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Le lingue in espatrio

#1 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 20 May 2008 - 09:20 PM

Ciao a tutte,
dietro suggerimento di Pina apro questo post affascinante e complesso, tant'è che non sapevo bene se dargli un sottotitolo più specifico.

Abbiamo un post sulle lingue straniere nel quale ci siamo sbizzarrite in molte a raccontare le nostre gioie e dolori di fronte alle lingue straniere, ma qui vi invito ad esplorare i sentimenti un pochino più nascosti che ci suscita il dover "vivere in una lingua straniera". E interessantissimo sarà anche ascoltare l'esperienza delle coppie miste, che spesso si trovano a parlare in una lingua franca che non è nè la materna dell'uno nè dell'altra....

Io, che ho un marito italiano e che dunque nei miei peregrinaggi ho sempre usato l'italiano in casa, mi limiterò a raccontarvi come mi sento a dover usare nel quotidiano una lingua che ho dovuto imparare in un'età neanche tanto più tenera. Lo spagnolo l'ho imparato infatti in Honduras, ed è stata una bella sfida (anche se a guardare indietro adesso mi sembra relativa) ed è la lingua che da quasi dieci anni accompagna la mia vita. I miei figli lo parlano quasi meglio dell'italiano, anzi, il piccolo lo parla meglio dell'italiano, decisamente.

Ci ho pensato tante volte ma onestamente non credo di essermi mai sentita bloccata nei miei rapporti umani o organizzativi per il fatto che si svolgessero in spagnolo. Onestamente in spagnolo riesco a far tutto, a parlare di problemi intimi, a farmi valere, a spiegare cose tecniche e cose di sentimenti.... credo di venir percepita per quello che mi propongo di trasmettere, quantomeno finora non ho mai vissuto situazioni pesanti di fraitendimento linguistico. Culturale, semmai wink.gif, mi è capitato a volte.....

La cosa strana che mi capita, ma forse è normale, me lo direte anche voi, è che appena esco da Lima mi sembra di staccarmi anche dallo spagnolo, e parlarlo in un contesto differente mi fa un effetto assai strano. Mi succede quando sono in Europa, e mi capita di parlare con qualche spagnolo o sudamericano, ma mi è successo anche a Santiago del Cile e Buenos Aires w00t.gif w00t.gif !!!!! Come, che so, se il mio spagnolo fosse intimamente legato a situazioni nelle quali mi muovo ormai con gran famigliarità, e estrapolarlo per metterlo in un contesto diverso mi producesse un effetto di disagio.... a Buenos Aires a volte mi sorprendevo ad ascoltarmi chiedendomi se le persone con cui parlavo mi capivano, o pensavano che parlavo male, o che avevo uno strano accento unsure.gif unsure.gif

Quando poi torno da un mese in Italia, per rimettermi "in carreggiata" mi ci vuole sempre un po'. Nel senso che ho l'impressione che questa lingua la dimenticherei facilmente se non la usassi tutti i giorni. Ed è strano, perchè questo non mi capita con le altre lingue che parlo, e che uso anche meno dello spagnolo, volendo...

Fine del primo capitolo, ragazze rolleyes.gif, sia per non appesantire la discussione che perchè devo tornare al lavoro.... ma aspetto la vostra partecipazione, eh !!!!!

Claudiaexpat
claudiaexpat@expatclic.com

1989-90: Sudan / 1990-91: Angola / 1992-94 : Guinea-Bissau / 1995-97: Congo / 1999/03: Honduras / 2003-2009 Perú / 2010 Gerusalemme
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#2 Guest_Faraja_Invité

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Posted 21 May 2008 - 03:19 AM

molto interessante per me questo topic smile.gif
Perche' in casa abbiamo un bel miscuglio di lingue e ci e' quasi impossibile parlarne solo una per piu' di 5 minuti.
Io con le figlie e con mio marito parlo in italiano pero' spesso mi scappa l'inglese per farmi capire meglio dalle figlie, soprattutto la piu' piccola, che essendo nata qua ha avuto piu' esperienze di inglese che di italiano (oltre a tv, scuola e ambiente esterno, anche la sorella le parla sempre questa lingua quando giocano insieme).
Mio marito invece parla con loro in arabo sperando che lo imparino un po'. E devo dire che qualcosa hanno imparato. Lo capiscono quasi bene mentre fanno piu' fatica a parlarlo. E penso che lo capiscano meglio di me a volte! Che anch'io l'ho imparato come loro, sentendo mio marito e altri parenti libanesi parlarlo...
Quando vado in Italia mi pare stranissimo parlare in inglese con la gente del posto, e anche se me lo chiedono per sentire come parlo, mia fa molto strano, proprio come te Claudia. A volte lo parlo qualche volta solo in aereo e durante i transiti non sapendo quale lingua parli l'hostess o gli impiegati all'aereoporto. Pero' negli aereoporti mi diletto a "tirare" le orecchie e sperare di sentire gia' qualche italiano parlare.... biggrin.gif
Uhm..non so se questo che ho detto sarebbe stato meglio scriverlo nell'altro topic a cui ti riferivi o va bene anche qua....
Magari rimedio ora aggiungendo come vivo l'inglese....
Beh, lo parlo bene si, ma mi capita spesso, soprattutto nei momenti di stress o giornate particolari in cui sono molto stanca che mi si "attorcigli la lingua" e faccia fatica a trovare le parole esatte, oppure le trovo, ma le pronuncio sbagliate, pur sapendo benissimo come andrebbero pronunciate.
Oppure in momenti di forte emozione, dover parlare in inglese mi blocca molto e soprattutto non so trovare le parole specifiche per esprimere quello che provo.
Basti pensare a quando in casa capita che mi arrabbio con le bambine quando non vogliono ascoltare e per rinsavirle comincio con l'inglese per essere sicura che mi ascoltino, ma poi al primo errore che faccio mi arrabbio ancora di piu' per via di questo ostacolo della lingua e passo all'italiano per dire quello che intendo veramente biggrin.gif
Mi sono ritrovata spesse volte in momenti come questi a dire "ma guarda un po' se devo avere due figlie che non parlano nemmeno la mia lingua" sad.gif
Perche' la capiscono, ma non tutto, e solo la grande sa parlarla un po' (ora sta imparando anche a scriverla)

E non vi dico lo shock dell'estate scorsa quando tornai da una vacanza in Italia che avevo fatto completamente da sola. Vennero all'aereoporto mio marito e le bambine, e quando le salutai e le sentii parlare in inglese ebbi l'impressione che non fossero nemmeno figlie mie. Mi sembravano cosi estranee.....mi e' venuto da piangere (non al momento, perche' ero contante di vederle, ma alla sera a letto si...).
Poi dopo un po' che ho ripreso anch'io a parlare l'inglese questa cosa mi e' un po' passata...
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#3 User is offline   Pina 

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Posted 21 May 2008 - 08:04 AM

Solo una domanda Faraja,
qual è la lingua materna delle tue figlie? Ossia in quale lingua parlavi loro da quando sono nate e nei loro primi anni di vita?
Per i figli di Claudia mi pare che sia senza dubbio l'italiano la lingua materna di Alessandro e Mattia, anche se ora sembrerebbe che Mattia padroneggi meglio lo spagnolo. Ho capito bene?

Non si ritorna mai, si va sempre via. (L. & R. Grinberg)
Pinaexpat
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#4 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 21 May 2008 - 12:45 PM

ogni tanto mi chiedo se a casa nostra non si parli ormai piu' solo un bel "lessico famigliare" e si il nostro italiano e' farcito di termini stranieri, francesi, inglesi, giapponesi, diventati ormai parte integrande della strana lingua che parliamo in casa, ben consci che sia un male, ma e' troppo bello perche' e' il nostro modo di comunicare!!!
A parte gli scherzi, certo non e' mai facile, ci sono dei momenti in cui mi sembra di essere quasi piu' a mio agio in francese, nel senso che in italiano ci sono cose su cui non discuto mai , argomenti ad esempio legati alla scuola che e' in francese, e cosi quando mi trovo a parlarne con amicci italiani o con mia mamma fatico a cercare le parole corrispondenti.... che dramma per una profia di lettere!!!
Le mie fanciullle tra loro parlano solo in francese e anche li riescono ad inserire di tutto, ma indubbiamente e' la loro lingua prima, non potendola chiamare madre.... benche' in casa e dall'inizio io abbia loro sempre e solo parlato italiano.
Camilla poi che e' in classe bilingue inglese, i tre quarti delle volte mi risponde con un yes e magari pioi ci mette giu' due cosette in un suo giapponese.... a volte la becco a giocare in giapponese, insomma con il suo giapponese, e' riuscita ad assorbire una immensa quantita di parole.... che rabbia, ci fossi riuscita anch'io.
Per l'esperienza delle coppie miste vi racconto invece il caso di mia sorella, italiana, sposata ad un inglese, vive da anni in Francia, hanno tre figli.
Carlotta e Sebastian si sono conosciuti in Francia all'universita' e all'inizio parlavano per lo piu' in francese, mia sorella parlava gia' molto bene in inglese e Sebastian non in italiano, avevano scelto una lingua , come dire, "neutra" in cui nessuno dei due avesse un vantaggio comunicativo.... trasferitisi a Londra hanno deciso di alternare, 2 giorni inglese, 2 francese, 2 italiano, l'occasione per mio cognato di progredire in fretta.... e adesso parla molto bene.
Alla nascita della prima bambina erano a Londra e li il dilema, cosa facciamo con il francese che in realta' non c'entra nulla con noi, accantonato e alternanza solo tra lingua del papa' e della mamma.... ma dopo poco si sono trasferiti in Francia, quindi il francese e' tornato fuori e con forza, tanto piu' che Julia ha incominciato a frequentare il nido, per cui decisone di continuare l'alternanza tra loro adulti e ognuno dei due di rivolgersi alla piccola nella propria lingua.
adeso devo dire che con la scuola dei bambini che e' in francese, la lingua predominante e' ormai proprio il francese benche stoicamente i due genitori continuino ad alternare le lingue tra loro e a rivolgersi, com'e' sacrosanto ai figli nella propria lingua madre...

comunque e' veramente un argomento interesante quelo dei meccanismi linguistici, l'altrogiorno Paolo, mio martio, parlando di come le bambine non riescano mai a raccontarmi in italiano quello che fanno a scuola, ma me lo raccontino solo in Francese, mi diceva, ma sai anch'io non potrei nel dettaglio raccontarti quello che faccio in italiano, lavorando tutto il tempo in inglese, dovrei mettermi a cercare il come dirtelo e mi passerebbe la voglia....
Giuliettaexpat
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#5 Guest_Annalisa Besso_Invité

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Posted 21 May 2008 - 01:35 PM

Noi siamo tutti e tre italiani. viviamo qui da troppo poco tempo per poterci considerare "bilingui". Una cosa però la "sento": per noi l'inglese sarà sempre "l'altra lingua", la riserva, una sorta di chiave per comunicare con chi non è italiano come noi o per parlare un linguaggio che attiene unicamente alla sfera professionale.
Non posso pensare di parlarlo anche in casa. Il mio io si ribella. Amo la mia lingua e mi permette di esprimermi in tutta una gamma di sfumature che l'inglese non mi permetterebbe. Sto prendendo lezioni d'inglese e preparo i miei essays da far correggere alla prof. E' incredibile! quello che direi in una pagina in italiano viene tradotto in inglese in 8 righe!!! ogni volta mi arrabbio, perchè mi sembra che in qualche modo venga stravolto o banalizzato il senso di quello che sto dicendo. Non posso crederci che tutta la varietà e la ricchezza delle mie sensazioni sia contenuta in quelle 8 righe.
Penso che l'inglese sia una lingua che descrive molto bene ed immediatamente certe situazioni pratiche (e infatti penso a tutte le parole in inglese, che in italiano sarebbero tradotte con perifrasi. Ad esempio preferisco parlare di problem solving, piuttosto che descrivere lo stesso concetto in italiano; però appunto si tratta di ambiti di pertinenza professionale). E poi, dietro a una lingua c'è anche tutta una cultura. Come faccio a fare un riferimento a Dante in inglese o a parlare di piatti e prodotti gastronomici tradizionali italiani? lo so, sembrerà ridicolo, ma per me questo è un limite.
Quello che descrive Faraja mi preoccupa tantissimo e ci pensavo proprio ieri notte mentre mi rigiravo nel letto. Tutto è partito da una domanda di mio marito: "mi chiedo se stiamo facendo la cosa giusta". Panico!!!! Mio marito si riferiva a tutto: vivere all'estero, continuare a studiare, portare Carlotta in giro per il mondo etc.... ma io ho subito pensato a Carlotta a casa, che mi parlava in inglese per spiegarmi quello che aveva fatto a scuola e ho detto NO. No, non ci riesco. Vorrei che rimanesse in questo limbo linguistico il meno possibile. Vorrei mandarla a scuole italiane dove l'inglese è LA SECONDA LINGUA già dalle elementari E NON VICEVERSA. Vorrei che i ruoli siano chiari e ben definiti per necessità.
Inoltre non riesco a pensare di non poter condividere con mia figlia un universo culturale ed emotivo come faccio con mio marito.
So che sono pensieri sparsi e poco organici...ma spero mi abbiate capita lo stesso! laugh.gif
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#6 Guest_Annalisa Besso_Invité

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Posted 21 May 2008 - 01:51 PM

Volevo aggiungere una cosa...ma non fraintendetemi! rolleyes.gif Io ho un po' orrore della situazione che ha descritto sopra Giulietta a proposito della sorella. Voglio dire che mi sembra una cosa totalmente artificiale e che alla lunga la vivrei come costrizione, anche e soprattutto in quella sfera sacra che è l'ambiente familiare, dove credo che la comunicazione debba restare univoca. Questo però fa parte dei miei valori e delle mie convinzioni, è chiaro. Io ad esempio penso che non sarei mai riuscita ad instaurare una relazione seria con un uomo straniero e per questo ammiro chi ci riesce ( e non ostacolerei di certo Carlotta wub.gif ). Sono un po' alla "marito e buoi dei paesi tuoi" laugh.gif Difendo fortemente la mia identità linguistica e culturale e ne vado fiera biggrin.gif
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#7 Guest_selena_Invité

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Posted 21 May 2008 - 07:56 PM

QUOTE (Annalisa Besso @ 21.05.2008 à 13:51) <{POST_SNAPBACK}>
Volevo aggiungere una cosa...ma non fraintendetemi! rolleyes.gif Io ho un po' orrore della situazione che ha descritto sopra Giulietta a proposito della sorella. Voglio dire che mi sembra una cosa totalmente artificiale e che alla lunga la vivrei come costrizione, anche e soprattutto in quella sfera sacra che è l'ambiente familiare, dove credo che la comunicazione debba restare univoca. Questo però fa parte dei miei valori e delle mie convinzioni, è chiaro. Io ad esempio penso che non sarei mai riuscita ad instaurare una relazione seria con un uomo straniero e per questo ammiro chi ci riesce ( e non ostacolerei di certo Carlotta wub.gif ). Sono un po' alla "marito e buoi dei paesi tuoi" laugh.gif Difendo fortemente la mia identità linguistica e culturale e ne vado fiera biggrin.gif

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#8 Guest_SELENA_Invité

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Posted 21 May 2008 - 08:11 PM

un argomento che mi é sempre interessato, le lingue!
all'universitá studiavo inglese e spagnolo. giá solo con 5 mesi di permanenza in inghilterra sognavo in inglese, e faticavo a parlar italiano. anche dopo tornata mescolavo le due lingue e ci son voluti mesi per togliermi certe cose e poter parlare un italiano perfetto. studiavo anche spagnolo, ma odiavo questa lingua. peró quando ho dato l'ultimo esame di spagnolo, chiedendo alla prof perché si impuntasse tanto con la perfezione degli accenti nella mia traduzione, visto che finita l'universitá non avrei mai utilizzato questa lingua, lei mi disse "perché tu la utilizzerai molto". rolleyes.gif
nel 2004 son arrivata a mallorca, prima di allora avevo parlato spagnolo pochissimo, lo avevo studiato ancora meno, peró giorno dopo giorno lo facevo piú mio.
fatto sta che ora dopo 4 anni vivo, mangio, sogno in spagnolo. é la mia lingua, la sento mia, piú che l'italiano. il mio compagno é spagnolo, e naturalmente con lui utilizzo questa lingua, e mi esce l'italiano solo quando sono arrabbiata (chissá perché se ti arrabbi nella tua lingua materna la cosa sembra essere piú importante!).
l'inglese da seconda lingua é passata a terza lingua. la utilizzo nel lavoro, mai in casa o con amici. la cosa buffa é che ora mi ritrovo a dare ripetizioni d'inglese spiegandolo in spagnolo, e la mia lingua materna quasi sparisce, visto che la utilizzo solo per scrivere nel mio blog, o al telefono con mia madre ( e anche lí mescolo italiano e spagnolo, ma ormai lei é abituata a tutto questo!! laugh.gif )
purtroppo peró l'italiano non lo utilizzo mai, e anzi sento che sto iniziando a dimenticare molte cose, che la mia maniera di scrivere si sta facendo influenzare dallo spagnolo, che traduco pari pari le parole o le espressioni.
insomma, sento lo spagnolo come la mia lingua vera, la parlo sempre, anche se vado in italia faccio fatica a non utilizzarla, tanto che i miei amici e la mia famiglia mi prende in giro per come parlo l'italiano. e per colmo, in un colloquio di lavoro in spagna, dove cercavano una madrelingua italiana, mi é stato chiesto se ero veramente italiana!
dal punto di vista linguistico, son perfettamente integrata in spagna, la gente si stupisce del mio buon livello, e ne vadi fiera!
peró nei giorni di stanchezza mentale mi succede che la lingua si attorciglia su se stessa, e non riesco a trovare le parole esatte....ormai la mia mente é spagnola, non ci posso far niente.
ma quando avró un figlio voglio assolutamente parlare con lui/lei in italiano, voglio che impari la mia lingua, non solo per le mie origini, ma anche perché senza l'italiano non potrebbe comunicare con tutti i parenti italiani (son molto pigri, nessuno vuole apprendere lo spagnolo!!!), e lo aiuteró con l'inglese, mentre che il padre gli parlerá castellano, e se fosse necessario anche catalano, dipendendo da dove vivremo.
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#9 User is offline   selena 

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Posted 21 May 2008 - 08:18 PM

in quanto al fatto di avere un compagno straniero...lo ammetto, le cose non son facili.
succede che uno dei due deve apprendere la lingua dell'altro, di solito quello in cui si vive. spesso ci son coppie miste che utilizzano una terza lingua, spesso l'inglese.
io ho imparato lo spagnolo, lui capisce l'italiano ma non lo parla. anzi, si vergogna, problema classico, ma di certo non ha occasioni per parlarlo.
infine oltre alla lingua c'è anche il problema culturale. nel mio caso, anche se spagna e italia son due paesi simili, non é detto che non ci siano problemi. anzi, con il mio compagno ho avuto vari scontri per la cultura che ci contraddistingue: ci son cose che io non capisco, comportamenti, pensieri, modi di fare che mi sembrano negativi, e lo stesso per lui. ma il tutto sta nel parlare e trovare un equilibrio.
comunque l'unico consiglio per una coppia mista é quello di condividere le due culture. in cucina, per esempio, noi mescoliamo ingredienti italiani e spagnoli.
e soprattutto, se si decide di vivere nel paese del compagno, meglio abituarsi da subito ai ritmi e alla cultura, creerá meno problemi. ma solo fuori casa, dentro casa tutto é permesso, soprattutto se siamo capaci di far amare il nostro paese anche alle persone che ci stanno vicino. laugh.gif
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#10 Guest_Faraja_Invité

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Posted 21 May 2008 - 08:22 PM

Pina, certo la lingua madre e' stato l'italiano, ma come capita ai figli di Giulietta, una volta iniziate le scuole loro hanno iniziato a parlare tra loro solo in inglese...(e mi chiedo sempre il perche').
A dirla tutta la piu' grande aveva iniziato a parlare in italiano quando stavamo ancora in italiano e ha continuato anche qui per un po' fino a quando non ha iniziato ad andare al kindergarten. E poi un po' alla volta e' passata all'inglese, forse perche' ha visto che in questo modo tutti la capiscono quindi perche' faticare a tenere due lingue... rolleyes.gif Poi e' nata la sorellina e con lei ha iniziato subito con l'inglese influenzandola moltissimo. Perche' ovviamente il tempo che passa a giocare con lei e' maggiore del tempo che ci passo io a chicchierare...

Solo da due anni (ora ha 8 anni) dopo che ha iniziato a leggere e scrivere bene ho iniziato a insegnarle per bene l'italiano sia parlato che scritto e ogni tanto ci sediamo e facciamo delle piccole lezioncine. Ora non vedo l'ora che finiscano le scuole e quest'estate la rimetto sotto con l'italiano smile.gif e visto che la piccola sta imparando a leggere, metto sotto anche lei con le prime paroline in italiano smile.gif Oh e per un talent show a scuola sta portando una canzoncina dello zecchino in italiano! smile.gif

Poi e' vero che certi termini che si usano in inglese al lavoro poi a casa e' piu' facile ripeterli nella stessa lingua, ed e' li che iniziano i miscugli biggrin.gif e a volte vengono fuori anche cose strane e ci si fanno due risate.....

La cosa della sorella di Giulietta di fare 2 gg per lingua l'ho trovata stranissima anch'io e non penso riuscirei mai ad attuare una cosa simile, forse perche' imposta....non so...
Ricordo una volta che mio papa' ci porto' a vivere a Sanremo per un periodo e li non potevamo ovviamente parlare in dialetto veneto con la gente del posto e siccome soprattutto lui aveva qualche problema a parlare un italiano corretto, una volta si invento' che in casa eravamo tutti obbligati a parlare solo italiano, mentre fin dalla nascita si era stati abituati con il dialetto veneto.
Era una cosa ridicola pero' e infatti dopo un po' anche lui se ne dimentico'...
Ancora adesso se mi mettessi a parlare in italiano con mia mamma mi sentirei troppo strana, quasi se stessi prendendola in giro.
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#11 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 22 May 2008 - 12:40 AM

certo il problema e' grande e non si sa mai come e cosa fare e poi i dubbi sono sempre tanti: staremo facendo la casa giusta???? blink.gif blink.gif blink.gif
Io non penso che le mie figlie con + lingue abbiano perso la loro identita' culturale, credo anzi che questa stessa si sia arricchita al contatto con le lingue straniere blush.gif blush.gif blush.gif , parlano scrivono e leggono l'italiano come dei bambini italiani della loro eta', pur non avendolo mai studiato in modo scolastico e credo che l'approccio alle altre lingue straniere sia stato un + in tutto questo
in questo mondo aperto e multiculturale l'esposizione a + lingue e' senza dubbio una marcia in + ma sul fatto di mantenere una lingua come punto fermo in una famiglai mono lingua su questo sono d'accordo.
Certo quando di lingue ce ne sono due blink.gif e all'esterno una terza blink.gif blink.gif la situazione cambia, penso al caso di mia sorella, ma in questa situazione e' normale che ognuno dei due genitori mantenga la propria identita' cutlurale, quindi voglia comunicare nella propria lingua, sapendo comunque che i bambini hanno la tendenza ad utilizzare tra loto la lingua della scuola che diventa quella della socializzazione e del gioco....
Io stessa sono cresciuta in una famiglia con una doppia cultura, italiana e francese, mio papa co noi ha sempre parlato in francese, cantato in franese e giocato in francese, ci ha quindi trasmesso la sua di cultura e la mamma ha fatto lo stesso con l'italiano.... poi ovvio che vivendo in Italia , l'italiano e' stato la lingua forte, e quella che sento piu' mia wub.gif , insomma in cui conto !!(si dice sempre che il contare e' l'indice di quale sia la tua lingua, io conto in italiano, le mie figlie in francese.... ma con l'Europa unita, che differenza c'e'!!!)
C'e' solo una cosa che mi dispiace un po', non ho studiato in francia e non sono cresciuta in francia quindi non ho dei riferimenti culturali francesi legati alla scuola, dei giochi e delle espressoni , che ho in italiano , ma che le mie fanciulle hanno in francese....
Giuliettaexpat
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#12 User is offline   Annaexpat 

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Posted 22 May 2008 - 01:36 AM

Per me l'inglese e' decisamente la seconda lingua - e un conto era usarla occasionalmente per lavoro, tutta un'altra faccenda e' "viverci" blink.gif laugh.gif

All'inizio e' stato abbastanza scioccante - al di fuori del lavoro, mi sembrava di non capire assolutamente niente e di non riuscire a farmi capire. Poi piano piano la situazione e' migliorata, ed ora riesco a fare di tutto (se non sempre a dire esattamente quello che voglio, a farmi capire nel miglior modo possibile)

Per un periodo a casa ci siamo sforzati di parlare inglese (mio marito stava a casa tutto il giorno e per lui era ancora piu' difficile che per me) - ma solo dalle 7 di mattina alle 7 di sera rolleyes.gif (tutte le cose importanti, comunque, me le tenevo per le ore di italiano! blush.gif laugh.gif ), ma poi siamo tornati all'italiano perche' era troppo faticoso.

Ora a volte mi accorgo che, soprattutto per il lavoro, mi mancano le parole in italiano! blink.gif

E quando nascera' il cecio? Non so ancora bene, ma penso proprio che in casa continueremo a parlare per lo piu' italiano, all'esterno sara' inglese (anche se alcuni amici hanno baby sitters spagnole o russe, per esempio...). Vedremo! Dipendera' anche da quanto tempo decideremo di rimanere qui, e da dove andremo poi (il che e' ancora del tutto nebuloso).
Annaexpat
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#13 User is offline   Silviaex 

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Posted 22 May 2008 - 08:52 AM

Quante belle storie e che babele di cose... smile.gif

Adesso aggiungo la mia allora...

Dunque, intanto, premetto che fin da bambina sentivo parlare italiano a Roma - dove sono cresciuta - e sardo in Sardegna nei tre mesi che ci passavo d'estate. Quindi ho sentito l'italiano come lingua importante, ufficiale, ma ho capito fin da piccola che ognuno ha la sua di lingua e che su di questa si costruiscono poi culture e tradizioni diverse.

Poi a casa mia si sentiva anche moltissimo lo spagnolo, per gli studi del mio babbo e i suoi rapporti con la Spagna di allora, con i rifugiati spagnoli etc.
Quindi, lo Spagnolo e' DA SEMPRE per me la lingua della ... 'gente buona e simpatica' cosi' che per es. quando conosco degli spagnoli o spagnofoni mi sento automaticamente a mio agio, abbasso tutte le difese e ... a volte mi prendo anche delle terribili delusioni.. !! biggrin.gif

Poi ho incontrato Matthias che e' tedesco e che ha vissuto la prima parte della sua vita tra Russia e Polonia e che quindi ha col Russo un rapporto molto simile a quello che ho io con lo Spagnolo, la lingua dell'infanzia, della scoperta, dell'emotivita'...
Io e Matthias ci parliamo pero' in inglese, da sempre, da 15 anni (avevamo iniziato con l'arabo ma poi ahime' ... rolleyes.gif ).

Con Emily invece abbiamo sempre parlato lui in Tedesco, io in Italiano, cercando di non mischiare mai.
Emily ha iniziato a parlare in Russo quando vivevamo in Armenia e avevamo una tata meravigliosa che le parlava appunto in Russo.
Ma dato che noi fin da subito le abbiamo parlato nelle nostre lingue originali, lei fin da minuscola riusciva a rivolgersi alla persona che le stava davanti con la lingua appropriata. Il primo concetto linguistico che apprese fu insomma, anche lei, quello che esistono tantissimi modi di emettere suoni e di comunicare e che insomma forse ognuno ha il suo.
A casa non parliamo il Russo, ma a Berlino i nostri amici piu' cari, la nostra 'famiglia' sono russi; e anche se Emily non lo parla piu' comunque lo capisce, lo associa alla sua infanzia, e' una lingua che le e' familiare. E' la lingua del papa', degli amici, dei suoi racconti di quando era ragazzo...

Quando aveva tre anni e mezzo ci siamo trasferiti in Pakistan e li' l'inglese e' arrivato nella nostra vita familiare in maniera davvero divampante.
Emily ha iniziato ad andare al kindergarten dove ovviamente - tra bambini di varie nazionalita - lei che pur non parlava ancora in inglese, si e' trovata ad impararlo nel giro di pochissime settimane. In fondo era la lingua che sentiva parlare in casa, la lingua dei genitori 'tra loro' quindi non era una cosa cosi' lontana.

Da allora l'inglese e' effettivamente diventata la sua lingua principale, nel senso che con quella lei comunica con i suoi amici, impara a scuola, gioca etc. A volte quando ci racconta qualcosa, per fare velocemente la racconta in inglese cosi appunto prende due piccioni con la stessa fava... rolleyes.gif Ma noi cerchiamo comunque di farcela riraccontare in Tedesco e Italiano..

E' chiaro comunque che l'Inglese e' un po' la lingua ufficiale anche per me e per Matthias, quella con cui lavoriamo e quella che usiamo per comunicare. E devo ammettere che parlarle io stessa in inglese quando ... 'litighiamo' mi aiuta a mantenere una certa calma, ad essere piu' cool... blush.gif , mentre quando mi arrabbio davvero, in Italiano, ossignur ehm... apriti cielo!! mad.gif Ah, dimenticavo, secondo Emily "l'Italiano e' la lingua delle parolacce di mamma quando guida..." blushing.gif blushing.gif

Ad ogni modo - grazie anche alle nonne che vengono spesso a trovarci - nostra figlia legge bene in italiano e in tedesco e noi abbiamo per esempio favorito l'uso del videoregistratore e dvd come strumento linguistico, portandoci in giro per il mondo filmini di Walt Disney in italiano e tedesco; o permettendo l'uso limitato della tv per non farle dimenticare i suoni delle sue lingue di famiglia (Emily e' veramente cresciuta con la Melevisione, ve lo ricordate? Tonio Cartonio e gli amici del Fantabosco, che carini!!! wub.gif )

Altre lingue? In casa Emily sente da sempre parlare il Francese, lingua che lei associa a me, dal momento che ovunque io vada ho sempre un amico o amica 'del cuore' francese... rolleyes.gif E poi e' anche la lingua delle news dato che ascolto RFI a tutte le ore del giorno, a casa, in macchina, Euronews alla tv... Adesso che lo studia a scuola come seconda lingua, mi pare di capire che per lei e' facile assimilarlo...

Per finire, credo che questa Babele cui e' abituata fin da bambina l'aiuteranno in questo, a non sentirsi limitata il giorno in cui dovesse avere difficolta' col Tedesco o l'Italiano, ma piuttosto a relativizzare possibili' 'mancanze' in quelle due lingue, ricordandosi di averne sentite molte di piu...

In quanto a me e Matthias e alle differenze culturali e linguistiche... si certo, ci sono quelle ovvie del temperamento, latino il mio e piu' nordico il suo. Ma date le nostre stesse infanzie vivaci, chi puo' dire davvero che io sia latina e lui nordico? insomma, quando si e' esposti a tante culture diverse e le si apprezza con curiosita' e piacere nessuno poi resta puramente latino o puramente nordico, no? Quindi diciamo piuttosto che si, ci sono delle differenze caratteriali e che pero' magari dipendono, che ne so... dall'oroscopo o dalla personalita' piuttosto che dalla nazionalita!! laugh.gif
Quanto al discutere, al litigare, all'amarsi passionatamente, mah, secondo me non e' poi cosi' complicato farlo in altre lingue. L'importante e' aver voglia di farlo e se c'e' la voglia e il desiderio allora si puo' davvero comunicare. Poi certo, ci possono essere anche dei momenti di stanca, nei quali si comunica meno, perche' magari fa fatica... ma non ditemi che questo non avviene anche tra coppie monolinguiste, eh... wink.gif
Ossignur, mi accorgo di aver scritto un poema.... I am soooooo sorry!!!! unsure.gif

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#14 User is offline   selena 

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Posted 22 May 2008 - 03:04 PM

laugh.gif in quanto alla coppia, a volte penso di essere io la spagnola e lui l'italiano!!!

giuro, ci é successo che un giorno un tipo mi ha chiesto se ero della galizia (regione a nord della spagna), e se lui, il mio compagno fosse italiano!!!

la cosa piú incredibile é che lui si é italianizzato stando in spagna, grazie a me, ed io invece mi son spagnolizzata....che miscuglio con solo due culture...

in quanto alla latinicitá quella la vinco io....si, mi sa che io ero spagnola in un'altra vita, ho tutti i vizi, soprattutto quello di urlare quando parlo, ma io glielo spiego che é la mia forma di parlare, che non son arrabbiata...ma in fondo qui tutti urlano!
peró un vantaggio su di lui ce l'ho, quando mi arrabbia per davvero posso farlo nella mia lingua senza che lui capisca ció che sto dicendo...almeno io mi sfogo e lui non si offende!!!! laugh.gif
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#15 User is offline   Giuliettaexpat 

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Posted 23 May 2008 - 01:02 AM

a proposito di parolacce Silvia, mi ricordo che diversi anni fa mio padre mi disse: " fai attenzione perche' se le bambine dicono parolacce , vuol dire che le imparano da voi... visto che siete gli unici a parlar loro quotidianamente in italiano!!!" blush.gif blush.gif blush.gif ed effettivamente e' vero.... quindi mi trattengo o faccio che dirne in francese, cosi mi confondo nella massa! rolleyes.gif !
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#16 User is offline   Aleexpat 

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Posted 23 May 2008 - 08:45 AM

Bello questo topic e mi ritrovo in tutte le vostre osservazioni.

Quello pero' di cui vorrei parlare è un aspetto messo in luce da Claudia e che sento anche un po' mio:
QUOTE
Come, che so, se il mio spagnolo fosse intimamente legato a situazioni nelle quali mi muovo ormai con gran famigliarità, e estrapolarlo per metterlo in un contesto diverso mi producesse un effetto di disagio.... a Buenos Aires a volte mi sorprendevo ad ascoltarmi chiedendomi se le persone con cui parlavo mi capivano, o pensavano che parlavo male, o che avevo uno strano accento


E' successo e succede anche a me con l'olandese, lingua che per forza di cose ho dovuto imparare, o forse è meglio dire ci ho provato. unsure.gif
Quando ero a Schiedam, lo parlavo al di là di errori e titubanze, ma al di fuori del posto in cui vivevo ed ora, quando mi capita raramente di doverlo parlare, sono assolutamente impacciata e spesso faccio finta di non saperlo. Ho paura del giudizio delle altre persone e getto la spugna. ph34r.gif
Chissà come mai? Perchè in un contesto "non quotidiano" ci si sente a disagio?

E lo stesso avviene per lo spagnolo. Oddio, non che io lo sappia bene, anzi, ma quel poco che ho studiato mi ha sempre permesso di relazionarmi con persone spagnole ed avere con loro splendide amicizie. Ma mi succede che se con loro c'è anche qualcuno che lo spagnolo non lo parla, allora mi blocco, inizio a balbettare e ....tra me e me scoppio a ridere ricordando la faccia sorpresa di Rosandra, una mia cara amica messicana, che ancora non si capacita di questo e mi guarda con occhi sbarrati e sopracciglio alzato (chiedendosi se ho bevuto laugh.gif )!!!!

E ancora, è da poco che questo disagio non lo provo per l'inglese in Italia, che, lungi dall'essere perfetto, ormai lo parlo quasi ogni giorno da anni, ma non in casa, e dunque mi sento piu' sciolta, ma non proprio fino in fondo!

Ma che meccanismo psicologico scatta? Succede anche a voi?
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#17 User is offline   Silviaex 

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Posted 23 May 2008 - 10:59 AM

mah, sempre sulle parolacce..
volevo dire che per esempio Emily e' molto piu' attenta e severa con le brutte parole in inglese...
non so, e' come se quelle italiane appartenessero alla mamma ... blushing.gif e in particolare ad un momento suo di irritazione... ovviamente non ne vado fiera, per carita'! Pero', ecco... e' come se Emily avesse capito che quel ehm... turpiloquio appartiene ad una persona adulta in un momento di vero nervosismo e quindi, come tale, lei non ci si mette per niente, non l'ho mai sentita usare una di quelle ehm... brutte parole... rolleyes.gif (meno male... blush.gif blushing.gif )
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#18 User is offline   Fiordaliso 

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Posted 23 May 2008 - 12:29 PM

Mio marito, romano, dice un sacco di parolacce in romanesco e italiano (e io a forza di viverci insieme qualcosa ho imparato...), ma mio figlio non ne ha mai ripetuta una! Mah?
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#19 User is offline   Donatella 

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Posted 23 May 2008 - 10:39 PM

io italiana, mio marito americano
io sempre bevuto il caffe' americano, lui da sempre espresso doppio
...un bel quadretto!!!

ormai sono +/- 5 anni che sto in america, e ho sempre parlato inglese in casa, e ora posso dire di essere 'bilingue'... (veramente sto facendo casino con l'italiano ora blink.gif robba da matti)
per una chiacchierona come me, ci sono state alcune "pietre miliari" nella mia seconda-ormai prima- lingua. una come me: che non si prende mai sul serio, alla quale piace fare battute, doppi (e tripli) sensi, insomma giocare con le parole ... la prima volta che sono riuscita a fare una battuta!! una sera a tavola quando effettivamente mio marito e i suoi 3 figli hanno riso di gusto.... wow! trionfo!!!
era frustrante capire, farmi capire, ma in un modo un po' grigio, molto ovattato, senza quella che e' la mia personalita', la voglia di prendersi e prendere sempre in giro.

e l'altro giorno parlando con la mia amica italiana al telefono, ridevamo ripetendoci le frasi che ci eravamo appena dette, tipo:
la teacher le ha dato le papers e le ha detto che in all meanings....
insomma, un putiferio.

quando sono particolarmente stanca ho l'effetto "black board" non mi vengono le parole, ne' in inglese, ne' tantomeno in italiano. un incubo.
...l'incubo di chi ha sempre avuto la parola pronta, o almeno sulla punta della lingua!!!!
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#20 User is offline   Fly 

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Posted 24 May 2008 - 08:09 AM

QUOTE (Donatella @ 23.05.2008 à 22:39) <{POST_SNAPBACK}>
quando sono particolarmente stanca ho l'effetto "black board" non mi vengono le parole, ne' in inglese, ne' tantomeno in italiano. un incubo.
...l'incubo di chi ha sempre avuto la parola pronta, o almeno sulla punta della lingua!!!!


Come ti capisco!! laugh.gif Io Italiana, sposata a un italiano (divorziata da 2 anni), vivo da 8 anni in Spagna e la mia seconda/prima lingua (secondo i casi) è sempre stata l'inglese. Quando lavoravo come inerprete parlavo pure francese e un po' di portoghese (persi, per il momento, per mancanza d'utilizzo). Io ho un dono di natura: apprendo le lingue con estrema facilità. Quando rimasi 2 mesi in Egitto iniziai spontaneamente a 'parlare' alcune frasi in arabo. Insomma, in teoria per me dovrebbe filare tutto liscio come l'olio. E invece NO! mad.gif Siccome penso direttamente in ogni lingua, quando sono stanca, o stressata o mi sento a disagio ... ho dei momenti di blackout spaventosi. ph34r.gif Hai presente quando nel bel mezzo di un discorso ti 'manca la parola'? Ecco, proprio quello. Quindi tramite un forum internazionale sono entrata in contatto con un australiano trapiantato in USA, col quale mi faccio ogni giorno lunghe chiacchierate (grazie Skype!!!) e sto tornando agli antichi livelli con l'Inglese. Idem con l'italiano. Il mio amico Marco mi ha detto recentemente che se non la pianto di dire 'scanneare' (italianizzazione dello spagnolo 'escanear', invece di 'scannerizzare'), la prossima volta che ci vediamo mi sculaccia laugh.gif

Insomma ragazze, mi sa proprio che tutto il mondo è paese! laugh.gif Forza e coraggio ... e buttiamoci a capofitto a parlare senza remore: prima o poi 'sto problema lo superaremo! laugh.gif rolleyes.gif

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#21 User is offline   selena 

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Posted 24 May 2008 - 04:16 PM

proprio perché lo spagnolo e simile all'italiano, io ormai traduco alcune parole con grande invenzione..

la figura migliore é stata l'anno scorso, quando dopo due giorni a casa dei miei son andata in un negozio per chiedere se ci fosse la possibilitá di fare un collegamento internet.

IO: Scusi, ho la possibilitá di mettere wifi (in spagnolo si pronuncia come si scrive!) in casa mia?
COMMESSO: vuol dire waifai (come lo pronunciano in italia sotto strette regole d'inglese...)
IO: emmm, si, wifi, waifai, quella roba, insomma, posso????
laugh.gif laugh.gif laugh.gif laugh.gif laugh.gif

quel giorno ho capito che avevo un grosso problema....

e poi i buchi neri nelle lingue, quei giorni in cui non riesco a ricordare una parola, e allora gesticolo!

con il mio ragazzo ci son stati periodi in cui parole semplicissime come sandia (anguria), percha (appendiabiti) o toldo (tenda) non riuscivo mai a ricordarle, e mi ritrovavo a fare gesti inconvulsi con le mani per fargli capire di passarmi una percha o abbassare il toldo della terrazza, ritrovandomi poi, esausta, a farmi le cose da sola, con lui che mi seguiva per casa per capire cosa volessi....

altra chicca, in aereoporto con compagni spagnoli, io lavoravo per una compagnia inglese:

IO, conversazione al telefono, chiamando un compagno nel check-in: hola, puoi dirmi se il volo per Stanstead é chiuso? (sottolineo che la pronuncia era inglese, un approssimativo "stenstid", per intenderci....) rolleyes.gif
CoMPAGNO: che volo?????????
IO: il volo per Stanstead
COMPAGNO: non capisco
IO: Stanstead!!!!!!
COMPAGNO: ............
IO: ok, volevo dire ESTANSTED (sempre pronunciato come lo scrivo) blink.gif
COMPAGNO: ahhhh, estansted, si é chiuso.
IO: grazie (scrollando la testa) huh.gif
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#22 User is offline   Donatella 

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Posted 24 May 2008 - 06:59 PM

alcuni dei miei "storpiamenti" sono entrati ormai nel nostro gergo di famiglia!
l'anno scorso stavo preparando la granita e volevo sapere in quanti della truppa l'avessero gradita, e ovviamente, al momento di chiedere, non mi veniva la parola "slushi" - granita (si pronuncia slasci)
quindi dopo un po' di giramenti di parole mi e' uscita, come un'illuminazione SQUISHI - SQUOSHI
inutile dire che ormai quando facciamo la granita si chiama con il suo nome di battesimo: SQUISHI - SQUOSHI biggrin.gif

This post has been edited by Donatella: 24 May 2008 - 07:00 PM

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#23 User is offline   Myri 

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Posted 26 May 2008 - 04:48 PM

Anche a casa nostra gli storpiamenti dallo spagnolo sono ormai all'ordine del giorno, anche se siamo entrambi italiani! Visto poi che spagnolo e italiano tanto distanti non sono, capita talvolta che non siamo più sicuri di quale sia l'accento giusto o la parola giusta in italiano... blink.gif

Per me questa volta la spinta a volere imparare davvero bene la lingua è venuta da mia figlia. Siamo arrivati qui quando lei aveva un anno e diceva solo poche parole, quindi sta imparando a parlare qui.
In casa le parliamo solo in italiano, però ovviamente la sua lingua "preferita" è lo spagnolo, che è quello che parla all'asilo. E tante volte mi è così difficile capirla! Naturalmente parla come tutti i bambini di due anni: troncando le parole, a volte sbagliandole, senza pronunciare/pronunciando male alcuni suoni... questo già non rende le cose facili nella propria lingua, ma è davvero difficile quando si parla una lingua straniera. Rendermi conto che a volte non la capisco è così frustrante! Vorrei conoscere così bene lo spagnolo da intuire cosa vuole dire anche quando non riesce ad esprimersi bene (e senza la traduzione della tata!!! blink.gif )
E mi sembra che anche per lei sia un po' frustrante: a volte dopo avere ripetuto più volte la stessa parola senza successo, semplicemente lascia perdere, ma con una faccia come a dire "ma questi qua non capiscono proprio niente?!?!".
Suppongo che tutto questo passerà non appena lei inizierà a parlare meglio... basta aspettare! rolleyes.gif

Un'ultima riflessione: quando sto imparando una lingua a me si chiudono tutti i canali delle altre... non riesco più a parlarle per un po'! Il mio inglese peggiora radicalmente e altre lingue... come se non le sapessi più! mi è capitato di vedere alcuni mesi fa una persona romena e non mi è venuto spontaneo neanche il saluto!!!
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#24 User is offline   annaparigi 

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Posted 26 May 2008 - 09:03 PM

Eccomi!
Allora, la prima immagine di lingua straniera è un'immagine della mia primissima infanzia. Dovevo avere 3 anni, o qualche mese meno. Eravamo a Seattle, negli Stati Uniti. Una vicina di casa dei miei doveva aver organizzato una festicciola per bambini, e io ho questo ricordo-incubo. Di essere sola insieme ad altri bambini davanti ad una torta immensa, piena di glassa e panna. Ricordo una sensazione di disagio fortissima, con idee bislacche (uno mica cambia!), tipo chiedermi se sarei stata costretta a mangiare TUTTA la torta da sola. Poi mi misi a piangere a singhiozzi ed ero a disagio anche per questo pianto, mi sentivo una sfigata che non era stata capace di divertirsi come gli altri bambini, mi portarono via (è il primo ricordo della mia infanzia).
Questa sensazione di non capire niente di quello che mi circonda mi ha accompaganta come un disagio per tutta l'infanzia. Non so dirvi quanto sia dovuta al fatto che i primi anni fossi vissuta all'estero o quanto a una tara psicologica mia. Un disagio che comunque avrei avuto anche se non avessi cambiato 5 case e tre nazioni in 4 anni. Ma è stata forte. Mi portarono anche dallo psicologo. Era come una leggera forma di autismo, soprattutto a scuola (anche in Italiano). Non capivo mai le indicazioni che davano, vivevo sulla luna. Come scrissi anche nell'intervista quello che mi salvava erano le immagini fisse. Le immagini dei quadri, dei libri, dei fiori dei divani, da quelle cercavo di decodificare il mondo e le informazioni. Come fossero state immagini condensate del mondo, in cui trovava una forma e un significato quello che mi circondava. Ero capace di passare pomeriggi interi a fissare un muro e le aureole di colore e macchie che aveva. Fissare mi rilassava. Lo faccio ancora oggi. Per fortuna di questo disagio ho fatto un'arte. Illustro libri! rolleyes.gif Passo le mie giornate a ritagliare e guardare immagini.

Rispetto alle lingue tutto liscio fino al mio trasferimento in Francia, quasi tre anni fa. Se si eccettua una antipatia fortissima a studiarle e una fatica immensa a leggere e ricordare nomi stranieri.

Col mio compagno, francese, all'inizio era difficile. Non riuscivo a esprimere i miei sentimenti più profondi in francese. Però mi piaceva. Perché ero bravissima a intortare gli uomini nella mia lingua (tendo a essere piuttosto seduttiva in fase di conoscenza), e il fatto di non essere sul mio terreno di seduzione abituale mi permetteva una maggiore spontaneità. Ci siamo conosciuti con più calma, quando i progressi linguistici permettevano nuovi scambi. con tempi più giusti rispetto alla relazione che si instaurava. Io ho imparato bene il Francese, lui poco l'Italiano. Questo era una argomento di litigata e ricatto quando c'erano tensioni (della serie: io ho imparato una lingua per te, tu niente per me!).

Al mio trasferimento a Parigi parlavo francese benino. Ma lo stesso quel senso di profondo disagio che aveva accompagnato la mia infanzia si era ripresentato. Mi sentivo spaesata. La gente che parlava per strada non era la stessa gente normale che c'è in Italia, li vedevo come marziani. Persone molto estranee. Lontane e irraggiungibili. E' allora che ho cercato aiuto su internet e non so come, per miracolo, ho trovato Expatclic. Parlare delle mie emozioni in italiano è stata una manna dal cielo. Mi ha aiutata davvero tantissimo.
Dovevo aver pubblicato ai tempi un post su questo mio disagio. E su come le persone che vedevo di lontano per strada, da lontano mi sembravano normali, poi appena mi avvicinavo e sentivo che parlavano francese mi sembravano di colpo diverse.

Poi c'è stato il brusco trasferimento qui in Spagna. In un anno e mezzo che sono qui parlucchio a un livello elementare lo spagnolo e niente il catalano (eppure all'inizio ero piena di buoni propositi di studio!). Sempre, ogni giorno,mi segue questa leggera nebbia mentale, a cui ho fatto l'abitudine.
E' incredibile vedere come si dissolve quando vado in Italia. Tutto mi sembra più chiaro anche visivamente, come se normalmente fossi miope e in Italia mi si correggesse la vista. L'Italia mi è dolce come un balsamo e ogni volta mi sento tornare a me stessa, lucida. Guardo case, cose, chiese e mi sento felice di capire i cartelli, di capire, di vedere. Tutto è chiaro e lavato come una schiarita di sereno dopo la pioggia. E' in queste piccole vacanze che prendo l'energia per tornare qui in Spagna. (La cosa strana è che non vorrei tornare a vivere in Italia!).

Due settimane fa sono stata a Parigi per lavoro...e...miracolo! Parigi era quasi "casa". Oramai parlo perfettamente il francese e ho passato tre giorni carinissimi. "Ci vedevo bene". Appena rientrara qui, anzi appena salita sull'aereo di ritorno, lo spagnolo mi ha aggredita violentemente. Mi è salita l'ansia appena l'ho sentito. L'ho detestato. Mi sono avvoltolata di nuovo nella mia abituale cappa di nebbia mentale (che (ci penso ora!) forse è come una protezione, una cortina fumogena protettiva). Arrivata a Barcellona mi sono sentita depressa per due o tre giorni.
Dunque ne deduco che è proprio una questione di lingua!!? Secondo voi perché mi fa un effetto così estraniante?? unsure.gif

Mi chiederete, perché non studi lo spagnolo?
Non so rispondervi. huh.gif
Appena risolvo la faccenda ve lo dico.


Un saluto caro a tutte e grazie per i vostri appassionanti racconti.
Mi piacerebbe tantissimo che anche per me lo spagnolo fosse la lingua della gente "brava e simpatica" e non di strani extraterrestri!!
Anna laugh.gif

This post has been edited by annaparigi: 26 May 2008 - 09:20 PM

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#25 Guest_FIORDALISO_Invité

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Posted 26 May 2008 - 10:05 PM

... cosa dire? :unsure Leggerti e' vedere la straordinaria capacita' che hai di tradurre le tue emozioni piu' profonde in parole.


Per la prima volta ho visto tradotto in parole il tipo di disagio che provo io qui, ... le persone che da vicino quando mi parlano in inglese (dal momento che sono in Inghilterra appunto) sono ancora piu' sfocate di quando sono lontane... La necessita' di vivere in una bolla (protezione?) ... La riluttanza a imparare meglio la lingua (anzi il rifiuto!). All'inizio avevo provato la stessa cosa in Germania. Ma qui in Inghilterra e' molto peggio. Il tedesco l'ho studiato per un sacco di anni all'universita' e dall'odio iniziale per la difficolta' ad apprenderlo (mi sono iscritta a Lingue, con tedesco prima lingua a 28 anni senza averlo mai studiato prima, e nemmeno aver fatto latino!) me ne e' poi nata una vera passione wub.gif Quando ora ho l'occasione di andare a Berlino, dove e' nato mio figlio, dove ho cantato per anni in un coro femminile (che di preferenza canta Volkslieder) e dove conservo ancora amiche specialissime, sento che il tedesco e' CASA anche pur avendone dimenticate diverse parole nei 5 anni dall'anno in cui ho lasciato la Germania.

Ora ... son qui di nuovo miope ... sad.gif sad.gif come 11 anni fa al primo soggiorno in Germania. Sto cercando con grande forza d'animo il modo di incanalare il mio disagio. Che bello che tu l'abbia trovato!

Altra similarita' con cio' che tu provi quando vai in Italia: anch'io la' vedo tutto, le strade, le persone, gli edifici in maniera nitida!! Eppure non ci vorrei vivere! blink.gif

Concludo ringraziandoti Anna per questo tuo contributo: credevo di essere l'unica espatriata 'miope' in tutta questa bella compagnia di espatriate poliglotte e disinvolte!! rolleyes.gif


Fiordaliso (Blue)
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#26 User is offline   Claudiaexpat 

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Posted 27 May 2008 - 02:12 AM

Ragazze,
in questi giorni vedevo scorrere gli interventi in questo topic a cui tengo tanto, e mi prudevano le dita dalla voglia di intervenire, ma non volevo farlo senza prima avervi letto tutte.... adesso che mi sono messa in pari rolleyes.gif ho un tale turbinio di cose che frullano nella testa come coriandoli, che non so davvero che forma prenderanno quando le lascerò cadere su questo schermo blush.gif

La prima cosa che voglio dirvi è una sensazione pazzesca che ho addosso e che si rifà un po' a quanto spiegava Myri circa il fatto che lei con le lingue "chiude". Io ho avuto questa esperienza pazzesca con il portoghese. Lo parlavo e scrivevo benissimo. Ci ho lavorato, ho fatto persino l'inteprete a Bissau, e soprattutto ho stretto delle amicizie profondissime in portoghese. Con gli artisti di Bissau sono uscita serate su serate e abbiamo parlato ore, abbiamo scherzato, ci siamo sentiti vicini usando il portoghese. E poi l'ho dimenticato completamente e adesso mi domando con inquietudine, se dovessi ritrovare sulla mia strada una di queste persone, come le parlerei w00t.gif w00t.gif ????? Come le direi cose tipo che sono felice di vederla, che non l'ho mai dimenticata, che sono stata in ansia per lei?????? In un'altra lingua blink.gif ?????? Questo è il mio primo dilemma.

Una cosa simile mi capita col tedesco. L'ho studiato (molto bene) alla scuola interpreti, e sono andata a più riprese in Germania a fare scambi di studio, corsi vari e campi di lavoro. La mia più cara amica (se può esisterne una più cara delle altre wub.gif) è tedesca e dato che lei si è trasferita in Italia, durante i primi tempi della nostra amicizia parlavamo un po' in tedesco (per aiutare me ad avanzare) e un po' in italiano (per aiutare lei). Uscivamo a cena oppure dormivamo a casa dell'una e dell'altra, e mi ricordo ore, ORE passate a discutere e raccontarci i reciproci sentimenti in TEDESCO w00t.gif E anche con il tedesco, adesso, se dovessi esprimere qualcosa di più che il bisogno di andare a comprare il latte, non so da che parte comincerei. Ovvio, in questo caso non è così grave, Ingrid parla perfettamente italiano e non siamo più tornate sul tedesco, però mi fa tanta impressione pensare a pezzi della mia vita in cui io mi esprimevo in un'altra lingua e mi ci sentivo perfettamente a mio agio, e adesso non posso più farlo. Mi fa strano, insomma!!!!

L'altra sera chiacchieravo con una mia amica italiana che ha sposato un francese. Lei mi raccontava che avevano furiosamente litigato e io le ho chiesto in che lingua parlano quando litigano (perchè è una cosa che mi ha sempre affascinata blush.gif), e lei mi ha dato una risposta che mi ha affascinata ancora di più, mi ha detto: "io gli parlo in francese perchè voglio essere sicura che capisca perfettamente quello che gli voglio dire" ohmy.gif E' la prima volta che mi sento dare una risposta di questo tipo, di solito la gente dice che litigando nella propria lingua riesce ad esprimere meglio i propri sentimenti.

Forse l'inghippo sta tutto lì, riuscire ad esprimersi. Riuscire a veicolare i propri sentimenti. Io devo dire che in tutte le lingue nelle quali mi è capitato di dovermi esprimere nella mia vita, ho sempre contato sul "non detto", ho sempre fatto ricorso a gesti, mani, espressioni, intonazioni, sorrisi, ammiccamenti, e quant'altro. E infatti tutti mi dicono sempre che nonostante il mio aspetto nordico, si capisce subito che sono italiana rolleyes.gif E' che non posso pensare di dovermi affidare solo alla lingua per esprimermi e farmi capire.

Però allo stesso tempo è un esercizio affascinante (soprattutto da quando esistono i forum di Expatclic) dover affidarsi solo alla parola per esprimersi, non trovate? E ancora di più alla parola in una lingua che non si è appresa quando si era bambini, quando la mente era ancora aperta e spugnosa.....

Per venire alla mia situazione, sì Mattia parla meglio lo spagnolo dell'italiano, ma poi anche lì è relativo.... lo spagnolo, da quando ha tre anni, è la lingua con cui socializza la maggior parte del suo tempo.... è sciolto, usa i condizionali e gli imperfetti come bere un bicchier d'acqua (in italiano ogni tanto sbaglia), però l'italiano è la lingua in cui discute dei suoi sentimenti più profondi (con una madre come me impossibile sottrarsi laugh.gif), quindi alla fine magari a volte io resto colpita perchè sbaglia un congiuntivo, ma non mi rendo conto che in italiano mi sa spiegare perfettamente perchè gli fa male lasciare il Perù.....

Comunque ho chiesto all'Ale, che è più grande e parla davvero perfettamente il francese, l'italiano e lo spagnolo. Gli ho chiesto qual è la lingua che sente più sua, quella con cui preferisce discutere, parlare dei sentimenti come di politica, etc., e lui senza esitare mi ha detto "italiano". Gli ho chiesto se per caso non si sentisse più a suo agio a parlare in spagnolo coi suoi coetanei, dal momento che in spagnolo conosce più slang, più linguaggio dei giovani, etc., e lui mi ha risposto che in ogni caso lui lo slang non lo usa tongue.gif (beh, questo è Ale, è una personalità forse un po' fuori dal comune......).

Capisco comunque tutto quello che dite circa il fatto di avere dei figli che parlano una lingua diversa dalla vostra blush.gif Ma forse più che la lingua è davvero quello che c'è dietro.... sono i riferimenti culturali, sono le filastrocche, sono il "el purtava i scarp de tennis" o il "vammurì ammazzato"..... e a proposito di parolacce blush.gif blush.gif....i miei figli ogni tanto sembrano degli scaricatori di porto..... in italiano blush.gif - forse han passato troppo tempo in macchina con la loro mamma stuart.gif biggrin.gif

Forza gente, continuiamo a tirar fuori sentimenti linguistici sorcerer.gif

Claudiaexpat
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1989-90: Sudan / 1990-91: Angola / 1992-94 : Guinea-Bissau / 1995-97: Congo / 1999/03: Honduras / 2003-2009 Perú / 2010 Gerusalemme
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#27 Guest_Faraja_Invité

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Posted 27 May 2008 - 02:49 AM

QUOTE
Mi è salita l'ansia appena l'ho sentito. L'ho detestato. Mi sono avvoltolata di nuovo nella mia abituale cappa di nebbia mentale (che (ci penso ora!) forse è come una protezione, una cortina fumogena protettiva). Arrivata a Barcellona mi sono sentita depressa per due o tre giorni.
Dunque ne deduco che è proprio una questione di lingua!!? Secondo voi perché mi fa un effetto così estraniante??


guarda, questo e' esattamente come mi sono sentita appena scesa dall'aereo l'ultima volta che sono tornata qui dall'Italia, quando dicevo che ho sentito le mie figlie parlarmi in inglese...
Sentire gli altri mi andava anche bene, perche' so che sono "americani"...ma sentire le mie figlie mi ha messo un ansia addosso terribile. (mio marito con me parla in italiano..).
In questi giorni sto giusto riflettendo se andare quest'estate in italia o no. Ma se penso alla lingua delle mie figlie, dovrei andarci a tutti i costi. Gia' ora se mi dicono una frase in italiano mi sento al settimo cielo e corro ad abbracciarle, figuriamoci sentirle parlare sempre in italiano. blush.gif

Claudia, a proposito di parolacce....io cerco di dirne sempre poche in presenza delle bimbe ma a volte mi scappano. Ma poi penso che almeno le dico in italiano cosi se in caso dovessero imitarmi, cmq nessuno le capirebbe.
Pero' una volta mi e' capitato di sentire la piu' piccola (che all'epoca non diceva assolutamente mai una parola in italiano) dire "vaffan***" mentre eravamo a tavola e ho dovuto trattenermi per non cadere dalla sedia dalle risate laugh.gif Anche perche' l'aveva detto in un contesto che non centrava niente laugh.gif

This post has been edited by Faraja: 27 May 2008 - 02:51 AM

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#28 User is offline   Poci 

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Posted 27 May 2008 - 01:47 PM

Carissime,
scusate questo mio lungo periodo di latitanza, ho continuato a leggervi quando potevo ma proprio per l'oggetto del topic in questione mi sono dovuta un po' allontanare. Spiego l'arcano...
Alcune di voi si ricorderanno che da qualche mese abitiamo in Francia, io non ho mai studiato il francese che tra le altre cose e' una lingua che mi e' risultata sempre antipatica (non me ne vogliate) e continuo tutt'ora ad avere un forte blocco psicologico che mi impedisce di impararlo. Questo ha causato un po' di screzi tra me e la mia meta' che pensa io passi troppo tempo su internet e su vari forum invece di integrarmi nella realta' francese. Percio' ho allentato un po' la frequentazione di Expatclic....

Il mio rapporto con le lingue d'espatrio e' stato sempre buono, ho sempre studiato con passione l'inglese e ho raggiunto un buon livello sia nel parlare che nello scrivere. La pronuncia e' quella che e', un misto tra la cadenza italiana e un vago accento dell'Irlanda del Nord. In questa lingua sono riuscita ad esprimermi sia in contesti positivi che meno, mi sono sfogata, mi sono raccontata e ci ho litigato....l'unica cosa che mi rimane ostica e' esprimere il mio senso dell'umorismo in inglese.
Quando ci siamo trasferiti in Germania, l'unica cosa che sapevo dire in tedesco erano i numeri fino a tre. Pensavo che con l'inglese me la sarei cavata in una citta' internazionale come Monaco di Baviera e che non avrei avuto bisogno di imparare il tedesco. E invece mi sono accorta che specialmente in Baviera c'e' un senso di fierezza molto forte e in molti contesti alla mia richiesta di parlare inglese mi e' stato risposto picche. A quel punto mi sono rimboccata le maniche e impegnandomi veramente tanto sono riuscita a raggiungere un buon livello di tedesco che mi e' stato utile anche nel lavoro. Di questo vado molto fiera e lo conservero' sempre come un bellissimo regalo che la Germania mi ha fatto.

E invece mi srupisco di me stessa per questo brutto blocco nei confronti del francese. Capisco l'importanza di impararlo bene sia per integrarmi sia per il bene di mia figlia che non voglia abbia una mamma che non capisce quello che dice e che non possa aiutarla a farei compiti in un futuro...ma al momento e' cosi' e non me la sento di farmi violenza.
Anna ti capisco bene...

Baci a tutte voi ragazze splendide, non sono tanto presente ma vi penso
Poci
Limerick (Ireland) 1998-1999
München (Deutschland) 1999-2000
Belfast (UK) 2000-2007
Caen (France) 2007-2012
Lyon (France) 2012-.........
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#29 Guest_Faraja_Invité

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Posted 27 May 2008 - 09:56 PM

QUOTE
E invece mi sono accorta che specialmente in Baviera c'e' un senso di fierezza molto forte e in molti contesti alla mia richiesta di parlare inglese mi e' stato risposto picche.


ma questo e' abbastanza arrogante pero'.....
se io vado in Libano, nessuno si aspetta da me che io parli in arabo...e anzi sono loro i primi a chiedermi se preferisco parlare inglese o francese...(visto che molti sanno entrambe queste lingue o una delle due...).
I piu' fortunati sono gli americani o gli inglesi...che parlano la lingua piu' conosciuta al mondo.....e magari potrebbero anche vantarsi il diritto di dirti "preferisco che mi parli in inglese piuttosto che in polacco" laugh.gif
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#30 User is offline   melela 

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Posted 31 May 2008 - 03:28 PM

Che topic meraviglioso, ragazze! flowers.gif

Ho la passione per le lingue sin da ragazzina e ricordo perfettamente come l'ho scoperta: quando ho compiuto 10 anni mia zia mi ha regalato i tre album più venduti del momento e ho perso il conto delle giornate trascorse cercando di raccapezzarmi sui testi di Like a virgin, Wild boys e Born in the USA laugh.gif laugh.gif Tra me e il dizionario è stato amore a prima vista e mi si è aperto un mondo nuovo e affascinante. Col tempo ho scoperto anch'io, come Fly, di avere il grande dono di apprendere le lingue con estrema facilità. Da allora ho impostato tutta la mia vita sulle lingue: ho fatto il liceo linguistico e la scuola interpreti (anch'io a Milano, Claudiaaaaaaaa!! wub.gif ) e da 10 anni lavoro come traduttrice. E grazie al mio lavoro ho conosciuto mio marito... ed è per mio marito che ho lasciato l'Italia. Insomma, tutta la mia vita è stata decisa da tre LP! E se invece mia zia mi avesse regalato il set del piccolo chimico?? tongue.gif

Mio marito è un miscuglio linguistico: è nato a Barcellona da mamma inglese e papà catalano e la lingua che sente più sua è il catalano, ma non lo sa scrivere correttamente, perché quando ha fatto le elementari il catalano era ancora probito dal regime franchista, e ha un vocabolario molto limitato perché quando aveva 10 anni la famiglia si è trasferita a Madrid. Ha fatto tutti gli studi in spagnolo, che domina perfettamente ma non sente suo, e poi ha vissuto 11 anni in Inghilterra, per cui parla un inglese praticamente perfetto ma non lo ama. Questa premessa per dire che quando ci siamo conosciuti parlavamo inglese, ma nel giro di due mesi gli ho fatto una proposta: visto che abbiamo radici mediterranee e le nostre lingue sono simili, perché non ci lanciamo? Così io ho iniziato a parlargli e scrivergli in italiano e lui replicava in spagnolo laugh.gif Molto faticoso all'inizio, con un'infinità di malintesi, ma via via sempre più agevole (e utile, anche se allora non ce ne rendevamo conto). Poi l'ho raggiunto in Inghilterra e un po' che lui era più coraggioso con l'italiano di quanto fossi io con lo spagnolo, un po' perché ci tenevo a non perdere la mia lingua, siamo finiti a parlare in italiano. L'unico problema è che, nonostante le sue origini multiculturali e i suoi numerosi traslochi linguistici, mio marito non ha affatto la passione delle lingue, dei loro meccanismi e dei loro segreti da scoprire, e oggi parla un italiano scioltissimo ma assolutamente sgrammatico e altamente influenzato dallo spagnolo, con mio sommo dispiacere. sad.gif

Tornando a me, con una solida formazione alle spalle, ero certa che arrivando in Inghilterra non avrei avuto problemi e potete ben immaginare l'immensa frustrazione che ho provato scoprendo che non riuscivo a fare battute in inglese o che l'accento gallese o scozzese per me erano come aramaico antico... Tra l'altro faticavo a vincere uno stupido senso di vergogna che nasceva dalla consapevolezza che io l'inglese lo dovevo sapere bene, avendolo studiato per tanti anni, e questo all'inizio mi creava una specie di blocco. Ma mi ci sono intestardita ancora di più e dopo cinque anni posso dire di aver superato questi scogli. Una cosa di cui andavo estremamente fiera era che, pur notando un leggero accento straniero, gli inglesi non sapevano mai indovinare da dove provenivo e quasi non ci credevano quando dicevo di essere italiana... forse perché ho sempre imitato spontaneamente inflessione e cadenza altrui, senza volerlo e senza neanche rendermene conto, ma si può?! biggrin.gif

Poi ci siamo trasferiti in quel di Barcellona e... ho scoperto di saper comunicare agevolmente in spagnolo e perfino in catalano, pur non avendoli mai studiati blink.gif Il tempo passato leggendo le lunghissime mail in spagnolo che mio marito mi scriveva all'inizio della nostra relazione a distanza wub.gif e ascoltando le innumerevoli conversazioni in catalano della sua famiglia mi è servito per assorbire passivamente queste due lingue e, senza neance accorgermene, farle mie. Ovviamente lo devo anche a tanti anni di studio del francese (e un paio alle prese con il portoghese), che mi hanno lasciato in eredità la capacità di intuire con grande facilità i meccanismi delle lingue neolatine; e poi qui mi sono sempre sentita molto più disinvolta perché, non avendo mai studiato spagnolo o catalano, non mi sentivo "in dovere" di saperle, come mi era successo invece con l'inglese, e quindi mi lanciavo molto di più, incurante degli errori madornali che facevo all'inizio! Dopo due anni mi rendo conto che parlo e scrivo correttamente in spagnolo, sempre senza averlo mai studiato; e quest'anno ho fatto un corso di catalano (ho l'esame giovedì prossimo!!) e credo di saperlo ancora meglio dello spagnolo. Peraltro a differenza di molte di voi adoro il catalano e lo preferisco di gran lunga allo spagnolo: è una lingua antica, ricchissima, di profonda sonorità, incredibilmente espressiva e mi ricorda tanto il milanese delle mie radici laugh.gif Mentre lo spagnolo al mio orecchio è estremamente piatto e certi accenti, come l'andaluso, mi danno proprio fastidio rolleyes.gif

Uff, dovevo immaginare che avrei scritto un interminabile pippone su questo tema per me così importante, scusatemi! blush.gif Vado a sintetizzare e concludere: per il mio personale vissuto, le lingue sono la colonna portante dell'espatrio. Perché mi permettono di leggere un articolo cogliendo tutte le sue sfumature, ridere di una trasmissione ironica in tv, comunicare appieno con la gente locale. Perché sono il primo strumento di cui dispongo per sentirmi un po' più "a casa" in un posto che ancora casa non è. Perché sono il primo passo verso l'integrazione e mi fanno sentire davvero parte del paese che mi ha accolto. E mi aiutano a innamorarmene wub.gif

This post has been edited by melela: 31 May 2008 - 03:30 PM

Inghilterra 2001-2006
Spagna 2006-
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