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Posted 08 November 2007 - 07:06 PM

Che belle le tue radici nel mondo degli affetti!!!!
Grazie.

Anna
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#13 User is offline   carmencita' 

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  Posted 09 November 2007 - 10:09 AM

Quanto e' interessante leggere tutti questi interventi e vedere come siete positivi verso gli spostamenti e di non sentire il peso di una vita "senza radici" !!! O meglio, la modalita' differente con cui lo si fa! Fa sentire bene leggere la vostra serenita' nei spostamenti e vedere che il mondo e' vario, dato che le persone reagiscono in modo differente. wub.gif

Sono una persona che si ambienta difficilmente blink.gif e solo lentamente (tipo 10 anni ci metto), anche se all'apparenza non sembra, quindi, sono attaccatissima alle mie radici italo-germaniche e faccio fatica a ricrearmi un habitat in cui sentirmi bene! sad.gif blush.gif

Vi parlo della mia esperienza, meno positiva, purtroppo. Le mie radici sono da sempre italiane, in quanto i miei sono italiani, ma anche tedesche dato che sono nata li' e ho fatto tutte le scuole li' fino ai 16 anni e parlo in tedesco con i miei fratelli.

Rientrando in Italia, mi sono sentita senza casa, radici e molto confusa per molti anni non mi sentivo piu' a casa ne' in Italia ne' in Germania, quando ci tornavo. Solo nel momento in cui sono andata a vivere da sola e ho provato a crearmi un nido tutto mio, a modo mio, scegliendo con accuratezza chi frequentare ohmy.gif e chi eliminare del tutto! blush.gif Ero poco tollerante, lo ammetto, ho sentito finalmente di riavere una casa. Purtroppo sono passati quasi dieci anni da quando ho lasciato casa mia di allora in Germania, che oggi non sento piu' affatto casa, e mi sono ricostruita una casa mia a Roma!!!
Ho avuto una crisi di identita' nazionale e di radici cosi' intensa, da non auguare a nessuno. Alla fine ho scelto per non impazzire!

Mentre nel Sud Italia, nonostante ci abbia vissuto quasi 9 anni, non mi sono mai ambientata. Mi sono ribellata con anima e cuore, all'ambiente impostomi, e ancora oggi, quando torno, riesco starci solo pochi giorni, altrimenti mi sento male, divento inquieta. La stessa cosa vale per il Bahrain, lo sto prendendo con filosofia, ci provo, ma non mi sento affatto a casa, e alla prima possibilita' che abbiamo di andarcene, faro' salti grandissimi di gioia!! biggrin.gif tongue.gif smile.gif

Ci sono persone che non sono flessibili nel cambio di casa e nel lasciare le radici. Forse perche' le hanno avute.
Per me e' stata una sofferenza artroce, come uno stupro! Scusate l'intensita' del termine, ma sono stata strappata dal mio ambiente, per ritrovarmi in un posto gretto, che adittava il mio modo di essere "tedesco" come una malattia, una cosa brutta e sporca, soffocandomi e uccidendo la mia naturalezza.
Per quello spero di non dover dare questa vita ai miei figli, con tutto il rispetto per chi ne e' capace, una vita "instabile".
Vorrei che lei appartiene ad un posto ed abbia un'identita', ma questa e' la mia visione delle cose, piccola e limitata e piena di paure.

Grazie per l'ascolto
Carmen

This post has been edited by carmencita': 09 November 2007 - 10:24 AM

- B a h r a i n - M i l a n - D u b a i !
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#14 User is offline   Fly 

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Posted 09 November 2007 - 10:38 AM

Che dolce sei Carmen! Ti capisco perfettamente quando parli del periodo vissuto nel Sud Italia. Io avevo uno zio, capitano di marina, che sposò una dolcissima signora di La Spezia (noi siamo originari di Modena) e, per questioni di servizio, si trovarono a vivere a Taranto: dopo quasi 40 anni, non si erano ancora abituati a certe contraddizioni, ristrettezze mentali, ipocrisie sociali tipiche del nostro sud.

Se mi permetti, t'insegno un piccolo segreto smile.gif ... la 'casa' è nella nostra mente ... le 'radici' sono nel nostro cuore.
La tua casa è quella che prima o poi riuscirai a ricreare da qualche parte nel mondo.
Le tue radici sono quel miscuglio di sentimenti che descrivi, alcuni positivi ed altri negativi, ai quali adesso si aggiunge la famiglia che sei riuscita a creare.
Pensaci: se la tua vita fosse stata davvero così negativa come ti sembra in alcuni momenti ... saresti diventata una creatura amareggiata, e sicuramente non avresti potuto creare la famiglia che hai oggi ... vivere la complicità che ti ha portato a condividere le scelte di tuo marito ...
Non sentirti "diversa" perchè non riesci ad accettare la tua attuale situazione: se non corrisponde alle tue aspettative, è normale che sia così. Però ... invece di vedere la 'bottiglia mezza vuota' guarda la tua vita da un altro punto di vista, quello della 'bottiglia mezza piena'. Scoprirai così che puoi essere orgogliosa di te stessa, di tutte le piccole cose che sei riuscita a fare per inserirti in un ambiente che senti quasi ostile. Anche questo farà parte delle tue radici.
wub.gif

This post has been edited by bad-girl: 09 November 2007 - 10:39 AM

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#15 User is offline   annaparigi 

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Posted 09 November 2007 - 10:42 AM

Non è per niente piccola e limitata Carmen la tua visione delle radici, è bellissimo anche il tuo bisogno doloroso di sentirti "a casa".
Non credere che il fatto di sapere ricrearsi un habitat che faccia sentire a casa sia una cosa facile. Io ho sofferto 30 anni buoni della mia vita per arrivare a costruirmi internamente questa capacità. Sofferto significa stare costantemente in allerta, minacciata, non sentirsi mai al sicuro in un posto che riposi fino in fondo, avere un'identità vacillante che il minimo intoppo soffia via lasciandoti un senso di angoscia e sgomento , come qualcuno che si ritrovi nudo per la strada in un giorno di inverno, in mezzo a passanti che non lo aiutano.
Crisi di pianto, disagio, depressione....
Anche per me avere una casa mia, dove poter chiudere le porte in faccia a chi volevo, ha rappresentato un aiuto enorme. Anche se stavo male almeno avevo dei muri che mi nascondevano, proteggendomi almeno un pò.
Infine grazie a un duro e costante lavoro su me stessa (durante il quale ho approfittato di tutto quello che la scienza dell'anima del 900 aveva inventato: psicologia, psicanalisi, pedagogie varie -anche farmaci in un periodo particolarmente nero), animato da una volontà furiosa di approfittare di questa esperienza unica che è la vita al meglio,e di poter essere anch'io un pò serena, sono arrivata a fare dentro di me la mia casa, il mio centro. Ho imparato a essere serena. ovunque.

A me sembra di capire che tu ti possa sentire "a casa" in un posto dove la tua spontaneità (che deve essere così fresca e allegra!) e la tua passione per le cose possa esprimersi in piena libertà.

Forse un clima troppo religioso come quello islamico ti ricorda la chiusura del sud dìItalia e ti senti stretta o a disagio.
Fregatene. Sii te stessa. Troverai sempre, in qualsiasi posto, qualcuno che aveva un gran bisogno di una persona come te. smile.gif
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#16 User is offline   annaparigi 

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Posted 09 November 2007 - 02:46 PM

Carmen pensa che al matrimonio di mia fratello con Seiko, la mia nuova cognata giapponese, svoltosi in Italia quest'estate, e per la precisione in Liguria, l'ospite più piccolo era Thomas, il figlio di mia sorella, il quale ha tre anni ed è stato concepito nell'azzurro di alcune isole all'equatore e non sopporta i vestiti. In municipio ha scandalizzato il sindaco perché non c'è stato verso di fargli mettere la maglietta, più tardi ha fatto ridere i più giovani e scandalizzato un pò le generazioni più adulte perché ha passato il resto della giornata completamente nudo!
laugh.gif
Altro che mutandine!!

Un bacione grande
anna
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#17 User is offline   carmencita' 

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Posted 09 November 2007 - 03:24 PM

l'innocenza che cosa bella! laugh.gif biggrin.gif tongue.gif

quanto mi hai fatto ridere!!! Avrei voluto vedere le facce. ph34r.gif
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#18 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 10 November 2007 - 03:30 PM

Che simpatica davvero la storia al matrimonio, Anna tongue.gif tongue.gif tongue.gif

Carmen, penso che certi condizionamenti, soprattutto in età adolescenziale, lascino dei segni molto forti. Nelle tue parole si sente molto dolore, ma anche molta presa di coscienza e determinazione nel far tesoro dell'esperienza.

Vorrei tornare sul discorso delle radici perchè sto continuando a leggere questo splendido libro di Isabel Allende che consiglio calorosamente a tutte (Mi pais inventado) e ho trovato un'altro spunto interessante di riflessione che voglio condividere con voi, perchè io in questa metafora mi ci sono identificata molto. La traduzione è sempre mia, mi perdonerete se non è all'altezza dell'Allende wink.gif :

QUOTE
Un giorno le macchine del progresso arrivarono col compito di polverizzare la casona dei miei antenati, e per settimane gli implacabili dinosauri di ferro spianarono il suolo con le loro zampe dentate. Quando alla fine il polverone dei beduini si posò, i passanti stupefatti videro che in questo spazio vuoto c'erano ancora delle palme intatte. Solitarie, nude, con le loro chiome malinconiche e un'aria di umili Cenerentole, aspettavano la fine; però, invece del temuto boia, arrivarono degli operai sudati e, come diligenti formiche, scavarono tutt'intorno a ogni albero, fino a staccarlo dal suolo. Gli asciutti alberi afferravano grumi di terra secca con le loro magre radici. Le gru portarono le palme ferite in alcuni buchi, che i giardinieri avevano preparato in un altro posto, e lì le piantarono. I tronchi gemettero sordamente, le foglie caddero in strisce gialle e per un periodo sembrò che niente potesse salvarle da tanta agonia, però sono creature tenaci. Una lenta ribellione sotterranea stava estendendo vita, i tentacoli vegetali si aprirono il passo, mescolando i resti della terra di Via Cueto con il nuovo suolo. In un'inevitabile primavera le palme si svegliarono agitando le loro parrucche e accarezzando i tronchi, vive e rinnovate indipendemente da tutto. L'immagine di questi alberi della casa dei miei antenati mi viene spesso in mente quando penso al mio destino di sradicata........


Non credo che ci sia molto da aggiungere. Leggendo queste parole mi sono vista nei vari aereoporti dei paesi in cui ho vissuto, in procinto di lasciarli. Ogni volta che l'aereo (o la piroga, nel caso del Congo rolleyes.gif ) si è staccato dal suolo che mi aveva amorevolmente ospitata per vari mesi, mi sono sentita esattamente come quelle palme, con dei pugnetti di terra attaccata alle radici crying.gif

Claudiaexpat
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#19 User is offline   Pina 

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Posted 10 November 2007 - 04:46 PM

Che bello Claudia lo stralcio dell'Allende che hai tradotto per noi! Grazie! flowers.gif

Carmen, in questo momento le tue radici non sono nel loro habitat ma anche tu, come le palme dell'Allende, sei una creatura tenace e le tue radici, così come hanno trovato il loro spazio a Roma, lo troveranno in altri suoli.
Quel giorno ti accorgerai che, seppure a tua insaputa, le tue fragili radici si sono nutrite anche di questa terra apparentemente priva di nutrimento e anche loro si apriranno il passo mescolando le nuove con le vecchie terre...
Un abbraccio Carmen! wub.gif

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#20 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 12 November 2007 - 02:40 AM

ed e' cosi Pina le nuove e le vecchie terre nutrono le nostre radici e le srendono solide e legate a piu' posti.
Non per questo pero' la nostra terra d'origine, e qui direi che per tutte e ' l'Italia , ha un posto molto ma molto particolare, i suoi colori , i suoi sapori , i suoi profumi legati all'infanzia, all'adolescenza , per me sono un tuffo nel passato, sono qualcosa che mi rimane dentro ovunque io vada rolleyes.gif rolleyes.gif rolleyes.gif
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#21 User is offline   Silviaex 

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Posted 12 November 2007 - 11:17 AM

Ohibo' ragazze,

vi leggo con grande interesse e rispetto e ogni volta vorrei dire la mia su questo tema forse centrale delle nostre vite ma poi... zac! mi si spengono i neurotrasmettitori e vago al buio nelle stanze della mia memoria...
L'Italia... o la Sardegna? e gia', perche' mi rivedo (ogni anno a giugno) bambina al porto di Civitavecchia, in una notte d'estate, davanti al 'piroscafo' che mi avrebbe portato in Sardegna, dove sarei restata almeno 3 mesi, dai nonni amatissimi, lasciandomi alle spalle la citta' e il continente e ritrovando i villaggi, le rocce e il mare, le caprette, le gite di ore in barca, la metafisica di quel golfo, di quei pastori...
Credo che la mia vita d'expat sia nata con quelle transumanze stagionali. Quando a fine settembre rientravamo a Roma provate a immaginare con che senso di terribile distacco riconoscessi quella costa piatta e grigia dove non si formavano neanche le onde, tanto era inconsistente. Pensavo ai miei compagni di scuola 'costretti' a 'fermarsi' li', a S. Marinella, Sabaudia o Civitavecchia ninja.gif mentre io varcavo letteralmente il confine ed entravo in un mondo magico.

Adesso, a parte la retorica e il mito dell'Isola (erano i favolosi e poverissimi anni '60 in Sardegna, altro che Boom!) mi rendo conto che parte di quella magia, anzi la gran parte, era fortemente legata alla mia difficile vita romana, anzi, che dico, diciamo proprio familiare. E infatti le feste natalizie erano una gioia perche' venivano i nonni a Roma (non Babbo Natale santa.gif !) e restituivano cosi' alla Citta' una cortina di stelle che altrimenti io non vedevo, persa com'era nelle grane casalinghe... Sapete com'e', genitori in perenne crisi coniugale, clima teso, anche violento (ma cos'e' la violenza..? Pina...?), pericoloso, sull'orlo di... Il rapporto con la mia unica sorella resta a tuttoggi un disastro, forse proprio perche', come diceva un' amica olandese, in un clima familiare cosi' drammatico e instabile non si ha la possibilita' di crescere, costruirsi, definirsi in rapporto all'altro e quindi confrontarsi. Insomma, ragazze, un casino wacko.gif e mi commuovo quando leggo di voi, delle vostre parole tenere rispetto ai vostri genitori e fratelli e sorelle... Io che ho sempre sognato di andarmene, di partire per sempre, lontano lontano.

Quando, gia' adulta, finita l'Universita', mi affacciavo alla finestra della mia stanza di bambina era con angoscia che guardavo il Tevere. I nonni erano morti, la Sardegna la evitavo, mio padre - saggia decisione - se ne era finalmente andato, rimanevamo noi, tre donne avvitate l'una all'altra, senza possibilita' di futuro, mi sembrava.

Poi, la Siria, Matthias, il Pakistan (che cambiamento, se pensate che la mia famiglia era da sempre storicamente e politicamente coinvolta con il mondo iberoamericano... W Chile etc etc.. zorro.gif ), l'India.. quegli anni MERAVIGLIOSI di riscoperta di me e del mondo, quella sensazione finalmente divenuta realta' di essere tutt'uno con qualcosa di cosi' lontano eppure familiare, quella possibilita' realizzata di futuro nel presente, nel quotidiano, non piu' nel mare, ma su quei monti altissimi e quelle valli, tutto il contrario insomma della piccola Silvia del passato.

Con che entusiasmo tornavo in Siria, Pakistan o India! e con che entusiasmo raccontavo, a Roma, le mie avventure straordinarie di quei posti impensabili prima! Ecco, tornavo a Roma per poche settimane, trascinandomi quei mondi lontanissimi, come per impedire che tutto sgretolasse via e che mi ritrovassi di nuovo imprigionata li' sul Tevere.. E solo cosi' potevo camminare nel centro di Roma, con il sorriso stampato da un orecchio all'altro e con il biglietto aereo in tasca! Ricordate quando il mondo viaggiava Swiss Air? ecco, quello era per me lo stare in cielo, spaparanzata (beh, se fa ppe' ddi'.. rolleyes.gif ) affianco al finestrino, noccioline di qua e sigarette di la'... " Bye Bye Romaaa...."

Ho un compagno tedesco, anche lui nomade (URSS, Polonia, DDR...) incontrato in Siria wub.gif . Cercato? Scelto ? Trovato per caso? chi lo sa... Quello che conta e' che con lui sono sempre a casa, che con lui porto in giro le mie radici - e lui le sue - e la nostra bambina con noi le sue di lei. Le mie radici le ho sradicate, ma le ho qui con me da qualche parte, cuore, testa, pancia.

Non so del resto neanche bene che cosa siano le radici. Se penso ai miei genitori ho la gastrite, piango crying.gif , mi deprimo assai, mi perdo letteralmente. Benche' abbia ricostruito il rapporto con mia madre (una delle gioie dela maternita'... tongue.gif ) non posso certo dire di avere fatto i conti col passato, perche' mi sembra come di avere solo un terzo di quella 'vita/torta' con me, mentre gli altri due (terzi) fanno a pugno nella mia psiche e pancia appunto... E se mia madre viene a trovarci in capo al mondo, da un lato sono contenta, perche' posso offrire a mia figlia uno squarcio della mia vita passata; ma dall'altro mi sento male, come preda ad incubi infantili, in cui tutto e' rimesso in discussione e dove i Cattivi possono sempre ricomparire e distruggere tuto quello che io e Matthias e Emily abbiamo costruito...

Ehhh, ragazze, forse dovrei anche scrivere su quel topic davvero interessante di qualche mese fa su rughe e vecchiaia... perche' sara', ma io piu' vado avanti e piu' mi sento rinascere e forse il mio e' un segno inalterabile di demenza senile precoce ma insomma io continuo a correre, a scappar via e ad entusiasmarmi per ogni nuova avventura (la prossima? a giugno; destination? unknown, sconosciuta... tongue.gif ) che mi porti lontana, sempre piu' lontana da radici vecchie e dolorosissime che intanto rimangono sempre attaccate a me e che neanche un terremoto ha scosso via e che insomma preferisco trattare cosi, sul Pamir o nei Balcani, piuttosto che non a Roma, citta' eterna dove certi (brutti) ricordi manco a picconate vengon giu'....!!!!

Quindi, beh... chissa' se mi sono spiegata.. huh.gif .. Volevo solo dire che l'espatrio e' ... Rivoluzione Permanente (anche se non sono sicura che fosse questo il significato che voleva dargli, ehm, Trotsky... blush.gif ) ma, insomma, un Mondo Magico quotidiano che non posso confrontare a niente, perche' non c'e' niente che io abbia lasciato di piu' ricco e straordinario di questa vita in continua trasformazione. Ecco, si, ho trovato!! sorcerer.gif :

L'Espatrio...? Un Carnevale Permanente!!! wink.gif

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#22 User is offline   Pina 

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Posted 12 November 2007 - 12:13 PM

Silvia grazie per la fiducia che ci dai nel voler condividere con noi ricordi, pensieri e sentimenti così profondi e dolorosi, raccontati con la tua abituale leggerezza e ironia che li fa arrivare dritti al cuore di chi legge. wub.gif
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#23 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 13 November 2007 - 12:21 PM

concordo con Pina , silvia, e' molto bello leggerti e vedere con che forza hai costruito quello che ti e' mancato e con che tenacia ti porti dietro i tuoi ricordi della Sardegna dei tuoi nonni, come la parentesi serena, in un momemento duro della tua vita.
Hai ragione le radici te le porti dietro sono in te e nella serenita' che hai costruito con la tua famiglia, in quello che trasmetti a tua figlia quotidianamente, non sempre devono essere in un posto fisico, il cuore e' piu' che sufficiente per contenere quanto di bello la vita ci da.
Dalle tue parole traspare sempre un'entusiasmo assoluto per la tua stupenda vita itinerante, fatta di paesi certo non facili e di esperienze certo non da tutti i giorni, mi arrichisce leggerti, e mi riempie di gioia il vedere che ci sono persone come te in espatriazione, persone che non hanno vergogna dei loro sentimenti, persone che vivono a fondo quello che fanno con la mano tesa agli altri e alla vita. wub.gif wub.gif wub.gif
Continua a vivere con entusiasmo le tue esperienze e vedrai che guardandoti indietro vedrai mille radici dalla Sardegna in giro per il mond, mille piccoli porti in cui attraccare con pensieri ed emozioni... questo e' il regalo piu' grosso per Emily
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#24 User is offline   Silviaex 

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Posted 13 November 2007 - 01:16 PM

blushing.gif crying.gif flowers.gif flowers.gif wub.gif wub.gif

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#25 User is offline   carmencita' 

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  Posted 13 November 2007 - 03:47 PM

Cara Silvia,
mi hai commosso, sono felice che hai trovato la forza e la gioia di reagire a tutto questo costruendoti la tua vita!
Nella tua famiglia, in questo ti ammiro molto e forse a volte e' l'unica soluzione.

Pina, Giulietta, quanto al discorso delle radici, purtroppo non mi trovo d'accordo.
Come si fanno a portare a spasso le radici? Le piante sono l'esempio emblematico! La radice e' strettamente legata alla terra ed il suo nutrimento, se la togliamo dalla sua terra si secca muore, o solamente con fatica la si riesce a tenere viva. In piu' molte piante trapiantate non ce la fanno, altre si.

Quindi per me, sradicare e' sinonimo di morte, oppure un tentativo, a volte facciamo finta di essere capaci di sradicarci, in quanto nascondiamo tutt'altro dietro a questo fenomeno.

Scusatemi la franchezza.

Carmen
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#26 User is offline   annaparigi 

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Posted 13 November 2007 - 04:24 PM

Ma Carmen!
La terra dell'uomo è il mondo! La terra dell'uomo sono le sue relazioni, con se stesso e con gli altri...
E poi noi non siamo piante, e le parole sono parole.


Ora ti provoco rovesciando la tua provocazione, ma solo per gioco rolleyes.gif : sei sicura che non ci sia altro dietro la tua difficoltà a sradicarti?

Io sto imparando a sentire la terra intera così piccola e così mia....

Baci
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#27 User is offline   Silviaex 

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Posted 13 November 2007 - 05:29 PM

Carmen grazie per le tue parole!

Pensavo alle radici, alle piante... pensa che io una volta mi sono tirata dietro una piantina di... carciofo rolleyes.gif tanto mi mancava il suo sapore particolare... laugh.gif !

Sai credo che a volte si possano trasportare anche le proprie radici, sbatacchiandole magari un po', tra bauli e scatoloni...
E poi forse tutto dipende un po' anche (e soprattutto) se a 'ste radici ci si vuole rimanere attaccati o no..
Nel mio caso, diciamo che le ho strappate via, buttando quello che non mi 'serviva' ma tenendo sempre con me un pezzetto di qualcosa che, seppure non riesco bene a definire, e' pur la' che gemina e si mischia bene a tutte le terre e i suoli che ho visitato finora.

Cosi', se casa e' (per dirla con Claudia) sia il luogo in cui viviamo adesso ( Skopje, ancora per 6 mesi), sia Berlino, dove abbiamo un appartamento che ho risistemato ancora incinta di Emily (si era nel lontano 1999...) e che adoro wub.gif (e dove passo gran parte delle mie vacanze)... le radici... blushing.gif ... wacko.gif ecco... io non saprei dove posizionarle geograficamente parlando se non appunto qui con me (e ovunque io sia) wink.gif wink.gif wink.gif !

Buona notte !!
Silviaexpat
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#28 User is offline   carmencita' 

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Posted 13 November 2007 - 06:24 PM

Anna, di sicuro io avro' qualcosa di nascosto dietro... laugh.gif
Comunque non volevo provocare, solo che in tutti questi anni frequentando tanti stranieri oppure italiani da tutte le parti d'Italia, ho visto che infine la dinamica era sempre la stessa.

1. Si spostavano per lavoro, quindi il denaro
2. Per amore, quindi ti sposti pero' solo una volta ma poi rimetti lentamente radici, c'era comunque sempre la difficolta' di adattamento molto alta.
3. Andati via dal loro posto di origine per disagio, puo' essere qualsiasi, da quello famigliare a quello economico si scappa.
4. Per curiosita', quindi magari questo caso e' piu' giullare e sereno, ma alla fine dei conti se andavi a guardare, si tornava sempre al luogo d'origine. Guardate gli emigrati che dopo una vita di lavoro all'estero, in eta' pensionistica tornano al loro paese? Perche', se le radici sono dentro di noi?

Scusate.... forse mi caccerete dal sito, ma proprio non riesco a capire. Se le mie radici sono le relazioni ed i miei affetti perche' mai dovrei avere voglia di andare lontano da situazioni che mi stanno bene, se non ho una ragione valida.

Anche qui, le persone non sono nel Bahrain, per conoscere la cultura mussulmana, sono qui per i soldi, perche' in Italia si vive faticosamente, perche' qui hanno la maid a basso costo, non devono lavorare, possono farsi belle dalla mattina alla sera, e non affaticarsi troppo. Ha a che fare con le radici questo?? In piu' non ci credo che stanno bene fino in fondo, prima o poi si stufano tutti e tornano stranamente in patria!!

Non capisco dove sia questo mettere radici a questo punto, cosa sono il denaro?
Per me le mie radici sono gli affetti, le relazioni vere! E per avere un rapporto vero e sincero ci vuole tempo, non parlo di relazioni superficiali, la cultura, gli odori, i sapori, i rumori, le melodie, le risate delle persone, i valori, la religione!
Allora, se qualcuno mi dice, che con il tempo si e' abituato al posto dove vive, perche' ha dovuto dato che il lavoro del marito, compagno l'ha portato li' e non c'era altra soluzione, allora riesco a capire. Sicuramente c'e' chi e' piu' flessibile e chi piu' rigido, quindi vivendoci per tanto tempo, dopo le prime difficolta' ci si e' abituato al posto, se per voi questo e' mettere radici, allora abbiamo dei concetti diversi.
Per me le radici sono qualcosa di indelebile! Parte di noi, dalla nascita alla morte! Quindi quando prendiamo le radici di un altro posto abbracciamo questo in tutto e per tutte e lo conosciamo, allora si puo' parlare di integrare le radici.
Per me le radici rimangono legate alla terra, certo nel mondo, ma pur sempre una!

Scusateeeeeeeeeee
Carmen

This post has been edited by carmencita': 13 November 2007 - 06:44 PM

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#29 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 13 November 2007 - 06:55 PM

QUOTE
forse mi caccerete dal sito


MA SEI MATTA CARMEN blink.gif blink.gif blink.gif ????
Qui non si caccia nessuno original.gif

Il discorso è molto lungo e io non ho troppo tempo adesso, ma dato che sono stata io a portar le palme nella discussione, vorrei giusto dare qualche risposta agli ultimi messaggi, in modo da alimentare la discussione.

Carmen, secondo me nel tuo accorato messaggio confondi vari tipi di situazioni che non sono necessariamente da associare al fatto di sentire radici da qualche parte oppure no. C'è che viaggia in maniera molto superficiale, ad esempio per soldi, come dici bene tu, e "sopporta" disagi e privazioni di paesi meno sviluppati di altri proprio perchè gli stipendi fioccano in abbondanza e forma nutrita. Queste persone cosa vuoi che radichino? La loro missione è chiara, lucida fin dal principio. La motivazione che li spinge non ha molto a che vedere con un coinvolgimento emotivo.

Citi poi le donne che si spostano per amore, e, aggiungerei io, non riescono a provare amore al di fuori di quello per il proprio compagno (non sto giudicando male, eh blush.gif - è una situazione come un'altra della vita !!!) e quindi vivono l'esperienza all'estero come un sacrificio, soffrono per una scelta imposta e una volta di più non sviluppano affettività (e quindi radici) nei posti dove vanno.

C'è, ancora, un esercito di gente che "emigra" per necessità, e pur ricostruendosi una vita, una professione, magari una famiglia altrove, torna sempre all'Italia perchè quello è il paese che gli resta per sempre nel cuore.

Ci sono però anche molte altre persone (e l'Allende è una di queste laugh.gif ) che per una serie di ragioni hanno avuto dei coinvolgimenti forti con altri paesi differenti dai loro di origine, e hanno sentito che le loro timide radici avevano voglia di attecchire un pochino in quella terra..... beh, l'Allende (PROMETTETEMI CHE LEGGERETE QUESTO BENEDETTO LIBRO rolleyes.gif ) ad esempio spiega che non si è mai sentita a casa negli Stati Uniti fino a quando non c'è stato il 9/11: lì ha sentito che doveva scegliere il paese, e per la prima volta si è sentita americana. Persone come noi, che so io, Silvia, Cristina, Miriam, quante altre donne di questo forum e anche che non vengono su questo forum ma hanno già vissuto vari espatri, si sono trovate più volte nella situazione di dove chiudere tutto in un posto e ricominciare in un altro...... e magari alla fine hanno comprovato che anche se, come dici tu, sradicarsi è morire, ricostruirsi altrove magari è vivere, è ricrearsi, riinventarsi.....

Devo scappare ma voglio dirti un'ultima cosa, a proposito degli affetti:
QUOTE
Per me le mie radici sono gli affetti, le relazioni vere! E per avere un rapporto vero e sincero ci vuole tempo


Qui non sono proprio d'accordo. Io ho amici/amiche con i quali ho condiviso un periodo breve della mia vita, ma che ancora oggi, quando li rivedo, sento vicini al cuore in maniera forse differente ma altrettanto profonda degli amici/amiche coi quali ho condiviso gli anni passati in Italia. Credo che la cosa bella dell'espatrio sia proprio il fatto che ti costringe a vivere situazioni talmente singolari, che creano spontaneamente dei legami quasi viscerali con le persone. E' vero che più tempo si trascorre insieme e più occasioni si ha di mettersi alla prova, e più solido diventa il rapporto, ma è anche vero che ci sono altre situazioni che fan sì che l'amicizia e la complicità nascano e perdurino nel tempo, e anche a distanza.

Ed è per questo che è magicamente possibile, secondo me, mettere radici negli affetti e non solo nella terra.... ma adesso devo scappare, eh! continuo in un altro momento sorcerer.gif

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Posted 13 November 2007 - 08:11 PM

QUOTE
però, invece del temuto boia, arrivarono degli operai sudati e, come diligenti formiche, scavarono tutt'intorno a ogni albero, fino a staccarlo dal suolo. Gli asciutti alberi afferravano grumi di terra secca con le loro magre radici. Le gru portarono le palme ferite in alcuni buchi, che i giardinieri avevano preparato in un altro posto, e lì le piantarono. I tronchi gemettero sordamente, le foglie caddero in strisce gialle e per un periodo sembrò che niente potesse salvarle da tanta agonia, però sono creature tenaci. Una lenta ribellione sotterranea stava estendendo vita, i tentacoli vegetali si aprirono il passo, mescolando i resti della terra di Via Cueto con il nuovo suolo. In un'inevitabile primavera le palme si svegliarono agitando le loro parrucche e accarezzando i tronchi, vive e rinnovate indipendemente da tutto. L'immagine di questi alberi della casa dei miei antenati mi viene spesso in mente quando penso al mio destino di sradicata........


Scusami Claudia se sono ripetitiva, ma le palme di Allende sono sopravvissute per miracolo, perche' erano forti e hanno voluto, ma hanno sofferto ed attraversato una terribile agonia, quindi, non e' stato naturale per loro sradicare,hanno rischiato di morire. Anche Allende dimostra che non e' un processo naturale, che lei stessa per farlo ha dovuto soffrire... blush.gif

This post has been edited by carmencita': 13 November 2007 - 08:13 PM

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