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Figli expat nel futuro ossia cosa mi devo aspettare

#1 User is offline   ExpatLe 

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Posted 03 January 2014 - 02:53 PM

La mia storia di vita fino ai 20 anni è stata davvero statica, non ho mai traslocato, ho vissuto in un paesino di 700 anime vicino a una "grande" città che forse supera i 100.000 abitanti, ho studiato, fatto sport agonistico...insomma una vita piuttosto "normale".
Mai avrei pensato di formare una famiglia come quella che ho in questo momento: 8 anni insieme, 7 traslochi, 6 città di cui 2 straniere...e negli ultimi due anni si sono aggiunti i due bimbi al seguito. Non ho mai pensato che i miei figli potessero fermare queste nostre peregrinazioni, anzi soprattutto per dare qualcosa in più a loro, faremo in modo che le peregrinazioni estere siano sempre di più, ovviamente per quanto il lavoro di mio marito ce lo permetta.
In tutto questo c'è solo un dubbio, una piccola ansia che mi attanaglia il cervello. Cosa succederà quando i miei figli cresceranno e inizieranno scuola, faranno amicizie, avranno voce in capitolo su questa nostra vita? Cosa mi devo aspettare? Quali battaglie, quali gioie?
Ho letto l'articolo sul sito della ragazza francese cresciuta in una famiglia expat, ho letto la sua tranquillità, il suo considerare normale spostarsi ogni 3 anni. Mi pare così strano, come hanno fatto a passargli quella tranquillità? Come fa a non pesarle i contro che questa vita da girovaghi tutto sommato porta?

Ok un sacco di dubbi, se qualcuna di voi volesse illuminarmi ne sarei felice :)

This post has been edited by ExpatLe: 03 January 2014 - 02:55 PM

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#2 Guest_Erikaexpat_Invité

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Posted 03 January 2014 - 08:31 PM

Ciao Eleonora.
Inanzitutto benvenuta e scusa per il ritardo con cui ti accolgo. Sono Erika(expat), in Kazakhstan da due anni e mezzo, partita per seguire il marito con due bambine e messo in cantiere un altro 'tutto kazako' ;)
È un bell'argomento, quello che proponi. Perchè anche io spesso mi chiedo 'che ne sarà di loro?', ma anche che lingua parleranno, di che nazionalità su sentiranno, se saranno più forti o più fragili di un coetaneo....
Poi la mia cinquenne mi fa il resoconto di compagni partiti e arrivati, mi parla di luoghi che non conosce ma che sente suoi perchè qualcuno ci vive o ci ha vissuto.... E la mia decenne mi parla di Australia, di Stati Uniti, di college (Giulietta, help me ;)))) come se mi parlasse di Venaria (!). Insomma, dopo pochi anni sono entrate nell'ottica che oggi siamo qui e domani.... Vedremo!
E poi vedo persone che i figli li hanno grandi e stanno bene, studiano all'estero e se la cavano e mi dico che si puo fare!
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#3 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 04 January 2014 - 12:47 PM

Bello quest'argomento!!!!

Ricordo che anch'io mi facevo le vostre stesse domande quando i miei erano piccoli - in particolare mi angosciava un po' l'idea del rapporto che avrebbero avuto con l'Italia, mi chiedevo dove avrebbero vissuto e tante altre cose (beh, in parte me le chiedo ancora :D).

Io posso portarvi il mio esempio di due figli super internazionali che sono venuti proprio bene. Alessandro e Mattia oggi hanno 17 e 22 anni, hanno vissuto in quattro continenti e sei paesi diversi e studiato in tre lingue diverse. Alessandro sta studiando (e lavorando) in Francia, Mattia continuerà i suoi studi in Inghilterra (da questo settembre). Entrambi sono sereni, anzi, molto felici oserei dire :blush:, hanno avuto una carriera scolastica brillante, e sono solidi, maturi, interessati al mondo e hanno amici (loro e nostri) su tutto il pianeta. Per me questo dell'espatrio è stato un esperimento molto riuscito :sorcerer:

Non sempre va così però. E' vero che cambiare costantemente paese, trovarsi ogni volta a ricostruirsi un cerchio di amici e magari dover imparare da zero una lingua perchè bisogna farlo per funzionare a livello sociale e affettivo, può risultare molto, molto faticoso, e lasciare dei segni a volte anche permanenti nel ragazzino/a.

Io sono fermamente convinta di una cosa: lo stile di vita mobile è davvero un grandissimo vantaggio per i nostri figli/e: contribuisce a creare degli esseri aperti, davvero multiculturali, umanamente abili, pronfondi e capaci di funzionare in una varietà incredibile di ambienti. Tutto questo però ha un prezzo. I nostri figli si trovano sottoposti a degli stress enormi quando devono dire addio ai loro amici. E altrettanto quando arrivano in un nuovo ambiente dove tutti si conoscono e loro si sentono pesci fuor d'acqua, e magari devono inserirsi usando appunto una lingua straniera. Questi giovani diventano una strana stratificazione di ambienti, ricordi legati a paesi dove non faranno mai ritorno, esperienze che potranno ricordare con nessuno perchè le hanno vissute con persone che sono rimaste all'altro lato del mondo, ed esseri umani che magari già a 15 anni hanno provato il profondo dolore dello sradicamento.

E sono convinta anche di un'altra cosa: quei figli che hanno alle spalle dei genitori solidi e motivati riescono a navigare attraverso questo stress senza restarne marcati, ma integrandolo nell'album di esperienze di vita imparando a trarne quanto di buono e utile potrà servir loro nel futuro. I genitori dei figli espatriati devono essere doppiamente, no, triplamente presenti rispetti a quelli dei figli stanziali, perchè devono sopperire alla mancanza di una rete famigliare e sociale (nonni, cugini, amici di infanzia) che giocano un ruolo di sviluppo fondamentale nei figli/e stanziali, e devono curare il dolore dei distacchi e delle rinunce, che per i figli/e mobili è elevatissimo fin dalla più tenera età.

Insomma, fare figli espatriati va bene, ma dobbiamo imparare a trasformarci in super genitori :w00t: :w00t: :P :P

Scherzo ma solo in parte: il nostro ruolo è davvero fondamentale per la crescita serena dei nostri figli, perchè gli stiamo proponendo una vita in cui tutto cambia, in cui tutto ruoto intorno a loro in più lingue, più culture, più situazioni, e dove noi diventiamo le colonne fisse a cui aggrapparsi. Quindi dobbiamo non solo avere la solidità per permettere a loro di aggrapparsi a noi (e questa solidità ci viene dalla motivazione e dalla certezza che questa vita è bella e interessante), ma anche la fantasia, la creatività e l'energia per riuscire a trasmettergliela nel modo più giusto.

Nella nostra sezione Bimbi e Espatrio ci sono un sacco di articoli interessanti e anche delle testimonianze dei nostri figli su questa esperienza d'espatrio, se hai bisogno per trovarli fai un fischio, ti aiuto volentieri!

Claudiaexpat
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#4 User is offline   Cinzia 

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Posted 04 January 2014 - 03:55 PM

Che argomento interessantissimo davvero. Io sono ancora all'inizio perche' mia figlia ha poco piu' di un anno e mezzo, pero' ci sono un sacco di domande che anche io mi pongo soprattutto adesso che comincia a dire le prime parole in entrambe le lingue e a esplorare il mondo.

Concordo con Claudia che i genitori in espatrio diventino per forza di cose 'Super Genitori'

Vi allego questo link che cade a fagiolo : http://www.buzzfeed....school-kid-grak

Buon Anno
Cinzia
Cinzia
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”Twenty years from now you will be more disappointed by the things that you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream. Discover” Mark Twain.
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#5 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 05 January 2014 - 09:31 AM

Stupendo Cinzia, tutto vero :w00t: :w00t: :w00t: Lo condivido sul gruppo FB di Expatclic :sorcerer:

Sono davvero un bel po' speciali questi figli expat, e sapete una cosa? Come tutte le altre cose nella vita, non bisogna stare troppo a preoccuparsi di dove andranno a finire...probabilmente la loro vita futura sarà marcata dagli ultimi anni di scuola, dal sistema in cui hanno studiato, dagli amici che si saranno fatti, dalle cose interessanti che avranno vissuto durante gli anni dello sviluppo...e i cambiamenti non vi cadranno in testa come un vaso, ma li sentirete venire e prenderanno forma pian piano...come la vecchiaia del resto :rolleyes:

Claudiaexpat
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#6 User is offline   ExpatLe 

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Posted 05 January 2014 - 03:34 PM

Grazie a tutte :)
In fondo sì, mi sto un po' fasciando la testa, anche perchè non ho proprio idea di come sarà la nostra vita e magari finiremo in Italia senza muoverci più...odddio speriamo proprio di no!!! :P
La scuola mi lascia un po' perplessa, non so cosa fare, dopo la Francia rientreremo quasi sicuramente per un periodo in Italia e i miei bimbi per l'epoca dovranno iniziare le elementari, voglio informarmi sulle scuole internazionali o su quelle bilingue, voi sapete qualcosa? Se poi invece rimanessimo in Italia avrebbe senso continuare in quella direzione?

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#7 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 10 January 2014 - 08:13 AM

Ciao ExpatLe,
guarda, la scelta della scuola è un altro tormentone. Se all'orizzonte potrebbe prospettarsi un rientro definitivo in Italia, è bene cercare di tenere il più vivo possibile l'italiano dei propri figli (io l'ho sempre fatto in vari modi, compreso far fare - al grande perchè col piccolo non c'è stato verso :rolleyes: - degli esercizi scritti su libri che mi portavo dall'Italia), per facilitare loro il compito una volta rientrati (e comunque male non fa :D). Senza angosciarsi, comunque, perchè i bambini sono molto flessibili, e superato un primo momento di difficoltà non hanno problemi a studiare in italiano, anche se non hanno mai frequentato scuole italiane.

Dato che per il lavoro di mio marito abbiamo avuto spesso pause (anche piuttosto lunghe) senza lavoro, siamo sempre rientrati in Italia e durante quei periodi di transizione tra un paese all'altro abbiamo messo i bambini nella scuola francese di Milano - la nostra scelta del sistema francese è stata anche dettata dal fatto che ci sono scuole francesi un po' ovunque nel mondo, è una rete molto estesa e molto compatta, come saprai. Se li avessimo messi a studiare nel sistema anglofono, sarebbe stato più problematico perchè le scuole internazionali in Italia costano il triplo della francese (che già non è regalata :rolleyes:) e senza lavoro non ce la saremmo proprio potuta permettere.

Se invece rientrate in Italia definitivamente, il discorso cambia ancora. Chiedi se ha senso continuare in un percorso scolastico internazionale...dipende :) Dipende da cosa volete per i vostri figli, da che tipo di ambiente vi piace (le scuole internazionali sono private e care e quindi ci va gente che se lo può permettere, nella scuola pubblica italiana c'è un ambiente diverso), che importanza ha per voi che studino le lingue, e a che livello...

Io come ti ho già detto, non mi preoccuperei più di tanto: adesso siete in Francia, il sistema francese è molto valido (pur con tutte le sue pecche), lo ritrovate molto facilmente in tanti paesi del mondo, e permette ai vostri figli di imparare bene una lingua complessa, la qual cosa servirà loro anche ad imparare più rapidamente altre lingue in futuro. Quando all'orizzonte si prospetteranno scenari più sicuri, vedrai un po' in che modo muoverti. Fermo restando che è sempre bello discutere e che queste conversazioni ci aiutano a tenere la mente aperta e l'ottimismo in alto :P

Claudiaexpat
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#8 User is offline   ExpatLe 

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Posted 18 January 2014 - 03:30 PM

Il problema è che non saremo mai sicuri al 100% di dove e cosa faremo. L'estero per noi saranno sempre e solo parentesi concesse, che variano da uno a quattro anni con rientri in Italia più o meno lunghi.
Però l'idea della scuola francese che si può trovare un po' dappertutto non è male.

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