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Africa: pazienza ed Air Conditioning!

#1 User is offline   Silviaex 

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  Posted 25 March 2009 - 07:16 AM

Ragazze,
e' un po' ormai che non vi racconto le mie avventure quotidiane qui a Khartoum.
In effetti, devo ammettere di aver passato delle settimane piuttosto pesanti dal punto di vista logistico-amministrativo e la cosa mi ha quasi tolto la voglia di raccontarle - quelle disavventure - con ironia e distacco... dry.gif

Adesso pero' il peggio e' passato e finalmente, dopo 7 settimane, abbiamo recuperato i nostri 30 e passa bauli e - sempre dopo 7 settimane - abbiamo anche ricevuto due scaffali/librerie belle grandi dove sistemare le nostre cose, quelle, per capirsi, che fanno casa: libri, quaderni di Emily, ceramiche pakistane, lanterne, teiere, aggeggini inutili ma cosi' cariiiiniii di cui non si riesce proprio a liberarsi, etc etc.

Adesso insomma, posso sedermi ogni tanto rilassata sul divano a riflettere su come questa mia prima esperienza in Africa si stia sviluppando. E una cosa viene subito alla mente: la differenza - enorme - che ho trovato qui nell'affrontare le cose, nel cercare e trovare soluzioni a problemi (di vario tipo), nel considerare il Tempo come parte equalmente importante e strategica nella risoluzione di quegli stessi 'problemi' da risolvere. Qui infatti, sembrerebbe che il tempo non ha valore. Cristinaexpat e Claudia 'ridono' (sono sicura con affetto!! wub.gif ) della mia sorpresa, e io stessa in effetti, dopo anni di subcontinente indiano pensavo di essere ormai battezzata e stravaccinata rispetto a languore, lentezza e astrazione temporale... eppure, no, vi assicuro, ho come la sensazione che questa lentezza e apatia africane siano qualcosa di totalmente a se' stante, molto piu' difficile da inquadrare e sicuramente - per noi europei - molto piu' complicato da afferrare... huh.gif

Per dirvela tutta, anche senza fare esempi dettagliati, nelle ultime due settimane, questa lentezza e inagibilita' mi hanno quasi soffocata, mi sono sentita in trappola, in preda ad un attacco di claustrofobia... unsure.gif

Visto che siamo ormai in tante ad essere in Africa, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi...

Silviaexpat
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Personal blog: http://silviadelogu.wordpress.com
1992-93: Siria / 1995-98: Pakistan / 1998-99: India / 1999-00: Germany / 2000-02: Armenia / 2002-05: Pakistan / 2006-2008: Macedonia / 2009: Sudan / 2010: Tanzania / 2011: Berlin, Germany
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#2 User is offline   Aleexpat 

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Posted 26 March 2009 - 07:52 AM

Mi fa tanto piacere sapere Silvia che almeno i bauli siano arrivati e che la casa si stia riempiendo delle "tue" cose! rolleyes.gif
Meno piacere sapere che stai lottando "contro il tempo" o almeno quello che e' il concetto di tempo!
Non ho esperienze africane, Claudia e Cristina in questo sono le esperte, ma solo arabe e devo ammettere che un po' capisco quello che tu lamenti!
Piu' volte mi sono sentita "ferma" perche' dipendente da azioni, decisioni..che non arrivavamo mai; avevo imparato a specificare l'ora di un appuntamento (aggiungendo anche quelle 3 0 4 ore di ritardo di default), ma anche il mese e l'anno ( unsure.gif ) e pregando dopo che la persona come un messia apparisse alla porta! sad.gif
Un giorno ne stavo parlando con un gruppo di ladies, molto "old english", ascoltavo le loro spiegazioni su questa apatia, indolenza, forse allergia all'organizzazione (perche' fare oggi quello che si potrebbe fare domani....ma perche' non dopodomani! dry.gif ) e mi veniva troppo da ridere...dicevano..."Sara' il clima?...Sara' l'abitudine?....Sara' il cibo? o si si e' sicuramente il cibo!".
Forza Silvia....riderci sopra e' forse l'unico modo per sopravvivere! blush.gif


Aleexpat
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#3 User is offline   Cristinaexpat 

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Posted 26 March 2009 - 08:10 AM

Cara Silvia, non rido di certo: sorrido, quello sì, con affetto, ma ti assicuro che hai tutta la mia comprensione e la mia solidarietà.
Il primo impatto con l'indolenza africana (ma non solo africana: io l'ho vista anche nel mondo arabo, in paesi a clima molto caldo) mette a dura prova i nostri nervi abituati alla frenesia europea.
All'inizio non capisci perché si debba essere così apatici, ti viene anche da pensare "adesso capisco perché in certi paesi ci sono certi problemi".
Poi passi alla fase del nervoso puro e diventi isterica: soprattutto quando la cosa ti riguarda da vicino e ci vuole una settimana per avere un idraulico urgente, poi ci vogliono ore per sistemare il problema e la settimana dopo ti ritrovi allo stesso punto di partenza.
Quando mi agitavo e mi arrabbiavo perché non venivano rispettati gli orari, leggevo negli occhi dei locali un misto di stupore e disapprovazione, del tipo: "ma perchè si agita tanto? non è salutare".
Con il tempo ti rassegni alle lunghe ore perse nelle interminabili attese di tutto e per tutto e inizi a capire alcune cose. Ad esempio che arrabbiarsi e agitarsi in effetti non serve a nulla, se non a farti venire il mal di fegato. Che questo modo di vivere in fondo è una sorta di strategia di sopravvivenza ad un clima implacabile e a delle condizioni di vita che sono particolamerne dure.
Quando rientravo in Europa dall'Arabia e dalla Nigeria, mi stupivo sempre di quanto seri e pensierosi siamo noi europei, di come non sappiamo mai sorridere guardando un bambino o parlando tra noi.
In questi paesi, nonostante gli enormi problemi anche di sopravvivenza, la gente sorride sempre, guarda alla vita con fiducia e non si abbandona alla depressione. Io mi sono fatta l'idea che questa loro capacità di vivere il poco che hanno e apprezzarlo dipenda anche da questa "lentezza" di vita, da questo lasciarsi vivere i momenti della giornata senza stressarsi e agitarsi per avere qualcosa d'altro o perchè non lo puoi avere nei tempi e nei modi che vorresti.
A mio avviso questo aspetto della cultura africana è un efficace modo per sopravvivere in un paese africano.

Ma sarei curiosa di sapere anche l'impressione delle altre: voi che ne dite?


Cristinaexpat
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2002 Al Khobar (KSA) / 2003-2006 Port Harcourt (Nigeria) / 2006-2009 Parigi (Francia) / 2009-2011 Lagos (Nigeria) / 2012 Perth (Australia) - Milano (Italia) / 2013 Edmonton (Canada)
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#4 User is offline   perlina 

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Posted 26 March 2009 - 08:49 AM

Io praticamente non ho ancora fatto molta esperienza africana in questo senso. Per fortuna/purtroppo, il mio compagno è stato qui prima di me e molte questioni burocratiche le ha già sistemate lui, ma è vero quello che dite, l'ndolenza africana me la racconta spesso. Proprio lui che è uno che non sopporta nemmeno le attese europee.
Mi ricordo che quando stavo qui la volta scorsa mi irritava vedere alcuni ragazzi (tra cui quello che mi aiuta in casa) trascinarsi sulle loro ciabattonee striscianti laugh.gif ... rolleyes.gif
Le cassiere del supermercato (finalmente delle donne!) fanno il conto con molta calma, chiaccherano tra loro, telefonano e il moroso si arrabiaaaaaaa... A me questa situazione fa ridere perchè penso a come invece ero trafelata in italia a riempire i sacchetti in fretta mentre il cliente in coda mi fracassava le caviglie col carrello....
Scherzi a parte, sono ancora fresca, vedrete che tornerò a raccontarvi.
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#5 User is offline   Luny 

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Posted 26 March 2009 - 09:05 AM

Ciao,
faccio i conti con i tempi africani da 4 mesi ormai.
All'inizio ero sconvolta, dopo aver lavorato a Milano dove tutti corrono e correvo anch'io anche se ero in orario (mi sentivo pazza a non correre blink.gif ), i tempi africani mi facevano impazzire.
Il primo incontro è stato per l'autenticazione delle fotocopie dei documenti. Persone necessarie: 4!!!!
- una guarda il documento;
- una lo timbra;
- una lo firma;
- una fa pagare

Ero basita.
Per un timbro ci hanno chiesto di ritornare dopo un paio d'ore; per montare il contatore dell'acqua ci hanno detto che sarebbero venuti dopo 10 giorni...

All'inizio mi snervava, non ci potevo credere e anch'io mi innervosivo. Adesso sono più "zen".
Certo, se ho fretta torna il nervosismo, ma cerco di "accettare" la cosa e fronteggiarla. Ricordo gli appuntamenti 4 volte, li do con almeno 30 minuti di anticipo sul mio arrivo e anch'io faccio le cose con più calma.

E pazienza...
Sarà il caldo?il cibo? Come chiedeva Alex tongue.gif
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#6 User is offline   Aleexpat 

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Posted 26 March 2009 - 10:48 AM

QUOTE
Sarà il caldo?il cibo? Come chiedeva Alex

o no, non lo chiedevo io, ai tempi assistevo ad una conversazione ed erano queste sciure inglesi che davano dei motivi a tutta questa lentezza ed apatia ...motivi che mi facevano sorridere perche' a parte il caldo, tutti gli altri non mi sembravano affatto plausibili. E poi quando al cibo e' stata data la "colpa" di tutto...beh, la situazione e' diventata una barzelletta tra me e mio marito, tanto che ancora adesso quando non capiamo bene il perche' di qualche problema la cui soluzione va a rilento ci diciamo "Sara' il cibo!!!???" laugh.gif

Comunque, mi ha fatto sorridere il tuo racconto...per risolvere i problemi ci volevano sempre un numero considerevole di persone coinvolte, e' vero! blush.gif

QUOTE
Io mi sono fatta l'idea che questa loro capacità di vivere il poco che hanno e apprezzarlo dipenda anche da questa "lentezza" di vita, da questo lasciarsi vivere i momenti della giornata senza stressarsi e agitarsi per avere qualcosa d'altro o perchè non lo puoi avere nei tempi e nei modi che vorresti.

Sono totalmente d'accordo con Cristina ...quanto il fatto che invece la nostra immancabile frenesia ci faccia perdere spesso la qualita' di momenti unici e che non ci rendiamo conto lo siano!
Aleexpat
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#7 User is offline   Cristinaexpat 

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Posted 26 March 2009 - 11:29 AM

E' incredibile come in certi paesi si valuti l'importanza della manodopera al punto che per il lavoro di una persona se ne mandano due o tre e non sono frequenti le immagini nei cantieri o in giro per le strade di un paio di operai che lavorano e il gruppetto intorno che sta a guardare e dirige le operazioni.
Il record l'ho visto a casa mia in Arabia Saudita: per riparare il condizionatore si sono presentati in 9: il tecnico che ha studiato il problema, il suo vice, l'operaio che sotto la direzione del tecnico ha fatto il lavoro, il suo vice (non si sa mai che servisse una mano), il supervisore-capo del tecnico, il responsabile della società esterna che fa la manutenzione, il supervisore della manutenzione del compound, il suo responsabile, più un altro tizio che non ho capito bene chi fosse. Alla fine chi ha fatto il lavoro è stato uno solo, ma erano necessari tutti per .... dirigere le operazioni!
Cristinaexpat
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#8 Guest_mojito_Invité

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Posted 26 March 2009 - 01:50 PM

senti ti tiro un po' su il morale laugh.gif laugh.gif laugh.gif
nel 2004 avevo passato un mese scorazzando in lungo ed in largo per la tanzania con i mezzi pubblici, un gran delirio e situazioni al limite del surreale come da manuale. unsure.gif alla fine pensavo di essere diventata zen come il Dalai Lama tanto avevo capito che alla fine andava tutto magicamente a posto, in maniera illogica, folle se vuoi, ma tutto rientrava in ordine (più o meno eh? mica si è nella noiosa sfizzera!). laugh.gif laugh.gif laugh.gif
al ritorno all'aereporto di Dar El Salaam sono riusciti a farci imbarcare su un volo che non era il nostro. noi dovevamo andare a Nairobi e poi ad Amsterdam ed in seguito a Madrid. oddio dei dubbi erano venuti anche a noi, i posti non corrispondevano a quelli del biglietto, la compagnia aerea non era quella che doveva essere...
avevamo fatto le nostre rimostranze A) agli addetti all'imbarco b) alle persone sotto la scaletta dell'aereo C) a non so quanta gente del personale di bordo.
ovviamente ci avevano guardati con la solita aria "occidentali stessati volete stressare anche noi?".
alla fine erano riusciti a convincermi di essere una pazza isterica. l'aereo accende i motori, si avvia verso la pista, inizia la preparazione al decollo..... inizia a prendere velocità quando tutto si blocca. salgono degli addetti alla sicurezza che chiedono dove sono gli italiani e fra urla e strepiti ci fanno scendere.
tentiamo di capire cos'è successo e quelli ci dicono che l'aereo sul quale eravamo saliti era diretto in Etiopia. se il mio ragazzo non ha commesso un omicidio è stato un miracolo! mad.gif mad.gif mad.gif mentre stavamo discutendo l'aereo vero era partito ma quegli storditi mica si erano preoccupati di imbarcarci. akuna matata (non c'è problema in swahili, frase santa da ripetere come mantra). laugh.gif laugh.gif laugh.gif
com'è finita: siamo stati 8 ore in aeroporto con ratti che saltellavano a destra e a manca e dove tutti, dalle donne delle pulizie a quelli del ristorante, venivano a conoscere i due europei che volevano prendere un volo sbagliato.
dopo alcune ore ci hanno trasferiti in un albergo extralusso dicendoci che se ci andava bene saremmo partiti dopo una settimana.... non c'erano voli liberi.
dopo 3 giorni Manitù o chi per lui ci ha fatto la grazia e si è liberato un posto su un aereo per amsterdam da dove avremmo raggiunto BCN dove ci apettavano i nostri bagagli.
tanto per non smentirsi in dogana non volevano farci passare perchè avevamo il visto d'uscita dal paese ma non quello di entrata (sa signor doganiere, noi volevamo partire ma i suoi colleghi storditi dell'aereporto non ci hanno fatti partire ed ovviamente visto che dal paese non siamo mai usciti anche se avevamo un visto di uscita nessuno ci ha fatto un nuovo visto d'entrata.... sa com'è).
io l'ho presa in ridere tanto alla fine puoi incavolarti quanto vuoi ma se l'aereo non c'è non c'è. ohmy.gif ohmy.gif ohmy.gif ohmy.gif ohmy.gif
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#9 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 26 March 2009 - 04:39 PM

laugh.gif laugh.gif laugh.gif

Ilaria, ho vissuto la tua stessa identica esperienza proprio a Khartoum (!) con la Sudan Airways, solo che io ero in compagnia di un giovane siriano che mi si era appiccicato, e che il volo su cui ci avevano messo andava al Cairo invece che a Roma ohmy.gif
Comunque Silvia, ragazze, adesso non ho davvero il tempo di sviscerare la faccenda, ma ne avrei da dire, ne avrei... poi Silvia, tu lo sai, la mia vita africana è cominciata proprio da Khartoum, e dopo il Sudan ho sperimentato varie altre realtà africane, e in effetti è vero - e lo dico sempre - l'Africa è un continente super faticoso. Il problema è che tu sei in fase di installazione, quella fase in cui tutto dovrebbe andare rapido e senza intoppi (lo stesso accade quando si lascia un paese, lo sto sperimentando io col Perù: vorrei potermi dedicare agli amici, a mangiar ceviche e passeggiare sul Malecon di Lima, e invece corro da un ufficio all'altro a risolvere miriadi di problemi burocratici), e quindi senti in maniera ancora più forte la lentezza, il ritmo decelerato, il fatalismo....

Però in genere quando poi ci si sistema un minimo a questa cosa ci si fa un po' il callo... da una parte adattiamo noi i nostri ritmi alla realtà circostante e ci abituiamo ad abbassare la soglia delle nostre esigenze, dall'altra sono meno le situazioni nelle quali l'africanità viene messa alla prova... e si trova il proprio equilibrio. Te lo dico io che in Africa ci ho vissuto quasi dieci anni e me la porto ancora nel cuore wub.gif

Claudiaexpat
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1989-90: Sudan / 1990-91: Angola / 1992-94 : Guinea-Bissau / 1995-97: Congo / 1999/03: Honduras / 2003-2009 Perú / 2010 Gerusalemme
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#10 User is offline   selena 

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Posted 26 March 2009 - 05:48 PM

so che la spagna non é comparabile con la situazione africana, ma visto che bisogna ridere, mettiamo anche i tempi spagnoli laugh.gif

- tempo per avere l'allacciamento internet o tv via cavo: 1 giorno dalla telefonata per richiedere l'informazione e l'attivazione del servizio
- tempo per avere l'idraulico in casa quando il vater non funziona da giorni, significando questo che quando hai bisogno del vater speri di non fare niente di solido visto che non scende niente, o addirittura esce "acqua" dalla base o da sopra, e giá sei stufa di pensare a come risolvere l'increscioso problema, e stanca di ripulire costantemente il pavimento oltre al tremendo odore che ti accompagna tutto il giorno : da 2 a 3 settimane (nel frattempo speri nei miracoli del vater, o pensi che potresti fare un corso rapido di idraulica!)
- tempi per fare la residenza, da luglio 2007: dai 10 minuti alle 3 ore, dipendendo dalla coda di gente e dai documenti richiesti e presenti nelle tue mani
- tempi richiesti per ricevere la tessera sanitaria: dai 6 mesi ai 2 anni, dove non c'è distinzione che tu sia straniero o autoctono, durante i quali giri con il classico foglio A4 sempre nel taccuino, passi quel che passi, il quale taccuino ormai é pieno di fogli A4, visto che oltre al foglio della sanitá ti devi portare dietro anche la fotocopia della residenza, l'empadronamiento e varie altre fotocopie..
- tempi per ricevere, tramite consolato via barcelona, una pubblicazione di matrimonio: 3 anni e ancora non é arrivata
- tempi per cambio indirizzo nell'aire: dopo un anno ancora non é stato cambiato.....
- tempi per avere la visita con il medico, al quale si deve sempre richiedere appuntamento anche solo in previsione di un futuro malanno, che non si sa mai: 3 giorni, come minimo
- tempi per una visita specialistica nella sanitá pubblica: dai 2 ai 6 mesi, incrociando le dita
- tempi tra una visita ginecologica, ecografia e responso: 6 mesi, e ringrazi l'universo visto che era la visita annuale e non hai problemi fisici da risolvere!
- tempi persi alla cassa per pagare la spesa, in una giornata normale, ossia, senza feste che obblighino a rifornimenti: dai 15 ai 30 minuti, dipendendo dalla cassiera e dalla sua predisposizione alla loquacitá

naturalmente le cose cambiano a seconda delle regioni. in andalucia son sempre puntuali. se ti dicono "ci vediamo alle 5 del pomeriggio", puoi star sicura che alle 5 la persona sará presente all'appuntamento, se non prima. se te lo dicono a mallorca, stai tranquilla, che alle 5 non ci sará nessuno, e che alle 5:30 ci sará la possibilitá che la suddetta persona possa essere presente.

ora vi faccio un esempio incredibile: stiamo traslocando, il 4 aprile saremo di nuovo di nuovo a mallorca, ed oggi abbiamo chiamato la compagnia dell'internet per fare il cambio d'indirizzo e ricevere il loro servizio nella nuova casa. dopo 4 ore ci hanno chiamato che giá ce l'avrebbero installato oggi stesso, e noi abbiamo dovuto dirgli di aspettare almeno fino al 6 aprile!!! blink.gif

ecco, sono queste le cose che forse non capiró mai di sto incredibile paese!!!
España: 2004-hoy

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#11 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 27 March 2009 - 02:34 AM

non conosco l'Africa nel senso di espatrio e di vita vera, ma conosco l'India e sono 8 mesi che lotto con la lentezza radicata, le attese snervanti , i gruppi di omini che arrivano per le riparazioni, guardano e spariscono....Sono passata attraverso diverse fasi, attualmente sono nella zen, me ne infischio.... e mi dico che fa parte del paese.
Poi francamente con il caldo che fa un po' li capisco!!! laugh.gif laugh.gif laugh.gif
Giuliettaexpat
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